Ed ecco la sala d’attesa che non t’aspetti. Una sala d’attesa….per la spesa. La prima di questo tipo nella città, già capitale europea della cultura e non sappiamo rispetto a quante altre città del belpaese, ammesso che ce ne siano altrove.

Uno, la sala d’attesa l’ha sempre trovata  dal medico, in un luogo di partenza (ferroviario, aeroportuale, bus …), ma scagli la prima pietra (anzi il primo osso buco) chi l’ha mai trovata presso una macelleria.

Ecco. E’ proprio questa la bella idea, molto rispettosa della propria clientela, messa in pratica da Pasquale Chito, titolare di una nota e frequentatissima macelleria cittadina in Via San Pardo.

Infatti, in un locale adiacente all’ingresso del  proprio esercizio commerciale Chito ha predisposto e arredato una vera e propria confortevole sala d’attesa (con sedute opportunamente distanziate) in vista dell’inverno ma già ora funzionante, in cui i propri clienti potranno sostare e ripararsi -specie nelle prevedibili rigide e/o piovose giornate che verranno- in attesa del proprio turno per poter entrare a fare la spesa. Turno che, in base al numerino ritirato all’arrivo dall’apposito dispenser,  potrà essere comodamente consultato su un monitor all’interno del locale d’attesa.

Oramai, la convivenza così a lungo -e non sappiamo ancora per quanto- con il covid19 e il rispetto delle cautele per evitarne il contagio, ci ha abituati a questo rito del far la fila ovunque si debba andare per le varie quotidiane necessità: farmacie, macellerie, fruttivendoli, panettieri, latterie e via discorrendo. Che in qualche caso, come questo, essa venga resa più sopportabile è sicuramente cosa gradita.

Certo agli inizi di quest’anno- quando siamo stati investiti da questa brutta vicenda- siamo stati presi tutti alla sprovvista. Ma erano i mesi che già precedevano la primavera.

Ora che, invece, dovendo andare avanti almeno fino a metà anno prossimo, dovremo attraversare tutti i mesi invernali, Pasquale Chito ha pensato bene di rendere meno  gravosa l’attesa che necessariamente i suoi clienti sono costretti a fare prima di accedere all’acquisto delle preparazioni, accolti dalla usuale accattivante cortesia sua e dei suoi collaboratori.

Ben vengano, dunque, iniziative come questa. Anche per il senso di civismo che trasmette. Magari generasse una emulazione, la dove fosse possibile. Sarebbe cosa buona e giusta….oltre che graditissima dai consumatori.