La CONFAPI di Matera non ci stà alla versione che i lavoratori e i loro sindacati danno all’opinione pubblica della vertenzaCUP  in corso e di cui abbiamo dato notizia ieri anche in relazione ad un consiglio comunale dedicato che è stato convocato dall’Amministrazione cittadina su imput della minoranza di centrosinistra. Ritiene esagerata la reazione ed imprecisa la comunicazione fatta. Ecco la sua versione nel lungo ed articolato comunicato stampa diffuso ieri.

Lotta lavoratori cupMT-

Confapi Matera sulla vertenza CUP dell’ASM: prevalga il buon senso e non i toni esasperati

Riteniamo esagerata l’esasperazione che i Sindacati hanno dato alla vertenza CUP dell’ASM, anche perché basata su notizie poco precise diffuse a mezzo stampa, che in questa sede è opportuno chiarire nell’interesse della collettività, dei lavoratori interessati e del Raggruppamento Temporaneo di Imprese che Confapi Matera rappresenta.

Il RTI, assistito dall’Associazione, non si è mai sottratto al confronto sindacale per cercare la soluzione più indolore possibile a un problema creato da un bando a sua volta frutto delle politiche nazionali di riduzione della spesa. Ricordiamo, infatti, che il bando ha previsto una riduzione del servizio e del compenso di circa il  25% rispetto agli appalti precedenti relativi alla gestione del CUP e della Risonanza Magnetica.

Del resto le aziende del Gruppo La Traccia si sono distinte negli anni per la qualità dei rapporti con i lavoratori, sempre improntati al rispetto dei diritti e della dignità delle persone.

Venendo al merito della questione, precisiamo che, secondo la legge, i contratti nazionali e la giurisprudenza costante, quindi in linea generale, la clausola sociale di cui parlano i Sindacati garantisce soltanto la conservazione del posto di lavoro e non anche il trattamento economico. Pertanto, come ribadito dal Tar Lazio pochissimi giorni fa, negli appalti pubblici di servizi non si può imporre alle imprese concorrenti l’applicazione di un determinato contratto collettivo per i dipendenti.

Il raggruppamento aggiudicatario dell’appalto ha rispettato in pieno la clausola sociale che impone di riassumere i dipendenti dell’impresa uscente, applicando il contratto collettivo nazionale già applicato da una delle aziende costituenti il raggruppamento e dichiarato in fase di gara.

Per quanto riguarda il taglio delle ore, si precisa che Il Raggruppamento d’Imprese:

  • ha previsto nell’offerta tecnica presentata notevoli migliorie e innovazioni che permettono di gestire il servizio in maniera più efficiente e di ridurre i tempi di attesa agli sportelli del CUP;
  • ha assunto il personale con un numero ore maggiore del 15%, rispetto a quello necessario per erogare il servizio, caricandosi di costi, attualmente superiori ai ricavi, nella speranza di incrementare i servizi.

Alla clausola sociale, dunque, si contrappone la diversa organizzazione imprenditoriale del subentrante, il quale ha distribuito la riduzione di orario in maniera funzionale all’organizzazione del lavoro e comunque in maniera sostenibile, considerato che si parla di piccole differenze.

È chiaro che per un lavoratore che già lavorava poche ore alla settimana, un’ulteriore riduzione, per quanto percentualmente piccola, diventa penalizzante in termini assoluti, ma questo non può essere addebitato all’impresa subentrante che, comunque, ha concesso ai lavoratori una differenza retributiva chiamata superminimo assorbibile, cioè distribuito nel tempo.

Del resto, operando diversamente, cioè applicando il superminimo non assorbibile come chiedono i Sindacati, per superare in un colpo solo la differenza retributiva rispetto al contratto collettivo, verrebbe falsata l’offerta economica presentata dal raggruppamento in sede di gara, rendendo l’offerta, e quindi l’aggiudicazione, non più economicamente sostenibile e mettendo a rischio non solo 2 ore di lavoro a settimana per 4 lavoratori ma 56 posti di lavoro.

L’azienda, dunque, contrariamente a quello che è stato detto e scritto, non ha applicato un contratto penalizzante per i lavoratori, ma ha applicato il proprio contratto, nel pieno rispetto della legge e del bando di gara. Anzi, durante la trattativa sindacale condotta presso la sede di Confapi Matera, l’azienda ha accettato di concedere un superminimo assorbibile ai lavoratori per colmare la differenza retributiva.

In conclusione, Confapi Matera fa appello al buon senso e alla sensibilità di tutti perché non siano esasperati gli animi e continui il dialogo fra le parti. Probabilmente una tempistica più ampia per il subentro, che è dovuto avvenire in tempi brevissimi, avrebbe fornito maggiori occasioni di dialogo e di confronto.

Matera, 26 febbraio 2016

Confapi Matera

Ufficio Stampa