Dal divano del salone del mobile di Milano a quello di un’altra ”M”,di Matera, per nulla comodo (anzi) soprattutto sul versante turistico dove occorrono competenze, professionalità e chi se ne occupi a tempo pieno lavorando con ”cultura d’impresa”, che è quello che continua a mancare. A ribadirlo nella nota che segue il concittadino Antonio Serravezza che continua ad allargare le braccia per il ”nulla” o quasi (un paio di spettacoli in calendario alla Cava del Sole Angelina Mango l’ 8 agosto e del comico Max Angioni il 12 dello stesso mese) che riserva finora l’offerta Matera. Altrove i calendari ci sono. Eppure il sindaco Antonio Nicoletti il 7 aprile scorso, a valle di un nulla di fatto con coda di polemiche sulla tassa di soggiorno, al tavolo del turismo con una ventina di operatori, aveva detto che servivano competenze https://giornalemio.it/cronaca/turismo-a-matera-contano-i-dati-professionalita-e-cultura-dimpresa/. Un invito che attende atti concreti o,quantomeno, una svolta visto che di un ritocco della tassa di soggiorno di 1 euro non se ne è saputo ufficialmente ancora nulla. Nel frattempo si attendono le risorse del Ministero dei Beni culturali e della Regione(in tutto sette milioni di euro) per l’anno di capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Senza soldi non si canta Messa…

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA
C’è una lezione, nella nuova vita di Matera che la politica dovrebbe appuntarsi sul muro degli assessorati: la competenza non si acquisisce per editto divino. Non basta ricevere una delega al turismo, alla cultura o agli eventi per trasformarsi, come per miracolo, in esperti di turismo, cultura o intrattenimento. Eppure per anni si è fatto finta che fosse così.
Finché il cartellone degli eventi è rimasto nelle mani dei tuttologi di palazzo, dei funzionari prestati alla creatività, dei politicanti convinti che bastasse occupare una poltrona per capire il mercato, la due volte Capitale sta conoscendo una lenta e implacabile involuzione. Dopo il boom iniziale, è diventata una liturgia stanca: ripetitiva, prevedibile, omologata. Un prodotto senza più anima, quasi un ingombro nel calendario estivo. Qualcosa che molti avevano finito per subire più che attendere. E’ inutile non ci vogliono magie: c’è bisogno di chi sa il suo mestiere. Che è esattamente ciò che serve un manager con esperienza, fiuto, conoscenza del mondo giovanile, capacità di leggere mode, linguaggi, tendenze. Un manager per storia, percorso, risultati che da sempre intercetta prima degli altri ciò che sta per accadere. Ricordiamoci che un evento popolare, conta più di mille conferenze stampa. Matera deve ricominciare a parlare una lingua meno burocratica e più viva. Meno da delibera, più da mercato. Meno da passerella politica, più da entertainment. Il 2026 ha bisogno di uno switch importante, una direzione finalmente più credibile, più attuale, più aderente a ciò che un grande evento deve essere: desiderabile. La politica farebbe bene a trarne una conclusione semplice: non tutto può essere gestito da chiunque. Ci sono partite in cui servono professionisti veri, non improvvisatori con fascia e delega. Il passato insegna che quando si affida un progetto a chi conosce davvero il campo, il risultato cambia. E cambia subito.
