Assistere ad una performance di Ulderico Pesce è sempre una esperienza straordinariamente coinvolgente. Un autore ed attore di straordinario talento. Una persona autentica, di grandi doti umane oltre che artistiche, per il quale ciò che sta interpretando sul palco è carne della sua carne, perchè figlio sempre di una ricerca puntuale, documentata, confortata da testimonianze superstiti ed esaltata nella sua poetica.

L’incanto si è ripetuto questa mattina nell’auditorium del Campus universitario di Matera, nuovo di zecca, dove ha portato in scena il suo “Il sindaco contadino: Rocco Scotellaro“, per inaugurare un progetto di laboratorio teatrale rivolto a tutti gli studenti e operatori del Campus, ma anche aperto a tutti i cittadini che volessero aderirvi. L’iniziativa è servita a lanciare proprio l’apertura delle iscrizioni, oltre che a spiegarne i contenuti.

Infatti, la performance di Ulderico Pesce (affiancato dalle sottolineature musicali dell’arpa dell’ottima Daniela Ippolito) è stata preceduta da un breve preambolo della rettrice Aurelia Sole, della dirigente regionale Patrizia Minardi e dello stesso attore.

E’ stato spiegato che questo laboratorio (che si inquadra nella programmazione di iniziative previste per Matera 2019) vuole essere un’occasione formativa, nel particolare codice del teatro contemporaneo (il metodo Stanislavskji a cui si è formato lo stesso Pesce, nell’est europeo), per tanti (giovani e meno giovani) che vogliono avvicinarsi a tale disciplina.

Gli incontri si svolgeranno (probabilmente di lunedì) durante il corso dell’anno accademico con l’obiettivo minimo di “stare bene insieme“, ma anche per realizzare uno spettacolo nello stesso Campus entro maggio 2019 ed integrare quello che è già in programma questa estate nell’Ex Ospedale San Rocco nell’ambito del tabellone di Matera 2019, “Case senza luce” (di cui c’è stata una anticipazione l’estate scorsa) .

La tensione è rivolta -dunque-all’essere, in questa straordinaria esperienza di centro di gravità culturale europea, produttori culturali e non solo consumatori di cultura altrui. E ciò è possibile, ricorda Pesce,  partendo dalla consapevolezza dell’enorme patrimonio culturale di cui il nostro territorio è depositario, fatto di storie importanti da recuperare e narrare. Lo sciopero del 1940 di San Mauro Forte, la rivolta di Matera del 43, le lotte contadine di Montescaglioso-Irsina-Ferrandina-San Mauro Forte-Tricarico e via narrando. Insomma, c’è tanto prezioso “capitale immateriale” da tirare fuori e portare avanti, fatti e storie che sono tutt’uno con una identità.

Come la storia oggetto dello spettacolo teatrale “Il sindaco contadino: Rocco Scotellaro” rappresentato nell’occasione e che narra la breve ma intensa vita, l’opera poetica e l’attività politica del sindaco di Tricarico al fianco dei suoi contadini. Una vita intrecciata per altro con personalità del calibro di Levi, Olivetti, Mazzarrone.

Una direzione apparentemente contraria a quanto detto da Paolo Verri nella diretta da Cava del Sole nel TGR delle 14,30 del 19-1-201,  in cui chiede (testuale) a chi viene a Matera nel 2019: “Dimenticate la Matera di Carlo Levi, la Matera di Olivetti…“.