Un tampone per ogni famiglia lucana” è utile, è fattibile,  è sostenibile quantitativamente (prima che dal punto di vista economico) dalla capacità di processamento quotidiano di tamponi da parte dei laboratori che li dovrebbero processare?

Sarebbe già abbastanza tranquillizzante se i tamponi venissero fatti a tappeto a tutti coloro che sono costretti a lavorare (negli ospedali, nei supermercati, nelle fabbriche e altri luoghi utili alla nostra sopravvivenza) a contatto con altre persone e ovviamente per chi manifesta sintomi sospetti (ma questo già si dovrebbe fare).

Ma siamo pochi in Basilicata, perchè non approfittare del vantaggio dei piccoli numeri? Ed è proprio partendo da questo punto di vantaggio che si muovono i promotori di una  petizione lanciata per chiedere, per l’appunto “UN TAMPONE PER OGNI FAMIGLIA LUCANA”, con le motivazioni che seguono.

Un gruppo di cittadini lucani –si legge nel comunicato stampa trasmesso da Michele Incampo – nella giornata di ieri, sabato, ha lanciato una petizione sulla piattaforma online “change” chiedendo alla Regione Basilicata di effettuare più tamponi ed arrivare ad un tampone per ogni famiglia lucana. Iniziativa che in poche ore ha superato le 1500 firme.

Test, test, test è quello che tutti chiedono! “Non puoi combattere un incendio con gli occhi bendati” ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Stare a casa è la miglior tattica ma aggredire il nemico e passare al contrattacco in una guerra invisibile come questa è fondamentale per reagire e vincere. Grazie alla rete un gruppo di cittadini ha recentemente lanciato una petizione sul web dal titolo “Un tampone per ogni famiglia lucana“.

Siamo tutti consapevoli del difficile momento –dichiarano i promotori- e che un test a tappeto risulta impossibile, almeno in tempi brevi ma garantire uno per ogni famiglia lucana è una cosa fattibile, grazie anche alla morfologia del nostro territorio e al nucleo familiare lucano. Sensibilizzare e collaborare anche con le strutture private può essere un’altra strategia ma la Regione deve rappresentare la cambia di regia insieme alla rete del volontariato del terzo settore, altro fiore all’occhiello della nostra terra”

Di seguito il testo della petizione.

Così come altre Regioni stanno procedendo ad effettuare i tamponi sull’intera popolazione, per la Basilicata si potrebbe invocare il motto “Un tampone per ogni famiglia lucana”.

L’idea è quella di mappare tutti i nuclei familiari, considerando l’esiguo numero degli abitanti in Basilicata. L’operazione verrebbe agevolata grazie alla conformazione morfologica dei nostri piccoli centri abitati, 131 comuni, moltissimi piccoli borghi. Anche il nucleo familiare lucano risulta molto ridotto, costituito da pochi membri.

Parliamo sempre di Basilicata come area svantaggiata, formata da piccoli comuni. Oggi la Basilicata, formata soprattutto da aree interne, per la maggior parte da zone montuose e con comuni che solitamente non superano le 5.000 persone, potrebbe essere una best practice, per la prevenzione alla lotta del Covid19.

Con una popolazione inferiore a 600.000 abitanti, e per un numero di nuclei familiari contenuti, l’iniziativa potrebbe essere un esempio e servire da mappatore della reale situazione regionale.

L’operazione può risultare fattibile solo grazie alla cabina di regia della Regione Basilicata, chiedendo uno sforzo enorme alle notevoli realtà del volontariato quali protezione civile e al settore sanitario.

Per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione si potrebbe attingere dai fondi nazionali e/o regionali oppure, se le tempistiche lo permettono, sfruttare i fondi europei.”

Ecco il link per chi volesse aderire all’iniziativa: http://chng.it/Rg979ZPB