E la guerra attivata dai guerrafondai Trump e Nethanyau nei confronti dell’Iran , all’insaputa di un governo italiano silente e allineato e coperto da sempre, non poteva che avere risvolti negativi sul turismo internazionale e, per quanto ci riguarda, su Italia e su Matera che si appresta a inaugurare il prossimo 20 marzo l’anno da capitale mediterranea del dialogo e della cultura con Tetouan ( Marocco). Altro che piano Mattei… E gli effetti cominciamo a vederli in giro, con l’inevitabile calo di arrivi e presenza. Le compagnie aeree corrono ai ripari con rotte e destinazioni alternative, per compensare i danni subiti dalla cancellazione di tante rotte. Antonio Serravezza, che ha monitorato l’effetto della guerra in corso che durerà non sappiamo fino a quando, descrive con l’apprensione di tanti operatori turistici le conseguenze di questo colpo basso rimediato dalla lobby guerrafondaia che sostiene gli artefici di guerre senza fine da Gaza alla Cisgiordania, al Libano all’Iran e dintorni. A questo aggiungiamo le conseguenze sulla impennata dei costi di carburanti e dell’energia. Il governo guidato dal presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni e la ministra del turismo Daniela Santanchè al momento tacciono. Hanno una soluzione? Ristori per gli operatori turistici danneggiati? Magari chiedendo un giusto indennizzo ai protagonisti di sempre(altro che premio Nobel per la pace) delle guerre a oltranza.

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA
La guerra nel Golfo Persico è un conflitto che ha coinvolto diversi paesi della regione, tra cui Israele, Iran, Emirati Arabi, Kuwait,e ha avuto un impatto significativo sul turismo globale. La recente escalation di tensioni ha portato a cancellazioni di viaggi e prenotazioni, soprattutto dall’Estremo Oriente. Matera, in particolare, sta soffrendo a causa di questo calo di presenze, con un -70% di visitatori rispetto agli anni precedenti. La città, che si stava preparando per la stagione turistica, si trova ora ad affrontare un futuro incerto.
La situazione è preoccupante e richiede una risposta strategica per mitigare gli effetti negativi sul turismo e sull’economia locale. La situazione è davvero complicata. Le compagnie aeree europee e americane stanno affrontando notevoli difficoltà a causa delle restrizioni di sorvolo sulla Russia. Questo ha portato a un aumento dei costi operativi e dei prezzi dei biglietti, rendendo i viaggi più costosi per i turisti. Le compagnie aeree cinesi, invece, possono ancora sorvolare la Russia e quindi offrono prezzi più competitivi. Alcune delle compagnie aeree che ancora operano in Russia includono Turkish Airlines, Air Serbia.

Se il conflitto in Medio Oriente si risolverà, è probabile che le compagnie aeree degli Emirati Arabi, Kuwait e del Qatar, offrano prezzi competitivi per riprendere la clientela e la credibilità persa.
Queste compagnie aeree hanno già dimostrato di essere molto competitive nel mercato del trasporto aereo e hanno investito molto nella loro immagine e servizi. Una volta che la situazione si sarà stabilizzata, è probabile che cercheranno di riconquistare la fiducia dei passeggeri e aumentare la loro quota di mercato.
Inoltre, la posizione strategica del Medio Oriente come hub per i voli tra Europa e Asia potrebbe aiutare queste compagnie aeree a riprendersi rapidamente e a offrire opzioni di viaggio più economiche e convenienti. Speriamo che la pace torni presto nella regione e che il turismo e l’aviazione possano riprendere a crescere!
