La visita a Matera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è lo spunto per un intervento di Francesco Vespe teso a riordare (al d là delle polemiche) come la figura di Colombo sia stata l’unica di un certo rilievo per le sorti della Basilicata e del Sud. Di seguito le riflessioni di Vespe…

Oggi Matera ospita il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Viene ad inaugurare la cattedra dell’università della Basilicata dedicata a Jacques Maritain ( Il padre del personalismo cristiano ed uno dei padri conciliari della Chiesa) e, presumibilmente, l’affaccio di S. Agostino dedicato alla figura ed alla memoria di Emilio Colombo.

Due eventi intimamente intrecciati che rendono giustizia ad un filone politico-culturale, quale quello del Cattolicesimo democratico, che ha concorso grandemente a sterilizzare le terribili ideologie Hegeliane che hanno attraversato il nostro continente nel secolo breve del 900. Si è fatto un gran parlare, per scadere perfino in scellerate ed ignoranti denigrazioni, riguardo la giusta decisione da parte della città di Matera, di dedicare l’affaccio a E. Colombo. Lo stesso attuale sindaco, portentoso nel custodire la memoria storica della nostra città, ha saputo dare una giustificazione ineccepibile delle ragioni di questa titolazione.

Quello è l’affaccio visitato da De Gasperi nel 1952 che con Colombo firmò la legge di sgombero dei materani dai tuguri dei Sassi e che diede l’avvio alla ricostruzione sul piano di una nuova città con criteri innovativi e paradigmatici. Ma il merito di Colombo, va ben al di là di questo episodio che riguarda la città. Quando veniva a Matera, soprattutto negli ultimi tempi, lo andavo ad ascoltare. Non andavo ad ascoltare un uomo che conosceva la storia ma uno che l’aveva fatta!

Meravigliosi quegli scorci storico-politici che raccontavano di come la sua generazione e dei nostri padri, aveva ricostruito l’Italia. Forse il più bel periodo dell’epoca unitaria: eroico ed entusiasmante! Periodo costruito fra l’altro andando a lezione di Maritain (tanto dal filosofo ha attinto il popolarismo sturziano a cui si rifaceva la DC !).

Come dicevo non raccontava la storia ma, avendola fatta, con lui la si riviveva. Dal suo racconto ho per esempio appreso che la sua azione politica traeva spunto dalle tesi socio-economiche della scuola SVIMEZ di Pasquale Saraceno, o di economisti straordinari come Paolo Sylos-Labini, Rossi-Doria o Beniamino Andreatta.

Secondo questa scuola non si poteva parlare di vero sviluppo del meridione senza sviluppo industriale. L’innervamento industriale del Sud, sempre secondo questa scuola, doveva però avvenire attraverso le imprese del parastato. Colombo fu politicamente uno dei più efficaci implementatori di queste teorie economiche. Così nacque l’Italsider a Taranto, come a Bagnoli, ed i poli chimici (a quei tempi era un settore industriale nel quale l’Italia era all’avanguardia!) in val Basento, Sicilia e Sardegna. Per non parlare degli insediamenti Finmeccanica seminati in varie sedi del meridione.

Checché ne dicono i professoroni ignoranti che sparano idiozie su FB, proprio quegli investimenti, insieme alla CASMEZ, permisero per la prima volta nella storia unitaria, di ridurre la forbice fra Nord e Sud. Fu (Colombo) uno degli attuatori della riforma agraria. Le strategie della CASMEZ erano state tutte ispirate dalla Tennessee Valley Administration (TVA) che ebbero un certo successo in quell’area 10 anni prima.

Alla domanda impertinente di chi scrive del perché quelle iniziative non abbiano funzionato a lungo, ammise ob-torto collo che esse si impantanarono per una conduzione statalistica troppo asfissiante e pochissimo attenta alle dinamiche del mercato.

Il terzo ambito sul quale l’azione politica di Colombo si è spesa è stata quella della costruzione dell’Europa. E’ stato presidente del parlamento europeo dal 1977 al 1979 e poi deputato anche dal 1989 al 1992. Ascoltato ed autorevole statista europeo. Vinse fra l’altro il premio Carlo Magno (dato solo ad Alcide De Gasperi ed Antonio Segni prima di lui).

Quindi stiamo parlando forse del più importante statista che la Basilicata abbia avuto al pari dello stesso Francesco Saverio Nitti. Quest’ultimo, ormai anziano, inizialmente lo definì “sagrestanello”, ma poi ammise: “E’ un colombo che volerà”.

Paradossalmente fece del male solo alla sua amata Potenza riducendola a mero nodo burocratico assistenziale. In conclusione è giusto che quell’affaccio sia dedicato a Colombo e ci sta tutto che il Presidente della Repubblica Mattarella venga ad onorarlo.”

Francesco Vespe