Come non dargli torto. La pratica dei graffiti con date, nomi e disegni o il distacco di conchiglie dai blocchi di tufo sono una pratica da condannare e fa bene il prosindaco Antonio Serravezza a esprimere un sonoro ” Chi va la?” verso istituzioni, cittadini, e quanti devono e dovrebbe avere a cuore storia e decoro di una città millenaria. Ma c’è dell’altro e riguarda il recupero di segni e monumenti del passato. Un riferimento è alla testa della statua di Sant’ Eustachio, che dovrebbe tornare al suo posto. Per ora, a quanto pare non se ne parla. Un’artista materano è stato coinvolto nel progetto. E i tempi sono quelli che sono. Se ne parlerà più avanti. Per ora festa per il co patrono di Matera Sant’Eustachio senza quella inaugurazione – ripristino sulla facciata del Conservatorio “E.R Duni’. Attendiamo suoni d’orchestra e rintocchi di campane.

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

Sta per terminare anche l’amministrazione De Ruggieri e la testa di Sant’Eustachio è rimasta chiusa in una scatola di cartone. C’è stata l’occasione perché la statua fosse ripristinata durante il restauro della facciata del Palazzo del Sedile ma non si sa perché la statua è rimasta decapitata.  

Matera è tutta una opera d’arte ed è molto delicata specie tra la zona dei Sassi e le chiese rupestri del Parco della Murgia. Forse non ci abbiamo mai fatto caso o pensato ma come succede in altre zone simili d’Italia molti turisti portano via come souvenir alcuni pezzi di roccia con delle bellissime impronte di conchiglie fossili, probabilmente risalenti all’epoca in cui il nostro territorio è emerso dal mare per via dello scontro tra le placche tettoniche.
I turisti quando strappano un fossile dal suo habitat naturale non comprende il danno che sta apportando al patrimonio storico naturalistico materano. 
Sarebbe necessario informare i turisti e farli imparare ad apprezzare le bellezze naturali senza depredarne le risorse.  Anzi istituirei, nei confronti dei trasgressori una sanzione di mille euro.