mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Udienze sotto stress. Camera penale Matera in stato agitazione

Non è la prima volta che la Camera penale di Matera protesta per le difficoltà e per l’assenza di ”serenità” nello svolgimento delle udienze, a garanzia dei cittadini e degli stesso avvocati che sollecitano una ”regolamentazione” nelle modalità organizzative dei procedimenti. E così il presidente, avvocato Michele Porcari, in attesa che il ”regolamento” da concordare e sottoscrivere con la Magistratura, proclama lo stato di agitazione. E nella nota che segue nei spiega i motivi. Del resto i protagonisti, al negativo, di questa vicenda sono davanti a una situazione inostenibile. I tempi lunghi delle udienze ne sono una conferma . E il tribunale non deve diventare un ‘sentenzificio. Ma si attende che anche il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, contribuisca con riforme, organizzazione territoriale e il potenziamento degli organici a migliorare la situazione

LA NOTA DELLA CAMERA PENALE
L’assemblea della Camera penale di Matera in una nota annuncia lo stato di agitazione degli avvocati penalisti del Tribunale di Matera per le criticità registrare durante lo svolgimento delle udienze penali. Di seguito la nota integrale
La Camera penale di Matera, riunita in assemblea plenaria il 27 giugno 2022, ha discusso dei temi inerenti la giustizia sia a livello nazionale che locale.
È emersa chiaramente la necessità che le modalità di svolgimento delle udienze escano dalla situazione di emergenza dettata dal COVID per tornare ad una condizione di normalità in cui le udienze siano celebrate con la necessaria serenità che compete ad una funzione così delicata della vita sociale e con una logistica che dia dignità alla sacralità del processo.

Pur consapevoli delle necessità dettate dal PNRR che chiede un rapido smaltimento dei procedimenti arretrati accumulatisi nelle cancellerie di Procure e Tribunali, la Camera Penale ritiene doveroso evidenziare che il Tribunale è il luogo in cui si celebra la Giustizia e pertanto non può essere inteso come mero Sentenzificio, quasi che il processo fosse una semplice pratica amministrativa da sbrigare il più rapidamente possibile.
Il processo è il momento di più alta celebrazione del patto sociale che lega i cittadini allo Stato, che ripristina le condizioni di pacificazione sociale tra la collettività ferita dal reato, le vittime dello stesso ed i presunti responsabili della violazione. Inutile evidenziare ciò che al cittadino che partecipa a tale liturgia e sin troppo chiaro: il processo deve consegnare un verdetto che faccia giustizia della violazione delle regole sociali attraverso il contraddittorio tra accusa e difesa che miri ad accertare la verità processuale dei fatti. E come sia possibile pervenire ad un sereno verdetto nelle condizioni di lavoro attuali appare veramente arduo.
Aule gremite di una folla di testimoni, innervositi dalle estenuanti attese e dal caldo delle aule di udienza e dei corridoi privi di climatizzazione; udienze in cui si discutono trentacinque/quaranta processi, in molti dei quali vengono citati 4/5 testimoni, quando non 20/30 per ciascun processo ( sono dati documentati). La conclusione ovvia è che è praticamente impossibile svolgere con la dovuta serenità l’esame dei testimoni con la gravissima conseguenza di giungere a verdetti che rischiano di essere approssimativi a causa della necessità di concludere l’esame dei testi il più rapidamente possibile, per passare al processo successivo.

Il ruolo della difesa, in questo contesto, rischia di diventare un male necessario ed imposto dal codice che ostacola la velocità di celebrazione del processo e non un contributo costruttivo alla ricerca della verità.
In questo clima l’avvocatura materana richiama la tradizione di stretta collaborazione che ha caratterizzato da sempre il rapporto tra Magistratura ed Avvocatura, finalizzato alla migliore celebrazione dei processi nel rispetto delle regole e dei ruoli di ciascuna parte processuale.
Per tale motivo è stato predisposto un protocollo per la celebrazione delle udienze che fissando limiti su processi da celebrare per ciascuna udienza, numero di testimoni che possono essere ascoltati, previsione dell’orario di chiamata di ciascun processo ed orario di ultimazione delle udienze possa rendere possibile celebrare i processi in un clima di migliore fruizione possibile da parte anche dei cittadini chiamati a partecipare alle udienze. Protocollo aperto al contributo di chiunque abbia a cuore il funzionamento della Giustizia nel rispetto della dignità di ciascuna parte processuale.
In attesa dell’approvazione del protocollo dichiara lo stato di agitazione della Camera Penale di Matera.

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