Non c’era il candidato sindaco di una parte del centro sinistra (Pd e quattro civiche Programma Matera, Matera per Giovanni Schiuma, Innoviamo Matera, Matera futura) Giovanni Schiuma, all’estero per motivi di famiglia, ma che durante i pochi mesi all’assessorato all’innovazione e ai piani strategici aveva provato a metterci mano alla organizzazione dell’industria delle vacanze, al confronto – ripreso da basilicatamedia https://www.facebook.com/pages/story/reader/?page_story_id=1717837744979049 – con gli altri candidati sindaci di Matera su “Matera, politiche per l’industria del turismo”. Un evento promosso da una parte delle sigle che operano nel settore turistico e dei servizi Consorzio Albergatori Matera, Assoturismo Confesercenti, Associazione Ristoratori Matera, Confguide, GTI Matera, Associazione B&B, CNA, Fiavet Basilicata, GTA Matera. Ma Pasquale Doria (Matera civica e Matera Libera), Luca Braia (Matera 2029), Nicola Trombetta (Liberi), Rocco Sassone (Lega,Fratelli d’italia, Forza Italia, Cambiamo, Matera patrimonio Comune, Matera sempre insieme) e Domenico Bennardi(M5S), Psi-Verdi, Matera 3.0 e Volt) ci hanno provato a dipanare una matassa -è un dato oggettivo- che continua a non avere (per scelta , ritardi e opportunità degli Enti Locali) a non avere un piano strategico del turismo e ad affrontare con poca organicità i temi dell’offerta, del sommerso, della tassa di soggiorno e via elencando. E tutti hanno convenuto, senza scendere nel merito delle responsabilità pregresse che quel Piano serve e sarebbe servito eccome per Matera 2029 visto che ora- coronavirus a parte- non si puo’ continuare a navigare a vista e a favorire politiche delle mani libere, che finiscono con il limitare la competitività e a danneggiare il settore. Servono professionalità, competenze, volontà di coinvolgimento degli operatori economici e regole da rispettare e far rispettare. Bene l’informazione e l’innovazione con quel portale Matera Welcome,come accade a Bologna e altrove, con tutto quello che il visitatore deve sapere per tempo venendo nella città dei Sassi. E questo significa fare rete, evitare equivoci e qualificare l’offerta. Ognuno dei candidati sindaci, facendo riferimento a esperienze personali e al programma presentato agli elettori, ha detto la propria anche su abusivismo (vecchia croce dell’offerta ) con una richiesta precisa per far applicare le regole dentro e fuori il Palazzo di Città e con un maggior coordinamento con le istituzioni locali. E poi sull’evasione e l’utilizzo della tassa di soggiorno con una revisione delle modalità di applicazione e importi riscontro e impiego nel settore turistico ‘riducendo’ l’attuale discrezionalità affidata a sindaco e giunta. Ai raggi X la vicenda poliennale della zona a traffico limitato finora poco funzionale, i trasporti poco smart, la segnaletica, spesso equivoca,la redistribuzione dei flussi che non può gravare solo sui rioni Sassi e il centro storico. Proposte anche per i parcheggi con la provocazione di utilizzare l’area (privata, ricordiamo) dell’ex pastificio Barilla o di altri manufatti sottoutilizzati ma con funzioni pubbliche da destinare a turisti e residenti.

E poi la ”card” come accade in tutte le città d’arte per visitare monumenti, utilizzare mezzi pubblici e scontistica a costi ridotti. Dal brusio circolato nella sala del Matera Hotel si è persa una occasione nell’anno da Capitale europea della cultura. Nessun raccordo per mettere in rete luoghi e itinerari, per visitare monumenti pubblici e privati. Serviva la Card unica per Matera, non un passaporto che ha dato in termini di gradimento e funzionalità i risultati che sappiamo. Non sappiamo chi e con quale maggioranza governerà Matera o se sarà possibile, come ha chiesto con una provocazione il candidato Nicola Trombetta, di portare a Matera la sede amministrativa dell’Apt. Tentativo vano visto con la precedente amministrazione di centrosinistra. L’APT e’ un ente subregionale con sede naturale e politica a Potenza… Matera,piuttosto, deve lavorare -aldilà delle sinergie regionali- con maggiora autorevolezza e autonomia, rafforzando l’ ufficio turistico r,relazionandosi continuamente con gli operatori, magari attraverso una consulta, un osservatorio. L’industria delle vacanze ha bisogno di programmazione, competenza, trasparenza, professionalità per essere competitiva, altrimenti continueremo a chiederci -senza individuare responsabilità e irresponsabilità- perchè non abbiamo ancora un Piano strategico del turismo e tutti quelli,ancora sulla carta, che fanno riferimento a regolamenti urbanistici, trasporti, sostenibilità, arredo urbano e strumenti di partecipazione…Ne riparliamo dopo il ballottaggio.
Per rivedere il dibattito https://www.facebook.com/pages/story/reader/?page_story_id=1717837744979049