La mano nella piaga:senza programmazione non si va da nessuna parte. E il continuo chiedersi nel settore turistico: ”…a settembre, ottobre come andrà?” dopo il convincente movimento di turisti italiani ed europei nel mese di agosto che a Matera hanno fatto superare di gran lunga le prudenti previsioni sul turismo di prossimità. Il nodo è sempre lo stesso senza precise volontà e cultura di impresa non si va da nessuna parte. Non per questo si deve essere pessimisti, ma realisti. Eventi, appuntamenti, incontri visto che il turismo congressuale è saltato, devono essere parte integrante dell’offerta. Il cartellone estivo di Matera? Qualche cosa in forma episodica ma senza promozione è da autoconsumo, per chi vive in loco. Siamo alle solite Calimero…ripeteva la pubblicità della Mira Lanza di mezzo secolo fa. Guardatevi intorno e la solfa è la stessa. Serravezza fa delle riflessioni passando da un argomento all’altro, citando anche l’Università, ritornando al punto di partenza. Si fa rete se c’è programmazione, preparazione, professionalità e precise volontà a lavorare con concretezza. SI va avanti alla giornata. Il Giro d’Italia a ottobre, l’effetto James Bond dopo novembre. Poi? E i disservizi sul mancato avvio del servizio bus navetta con l’aeroporto di Bari, che la Puglia ha avviato di suo dal 1 luglio. La stagione volge al termine e siamo alle chiacchiere. Salutateci Pindaro…

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

Matera ha saputo suscitare grandi apprezzamenti da parte di un pubblico attento e numeroso che, rispettando le regole e il distanziamento dovuto, sta affollando strade e piazze.  Nonostante il Covid-19 sia ad oggi tutt’altro che sconfitto, le prime rilevazioni ci dicono che c’è voglia di tornare a viaggiare. 
Si evince addirittura che per Matera le vacanze all’italiana potrebbero persino compensare il probabile crollo dei turisti stranieri se non addirittura superare la soglia massima di compensazione. Infatti, il basso numero di contagiati e dei decessi per Covid19, la bassa densità demografica che facilita il distanziamento sociale, la possibilità di vivere un territorio che seppur piccolo muta il suo paesaggio e regala scenari incantevoli e unici, Matera risponde pienamente ai desideri del turista post-Coronavirus, sono solo alcune delle opportunità che la nostra città può sfruttare. 
Tutto bello, ma…? Tuttavia, è proprio il caso di ricordare il vecchio proverbio che dice “aiutati che il ciel t’aiuta”, che per Matera significa attivare un cambio di mentalità a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica e dell’imprenditorialità, ma anche a livello di cittadini. Basta trascorrere del tempo sui vari social a vedere foto e video che spesso raccontano delle bellezze di Matera. Nonostante penso di poter dire di conoscere abbastanza la mia città, non nego di aver scoperto luoghi e paesaggi unici e incantevoli. Ecco, prima di tutto dovremmo tutti noi materani  iniziare ad apprezzare di più le risorse del nostro territorio, a conoscerle e prendercene più cura.
Non si può più prescindere da un’adeguata strategia di comunicazione. Non riesco proprio a comprendere come possa essere possibile che la Basilicata oggi non venga raccontata sui vari canali web e social. Se per caso vi ritroviate per sbaglio sulla pagina Facebook ufficiale del turismo della Regione, non cercate aggiornamenti.
Mi piace chiudere con una speranza: guardare al futuro e trasformare le minacce in opportunità. Con questa visione positiva e costruttiva mi piacerebbe che i diversi attori che sono coinvolti a vario titolo nel turismo lucano avviassero un confronto serrato e scevro da condizionamenti per sviluppare assieme le soluzioni. In questo confronto, ovviamente ritengo che l’Università dovrà mettere a disposizione tutte le sue forze migliori. Penso, infatti, che avere a Matera corsi di laurea e centri di ricerca sul turismo sia un’opportunità per l’intero territorio e che, quindi, sia arrivato il momento di investire convintamente nella formazione e nella ricerca, unica via maestra per un’industria turistica proiettata verso le nuove sfide che ci attendono. Questo è il nostro futuro!