Alla fine i nodi vengono al pettine e quando i vaccini nel BelPaese, che continua a dipendere dall’estero e se va bene riuscirà a produrli su licenza nel 2022, scarseggiano e in tanti casi si rifiuta quello che c’è in attesa che arrivi il ”monodose” per togliersi ogni problema e allora non è il caso di perdere tempo : occorre vaccinare con quello che si ha. E’ quanto ha dichiarato il responsabile nazionale della task force per la campagna vaccinale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che a Roma – durante l’inaugurazione di un nuovo polo vaccinale- ha parlato anche della possibilità di utilizzare l’AstraZeneca, anche per le persone di età inferiore ai 60 anni. “I vaccini vanno impiegati tutti – ha detto Figliuolo
– Astrazeneca è consigliato a determinate classi ma l’Ema dice che va bene per tutti. Ci sono effetti collaterali ma sono infinitesimali. Se non impieghiamo tutti i vaccini il ritmo
della campagna non raggiunge gli obiettivi nei tempi prefigurati”. Concetto chiaro che evidenzia, ancora una volta, come l’Italia sia indietro nelle vaccinazioni a causa di carenze e ritardi oggettivi di forniture,errori di impostazione, disorganizzazione a livello locale e scarsa informazione. Le segnalazioni di cittadini che restano delusi dalle risposte del portale telematico regionale, per assenza di vaccino o per indicazioni di punti vaccinali a decine di chilometri di distanza,insieme alla questione irrisolta degli accompagnatori ( caregiver, se vi piace l’inglese) di persone fragili e ultrafragili confermano che sono fuori luoghi i voli pindarici e autocelebrativi che la ”Basilicata” va a gonfie vele. Eppure siamo ”quattro gatti”, senza offesa per alcuno,e a quest’ora avrebbero dovuto vaccinare almeno il 50 per cento della popolazione. E come la mettiamo con la stagione turistica? Quali garanzie da turismo sostenibile per i visitatori? Grecia e Inghilterra, Germania e Croazia lo hanno fatto. Noi andiamo avanti con la benedizione della Provvidenza…