Nelle cornici dei Santi di vico Case Nuove le immagini di Dario Franceschini e Alberto Bonisoli, ministro ed ex ministro dei Beni culturali ci stanno bene, eccome. E puo’ darsi che la ‘devastante’ pseudoriforma che li unisce possa essere spazzata da una petizione. Una firma reale, al banchetto, contro la porcata ferragostana ( è un classico delle furberie della politica di ogni epoca e colore) della riforma dei Beni Culturali, tra privatizzazioni e accorpamenti, firmata dal ministro Alberto Bonisoli (M5S), in continuità con quella bozza che conteneva altre cose avviate dal predecessore Dario Franceschini( Pd).Proteste e prese di posizione un po’ ovunque, a scoppio ritardato, e con uno strano silenzio trasversale dei parlamentari. Legittimo sospetto…A chi giova? Naturalmente, silenzi e assensi a parte, c’è qualcuno che si muove e alza la testa, chiamando alla mobilitazione. Le segreterie della provincia di Matera di Cgil, Uil insieme a 21 associazioni imprenditoriali, culturali e movimenti hanno attivato una raccolta di firme per la ”Conservazione del polo museale regionale di Basilicata”, che la riforma di agosto del Ministero per i Beni culturali e ambientali ha accorpato alla Puglia. Lo hanno reso noto in una conferenza stampa i segretari della Cgil, Eustachio Nicoletti e della Uil Franco Coppola, alla presenza di altri promotori come Leo Montemurro (Cna), Pasquale Latorre (Confapi), Angelo Bianchi (Amici della Biblioteca) e di altre sigle. Finalità della petizione, avviata da oggi, e che sarà effettuata nche in piazze, presso musei, scuole, siti archeologici, è la revoca del provvedimento giudicato ”inaccettabile”, perchè adottato senza aver consultato sindacati e altri organismi dei beni culturali, e ”penalizzante” per le peculiarità della Basilicata e per quello che ha rappresentato e rappresentato l’anno per Matera capitale europea della cultura 2019. ”Il provvedimento del Mibact- hanno detto i promotori- sopprimendo l’autonomia funzionale e amministrative del polo museale della Basilicata, inevitabilmente finirà per compromettere le aspettative di rilancio economico del territorio provinciale e regionale, che sono strettamente collegate alla valorizzazione e promozione dei beni cultuali e ambientali, in quanto considerate la principale risorsa per una prospettiva non effimera da offrire ai tanti giovani costretti all’emigrazione in cerca di lavoro”. E’ stato,inoltre, annunciato la partecipazione al coordinamento che sta nascendo un po’ ovunque nel Paese, per sollecitare il ritiro o la revisione del provvedimento. Naturalmente si guarda anche al passato e alle tante voci inascoltate promosse sempre dal sindacato ( c’era anche la Cisl, che su questo tema ha avviato un’altra forma di petizione) con la marcia per il lavoro con Matera 2019. Sappiamo come è andata, come sta andando e cosa ci aspetta al giro di boa, dopo i fuochi pirotecnici degli eventi di diversa portata, spesa e contenuti. La soppressione dell’autonomia del Polo Museale e della sede di Matera è una anticipazione di quello che sarà con il 2020, con il progressivo ridimensionamento di tante funzioni, enti e risorse. Del resto il disegno di privatizzazione della riforma Bonisoli è stato abbondantemente provato, con tutte le contraddizioni del caso, nei presidi culturali di Stato ma finanziati da risorse pubbliche nel corso di Matera 2019. I bilanci si fanno dopo, ma risparmiateci i toni pseudotrionfalistici delle esperienze passaportuali. Matera e la Basilicata hanno bisogno di concretezza, chiarezza e di programmazioni lungimiranti, per non sprecare quello che è stato fatto. Le riforme possono essere una opportunità, come ha detto il segretario della Uil Franco Coppola, ma se non ci sono risorse non si va da nessuna parte. Anzi. Ma occorre pensare alle peculiarità della nostra terra- come ha ricordato Eustachio Nicoletti della Cgil- e dei siti archeologici oltre a quello che è stato fatto per alcuni musei e con risultati diversi. O a quello delle imprese- come ha osservato Leonardo Montemurro (Cna) dell’indotto locale coinvolte nella gestione dei beni culturali. Si tenta con la petizione. Presentarla non costa nulla, ma i colpi di mano ferragostani rispondono a una logica ben precisa. E se a quel dicastero, come si sente in giro, tornasse Dario Franceschini? Cambierebbe qualcosa? Mah…Per il buon senso ci vuole la buona politica.

LA NOTA DI SINDACATI E ASSOCIAZIONI
Segreterie Provinciali di Matera

Centro Carlo Levi, INU, CONFAPI, CNA, Rete Studenti Medi Matera, Legambiente Matera, Amici Biblioteca T. Stigliani, Collettivo donne, Uisp Basilicata, Uisp Matera, Associazione sportiva ECOS, Comitato Ferrovia Nazionale Matera, Radio Regio di Altamura, Comitato Acqua pubblica, Associazione B&B, Associazione Adriano Olivetti Matera, Associazione Ecos – Uisp, Legambiente Policoro, Energheia, Teatro Sassi Matera, Associazione Nino Perrone, Associazione Annibale Formica/Polo del Gusto di Policoro, Associazione Istrice di Policoro, CIA Rotondella
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APPELLO PER LA CONSERVAZIONE DEL POLO MUSEALE REGIONALE DI BASILICATA
Le organizzazioni sindacali, imprenditoriali, culturali e civiche della Provincia di Matera e dei territori contermini, che hanno promosso nei mesi scorsi la Marcia per la Cultura e le iniziative pubbliche ad essa collegate, esprimono la più ferma protesta e condanna in relazione alla decisione del Mibact di sopprimere con proprio decreto l’autonomia del Polo museale regionale della Basilicata – Sede Matera – mediante la sua aggregazione funzionale ed amministrativa alla omologa istituzione della Regione Puglia.

Si tratta di una decisione che mette in discussione non solo tutto il lavoro di programmazione e di gestione effettuata nei decenni scorsi – che ha avuto esiti molto lusinghieri per la promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico, architettonico, naturalistico e demoetnoantropologico del territorio provinciale in particolare e di quello regionale più in generale – ma che, anche e soprattutto, finisce per ridimensionare e perfino svilire la valenza e il prestigio di tale patrimonio, sempre più e meglio conosciuto ed apprezzato nel mondo dagli studiosi, dai visitatori e dall’opinione pubblica più attenta.

La decisione assunta dal Mibact è ancora più inaccettabile se si considera che si colloca nel 2019, anno nel quale l’attenzione e l’interesse mondiali rivolti a Matera ed anche a tutto il territorio circostante sono ulteriormente cresciuti e sono sempre più oggetto di scoperta e di ammirazione.

Il provvedimento del Mibact, sopprimendo l’autonomia funzionale ed amministrativa del Polo museale regionale della Basilicata, inevitabilmente finirà per compromettere le aspettative di rilancio economico del territorio provinciale ed anche regionale, che sono strettamente collegate alla valorizzazione e promozione dei beni culturali ed ambientali, in quanto considerate la principale risorsa per una prospettiva non effimera da offrire ai tanti e troppi giovani e meno giovani costretti all’emigrazione in cerca di lavoro.

Le organizzazioni che promuovono questo appello non sollevano solo una questione localistica, legata alla mortificazione di un’eccellenza territoriale. La contestazione investe l’impianto complessivo sul quale è fondato il provvedimento ministeriale. Infatti, questa misura determinerà le medesime conseguenze negative anche nei confronti delle analoghe situazioni delle altre Regioni, ciascuna delle quali vanta una propria specifica ed inconfondibile identità da valorizzare singolarmente.

Le organizzazioni firmatarie invitano pertanto i lavoratori, i cittadini tutti ed in particolare i giovani a sottoscrivere il presente appello, che viene indirizzato, oltre che alle Istituzioni governative e regionali, soprattutto alle forze politiche rappresentate in Parlamento, affinché, specialmente nell’attuale momento di passaggio della crisi politica, non si trascuri di porre rimedio a quanto sopra rappresentato, prevedendo la revisione del provvedimento già in sede di fissazione dei punti programmatici per il nuovo governo.
APPELLO PER LA CONSERVAZIONE DEL POLO MUSEALE REGIONALE DI BASILICATA
Raccolta Firme

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