Il ”Liberi di tutti” inteso in maniera maldestra da alcuni, con l’avvio della Fase 2 dell’epidemia da coronavirus, deve tenerci sul ‘ Chi va la?” per evitare possibili rischi da contagio, dopo le restrizioni da confinamento domiciliare, nel Bel Paese. E in proposito l’analisi sui dati della Svezia che non ha adottato alcuna misura preventiva , con un elevato numero di contagi e di decessi, la dice lunga sulla necessità di evitare eccessi. L’astronomo materano Franco Vespe dal suo laboratorio VespeStat di Agna scuote la testa e commenta alla sua maniera con un lapidario ” Sciagurati!”. Un termine che va benissimo anche per gli eccessi della movida locale… Quanto alla Basilicata siamo a quota zero e con ricoveri e contagi in calo, mentre sono partiti su scala nazionale gli esami su una popolazione di 150.000 persone selezionati dall’Istat e con l’apporto della Croce rossa italiana. Un campione…E a proposito di ”campioni” attendiamo l’esordio della APP immuni, un affare per i privati che l’hanno proposto, ma che mantiene tutta la diffidenza della vigilia su tutela della privacy ed efficacia dello strumento. Funzionerà se sarà utilizzata, su base volontaria dal 60 per cento della popolazione, e se si faranno i tamponi. Si preannuncia un fallimentare. ” Che campioni !” commenta ancora Vespe, che l’hanno voluta a tutti i costi, senza fare il conte con l’oste che è già ubriaco di felicità..

E veniamo ai dati del Vespestat. “Molto istruttiva – ha commentato Vespe- la trattazione del caso Svezia. Stato che ha applicato poco la segregazione (traduzione italiana di lockdown più efficace). Ci può dire cosa sarebbe successo se non avessimo applicato quelle misure draconiane di distanziamento sociale. La cosa che risalta agli occhi, se lo si compara alla Germania, è l’allargamento della campana che arriva addirittura a raddoppiare il tempo per uscire dall’emergenza. Tenete conto che la Svezia è uno stato una volta e mezzo più esteso dell’Italia e 6 volte meno popoloso. Se si usano queste dimensioni, è come se, in proporzione, in una regione poco densamente popolata come la Basilicata, ci fossero stati 500 morti! In proporzione sta avendo lo stesso numero di decessi in Italia pur potendo vantare una densità abitativa quasi 10 volte inferiore. Questa è la prova che non aver applicato provvedimenti di segregazione sta comportando un deciso aggravamento della pandemia. Si può anche notare che c’è stato un picco pochi giorni fa che ha ulteriormente allargato la campana. Quindi le politiche di contenimento del contagio in Svezia sono stati totalmente sbagliati. Non solo. Si vede chiaramente che la rilevazione dei dati non è stata precisa e sistematica come dovrebbe. In questi giorni faremo questi paralleli con altre realtà in attesa dei dati condizionati dal passaggio alla fase 2”