Guardiamo al bicchiere mezzo pieno, ma senza ubriacarci di euforia da ipocrisia al settimo cielo -come emerso dalle note ufficiali – sul primo dei tre giorni da vaccinazioni ”volontaria” con presentazione in loco alla tensostruttura del Qatar. Vaccino Astra Zeneca per tutti dai 79 ai 60 anni e previsioni della vigilia rispettati con oltre 800 vaccini somministrati e con una cadenza operativa portata avanti con impegno e professionalità da medici (anche volontari), infermieri, da personale amministrativo della Asm, scouts Agesci e Cngei e volontari di Legambiente e paziente senso di responsabilità dei cittadini.

E questo nonostante l’invito ”generico” di domenica scorsa della Regione Basilicata a confluire presso gli ospedali di Matera e Potenza (qui la situazione è stata davvero caotica), ma senza precisare se l’opportunità fosse aperta ai soli residenti dei due capoluoghi o al comprensorio delle aziende.

Certo, come abbiamo rilevato dai commenti dei ”vaccinandi”, se si fosse meglio regolamentato il flusso delle priorità a scendere (dai 79 ai 60) e magari per giornate e con una comunicazione efficace la situazione avrebbe ridotto l’attesa dei più anziani. Il numerino eliminacode ha consentito di ripartire i turni di prenotazione e di attesa, con l’integrazione dalle 14.00 della postazione di Poste Italiane che – come tutte le soluzioni telematiche- mostrano i limiti di un sistema di relazioni tra dati, codici e situazioni tutte da ottimizzare.

E del resto, diciamola tutta, il Governo ha lasciato che ognuno si arrangiasse con soluzioni dirette (filtro dei medici di famiglia per esempio, dove è stato possibile), appelli a confluire su vari punti vaccinali (una pecca della Basilicata), piattaforme aziendali o di Poste Italiana. Quest’ultima, ricordiamo, scelta da sei regioni su 21.

La tre giorni dell’invito a vaccinarsi con il solo vaccino Astra Zeneca, va riconosciuto, è servito a smuovere la situazione come aveva detto nei giorni scorsi il commissario della task force vaccinale Francesco Paolo Figliuolo all’insegna del ” Vaccinare se c’è possibilità”. Certo le priorità e in base alla disponibilità dei vaccini. Con Astrazeneca si è messa una pezza ai ritardi su una vasta fascia di popolazione, che si sarebbe vaccinata a ”Dio piacendo” e che non ha avuto la possibilità di farlo. Senza dimenticare il dibattito bollente su furbi, furbetti, comari e compari che sono riusciti a vaccinarsi con scorciatoie che hanno messo in moto Procure di mezza Italia : dalla Lombardia a quella di Potenza.

Immondizia sotto al tappeto, come quella sul silenzio dei dati e dei contagi famigliari ripetuti e diffusi, a causa dell’assenza di covid hotel o di luoghi alternativi alla propria abitazione per gestire la quarantena. La possibilità di vaccinarsi, e lo abbiamo constatato nel piazzale e all’interno dei capannoni del Qatar, ha aperto all’ottimismo anche perchè a giugno dovrebbe venir fuori quel certificato o passaporto vaccinale per muoversi con maggiore libertà. E qui serve una risposta nella legalità. Altrimenti, in una Italia in crisi da covid, verrà fuori l’arte di arrangiarsi.