…che il Governo, il prossimo, visto che l’attuale è in tutt’altre faccende affaccendato, metta mano agli equivoci, i paradossi della legge di riforma (un eufemismo) della legge Del Rio e della batosta referendaria che ne seguì durante il governo renziano, sul ruolo e le deleghe delle Province, attualmente ‘’ né carne e né pesce’’ in materia – per esempio- di gestione delle biblioteche. Quella ‘’provinciale’’ di Matera e non solo, come a Potenza e in altri centri della Basilicata, la scadenza vivono la precarietà della gestione con risorse regionali da trasferire agli ex enti intermedi senza dimenticare – capitolo a parte- quello delle piante organiche, aggravato da pensionamenti e prepensionamenti. La presentazione da parte del consigliere regionale Vincenzo Acito (Forza Italia) di approvare un emendamento al bilancio regionale per prorogare di altre due anni, con scadenza 31 dicembre 2023, e con risorse da stimare in commissione, dovrebbe consentire il proseguimento delle attività delle Biblioteche. E questo in attesa che il legislatore nazionale, come scritto in premessa, mette mano alle distorsioni create dalla riforma Delrio, con la attribuzione definitiva delle deleghe alle Province. Quando, come e se ancora non lo sappiamo. L’esponente azzurro, ricordiamo, già nel luglio scorso si era attivato con altro emendamento per giungere alla proroga (in scadenza al 31 dicembre 2021) a tutto il 2022. Ma quella proposta era rimasta congelata. Ora serve l’impegno di tutte le forze politiche per evitare l’interruzione delle attività culturali. Con l’auspicio che si metta mano anche alle piante organiche. La situazione della biblioteca del Mezzogiorno, unica per dotazione libraria e documentale nel Mezzogiorno, ha bisogno di progettualità e di adeguate risorse umane, come avevamo scritto nel servizio
https://giornalemio.it/cronaca/e-la-biblioteca-stigliani-che-assordante-silenzio/ . Dibattito fermo. E questo non possiamo permettercelo.


Acito: mia proposta di legge per consentire continuità del servizio biblioteche.

“Ieri ho depositato la mia proposta di legge contenente l’emendamento che consente il regolare prosieguo delle funzioni delle Province in materia di cultura, biblioteche, pinacoteche e musei.”
Così il consigliere Acito che sottolinea: “La mia proposta si rende necessaria per dipanare i dubbi applicativi ingenerati dal continuo divenire normativo in materia. Sono note infatti le difficoltà che già da molto tempo le Province stanno affrontando nella gestione dei servizi, del personale impiegato, nonché è sotto gli occhi di tutti la necessità di preservare il decoro delle stesse strutture che ospitano un importante patrimonio .
Situazione questa – continua il consigliere Acito- peraltro, più volte oggetto della cronaca dei media locali, ma anche emersa nelle audizioni svoltesi nelle commissioni consiliari competenti.
È bene ricordare che nonostante il susseguirsi delle difficoltà che hanno messo a rischio i livelli del servizio raggiunti dalle biblioteche, nelle maggior parte delle realtà, le Province hanno continuato ad ottemperare al ruolo di coordinatori e gestori dei servizi, sostenute dai Comuni che ne hanno sempre riconosciuto l’autorevolezza gestionale.
I cittadini, da quanto emerge anche dalle audizioni, non hanno spesso avvertito le difficoltà del servizio bibliotecario, che ha continuato a funzionare con grande qualità, mai venuta meno per la grande professionalità, capacità strategica e spirito di sacrificio dei bibliotecari operanti a vari livelli.
È notorio che con il recepimento a livello regionale della legge Del Rio , le funzioni in capo alle Province sono tornate in carico alla Regione che, dopo una prima fase ricognitiva, ha avviato alcune attività volte alla riorganizzazione del Sistema in un’ottica di semplificazione, omogeneità e rafforzamento dei servizi. La Regione viene ad assumere un ruolo forte di coordinamento promuovendo una progressiva razionalizzazione che garantisca l’efficienza e uniformità dei servizi di lettura in tutta la regione, superando l’attuale frammentazione.
È tuttavia evidente che questo ruolo, nelle more di un completo trasferimento delle funzioni, non può svolgersi a discapito di chi oggi continua a garantire la funzionalità delle biblioteche stesse, prestando la propria opera e scontando un depauperamento di organico che rende ancor più gravoso il lavoro.
In attesa del definitivo conferimento delle funzioni amministrative suddette in capo alla Regione, in ottemperanza della legge regionale 49/2015,con la mia proposta di legge si intende garantire in modo inequivocabile, grazie ad uno stanziamento sul bilancio 2021-2023 la piena funzionalità delle biblioteche, che lamentano ad oggi una gestione a metà tra Regione e Province.”

EMENDAMENTO
Al Sig. Presidente del Consiglio Regionale
Carmine Cicala
S E D E

Al Presidente della Prima Commissione Consiliare
Pasquale Cariello
S E D E

OGGETTO: proposta di emendamentialla proposta di legge n.114/2021 recante in oggetto “Disposizioni di modifica della L.R. 13/3/2019, n.4 – Ulteriori disposizioni in vari settori d’intervento della Regione Basilicata”.

PROPONENTE
Vincenzo Mario Acito

Emendamenti alla pdl n.114/2021.

EMENDAMENTO n. 1
L’articolo 1 della pdl n. 114/2021 è sostituito dal seguente:
“Art.1. (Modifiche all’art. 3 della L.R. 49/2015)”
1. All’art. 3, dopo il comma 6, è inserito il seguente comma:
<>.
EMENDAMENTO n. 2
2. All’art. 2della pdl n. 114/2021 (Norma Finanziaria) della pdl 114/2021 le parole “2021 e 2022” sono sostituite dalle seguenti parole “2022 e 2023”.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
La presente proposta di legge si rende necessaria al fine di consentire alle Province l’esercizio delle funzioni in materia di cultura, biblioteche, pinacoteche e musei, in attuazione della disciplina contenuta nella L.R. 49/2015 concernente il riordino delle funzioni provinciali in applicazione della Legge 7 aprile 2014 n. 56.
La proposta in sostanza si rende necessaria, oltre che per dipanare i dubbi applicativi ingenerati dal continuo divenire normativo in materia, anche per consentire la continuità delle suddette funzioni, ivi compresa la gestione del personale impiegato, in attesa del definitivo conferimento delle funzioni amministrative in capo alla Regione così come prescritto dell’art. 3 comma 1 della L.R. 49/2015.