Boom di spettatori al teatro Don Bosco di Potenza ed al Duni di Matera per assistere alla commedia “Una famiglia quasi perfetta” scritta e diretta dall’attore partenopeo Carlo Buccirosso. La carovana di artisti composta da Carlo Buccirosso, Rosalia Porcaro, Gino Monteleone, Davide Marotta, Tilde De Spirito, Peppe Miale, Fiorella Zullo, Giordano Bassetti ed Elvira Zingone ha regalato al pubblico lucano una performance tanto comica quanto drammatica.

Lo spettacolo proposto dalla stagione teatrale organizzata dal consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nella sessione #lacomicità, affronta tematiche scottanti con il modo divertente del comico napoletano. Scenografie accuratissime e dialoghi ricchi di battute intelligenti sulla confusione legislativa italiana per un argomento molto attuale: la famiglia. Descrive lo spettacolo il regista e attore partenopeo: “In una piacevole e tranquilla villetta residenziale, una pacifica famigliola – lui affermato psicologo, lei insoddisfatta casalinga – sembra vivere in apparente armonia assieme al loro figlioletto, adottato sin dall’età di sei anni, e che ora appare come il loro principale punto di riferimento, fino a quando un giorno un inaspettato evento arriverà a turbare la pace della loro esistenza: il padre naturale dell’amato e coccolato pargolo, che piomba nel tepore delle mura della casa a recriminare la paternità di suo figlio!

Sembra una normale vicenda legata alle difficoltà che l’adozione di un figlio a volte può arrecare, ma il disordine legislativo, la mancanza di una quotidiana tutela del cittadino, unite alla presunzione di convenienza che ormai regna nel nostro “bel paese”, e cioè che tutti siamo colpevoli di tutto salvo prova contraria, porteranno gli eventi sul precipizio di una normale tragedia quotidiana, a cui la nostra spietata battaglia esistenziale ci ha ormai tristemente abituati”. “Una famiglia quasi perfetta” oltre cento repliche in tutt’Italia, da martedì per tre settimane sarà riproposta a Roma poi ad Assisi ed a Lecce.

Il 24 marzo rivedremo al cinema Carlo Buccirosso con il film: “Un paese quasi perfetto” girato quasi interamente a Castelmezzano, da aprile inizierà una nuova stagione teatrale riprendendo la commedia i “Compromessi sposi”. Di seguito è riportata l’intervista integrale all’attore Carlo Buccirosso rilasciata al termine della commedia svoltasi al teatro Duni di Matera:

Come nasce l’idea di scrivere “Una famiglia quasi perfetta” ed a cosa ti sei ispirato?

L’idea di partenza nasce dal voler interpretare un personaggio che in scena uccidesse qualcuno che in qualche modo lo stava tormentando continuando sempre in scena il problema del dopo. In sostanza la mia idea era quella di scrivere una storia in cui un uomo usciva di galera per riprendersi il figlio , quest’uomo andava ad opprimere due genitori, che erano i genitori adottivi di suo figlio e durante una colluttazione quest’uomo (da me interpretato) moriva. Alla fine ho deciso di cambiare un po il mio ruolo cambiando il finale in cui l’uomo uscito di galera non muore. “Una famiglia quasi perfetta” l’ho scritta ad Ischia e nasce dal cuore.

Qual’è il messaggio che vuoi trasmettere al pubblico?

Io spero di emozionare sempre il pubblico, di creare un’atmosfera emotiva che colpisca al cuore, non voglio trasmettere alcun messaggio ognuno la coglie come vuole.

Ami più fare l’attore di cinema o di teatro?

Il teatro sicuramente è una cosa che mi sta dentro da sempre e mi da più soddisfazioni, il cinema è quasi un altro mestiere, però mi piace fare anche quello.

A quale scena sei particolarmente legato?

Sono legato alla scena dell’incontro con mio figlio, la prima volta che lo vedo. Quando l’ho scritto l’ho fatto di getto in cinque minuti senza più ritoccarlo perchè sai a volte vai a fare dei cambiamenti perchè ti accorgi che il pubblico non l’ha accettato, perchè vorrebbe qualcosa di diverso. La magia di quando hai una storia che ti quadra, quest’incontro tra padre e figlio è venuto ironico e divertente in una maniera pazzesca.

Sei soddisfatto del successo riscosso in Basilicata?

Sono molto soddisfatto anche se i due pubblici sono completamente diversi: a Potenza non ci facevano neanche parlare dagli applausi e dai consensi, mentre il pubblico di Matera è stato più pacato e tranquillo che voleva seguire è stato un successo clamoroso.

Cosa manca ad una “Famiglia quasi perfetta” per raggiungere la perfezione?

Oggi alle famiglie credo che manchi quasi tutto, cioè le famiglie non sono più quelle di una volta. Io sono un grande nostalgico della famiglia vecchio stampo.