E’ stata davvero surreale la scena (una delle tante che se ne vedono in questo circo che è diventato il mondo dei cosiddetti grandi) di un Netanyahu che con le mani grondanti di sangue delle decine di migliaia di persone massacrate a Gaza, consegnava a Trump la servile richiesta -da lui inoltrata- di concessione allo stesso del Nobel della pace. Una barzelletta se non ci fosse per lo mezzo tanto sangue e una sistematica violazioni del diritto internazionale con la complicità di tanti Stati tra cui l’Italia che si girano dall’altra parte. Ma non solo c’è anche che Trump e il suo segretario di Stato Marco Rubio -come se fossero i padroni del mondo- perseguono anche chi non si allinea e/o denuncia con prove le malefatte. E’ per questo infatti che costoro vogliono imporre sanzioni sulla relatrice speciale dell’ONU, l’italiana Francesca Albanese che invece i crimini contro l’umanità di Netanyahu e i suoi accoliti li documenta. E nel mentre il governo italiano nulla fa per difendere questa illustre cittadina è stata lanciata una petizione: “Siamo farfalle!” Premio Nobel per la Pace a Francesca Albanese.” che è possibile firmare a questo link: https://www.change.org/p/siamo-farfalle-premio-nobel-per-la-pace-a-francesca-albanese?signed=true . Una piccola cosa, certo. Non è ciò che servirebbe per invertirà il destino di un mondo oramai manovrato da poteri, lobby e una “giustizia internazionale” ad personam, ma è sempre un segnale -accanto ad altri di una mobilitazione di cittadini che non si arrendono- della persistenza di una resistenza civile a questa discesa agli inferi. QUESTO IL TESTO DELLA PETIZIONE: Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, è diventata il bersaglio ufficiale della macchina del fango israeliana, anche attraverso inserzioni a pagamento su Google Ads e pagine diffamatorie create dal governo israeliano e della rappresaglia diplomatica statunitense con Trump che annuncia, per bocca del segretario di Stato Rubio, sanzioni individuali nei confronti della giurista. La Albanese è “colpevole” di aver messo alla luce, con i suoi rapporti come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, i crimini del governo Netanyahu ed il business del genocidio, indicando con precisione e metodo i nomi delle aziende, tra queste Amazon, Alphabet, Palantir, che traggono profitto dall’economia di guerra israeliana. La Albanese è “colpevole” di aver semplicemente assolto al suo ruolo presso le Nazioni Unite. Chi la attacca o rimane in silenzio davanti agli attacchi che le sono rivolti sta implicitamente delegittimando e mettendo in discussione la funzione stessa delle Nazioni Unite volta alla difesa dei diritti umani in ambito internazionale. In tutto questo, mentre una cittadina italiana, investita di un mandato internazionale, viene aggredita e minacciata, il governo tace e continua la sua complicità con Israele. Nel silenzio delle istituzioni, rivolgendoci comunque a loro affinché si assumano le responsabilità che derivano dal loro ruolo, dobbiamo essere tutte e tutti noi la scorta mediatica di Francesca Albanese e del Diritto Internazionale continuamente violato da Israele e dagli Stati Uniti. Chiediamo che Francesca Albanese venga nominata al Premio Nobel per la Pace e ci rivolgiamo a chi può suggerire nomi, membri presenti e passati del Comitato per i Nobel e suoi consulenti, parlamentari e membri di governi, membri della Corte di arbitrato e di quella internazionale di giustizia dell’Aja, membri dell’International peace bureau e dell’Institut de Droit International (istituto di legge internazionale), docenti universitari di legge, scienze politiche, storia e filosofia e infine ex premi Nobel per la pace, perché la giurista italiana venga inserita nella lista delle candidature. «Da soli siamo fragili come le ali di una farfalla, ma uniti – solidi e solidali – possiamo fare tempesta. (…)
È nell’interconnessione delle lotte per l’emancipazione e la libertà – individuale o collettiva – che dobbiamo ritrovare il nostro solidum. Insieme possiamo affrontare qualsiasi sfida.
Quindi battiamo le ali, facciamo la tempesta, anzi, come si dice dalle mie parti, facciamo ammuìna!” dal libro della Albanese “Quando il mondo dorme“.

Gianfranco Pagliarulo -Presidente nazionale ANPI- ha dichiarato sulla vicenda: “Le sanzioni USA contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sulla Palestina, sono semplicemente un’infamia, in flagrante violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, e si motivano di fatto perché Albanese ha rivelato che tante compagnie private americane sostengono direttamente o indirettamente l’esercito israeliano traendo profitto dai massacri e dall’occupazione dei territori palestinesi. Con questi provvedimenti ricattatori gli Stati Uniti si isolano sempre di più dal resto del mondo, accompagnati da un gruppo di Paesi occidentali oramai succubi della sindrome di Stoccolma nei confronti di Trump, che si comporta come il padrone del mondo. Francesca Albanese è da tempo bersaglio di una campagna diffamatoria anche con insulti, accuse e pesantissime minacce per la sua attività di testimone di verità. Mentre nel mondo si moltiplicano le manifestazioni di stima e i riconoscimenti nei suoi confronti, il governo italiano si distingue per il suo silenzio. Non una parola né un’azione a difesa di una cittadina italiana che fa il suo dovere fino in fondo e che per questo rappresenta in modo illustre il nostro Paese alle Nazioni Unite. Altro che difesa dell’italianità! Francamente, c’è da vergognarsi.”

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