Meccanismo collaudato, quello scoperto nel Metapontino, che conveniva a tutti : al datore di lavoro e alle decine di lavoratori, nuclei famigliari compresi, che nella truffa contributiva all’Inps per contratti di lavori fittizi pari a 4,5 milioni di euro , hanno consentito di percepire indebitamente indennità di disoccupazione, malattia e maternità per un importo complessivo di 1.400.000 euro . A scoprirlo con un lavoro di squadra Arma dei Carabinieri nelle sue articolazioni del nucleo Tutela del lavoro, Inps, Ispettorato del lavoro con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera a conclusione di una inchiesta – come è emerso nel corso della conferenza stampa presso il Comando provinciale dell’Arma- che ha portato alla notifica di ben 501 avvisi di garanzia, per il reato di truffa aggravata. E tra questi un imprenditore di Rotondella, G. Gaudio, proprietario di un’azienda agricola di 20 ettari con terreni anche in agro di Tursi e di falsi braccianti, italiani e stranieri. Questi ultimi, le cui posizioni previdenziali e contributive sono state ‘bloccate’, avrebbero ”lavorato” per oltre 76.000 ore ma di fatto (dato paradossale) nei campi non ci avrebbero mai messo piede. E i nodi sono venuti al pettine con i riscontri sulle fatturazioni, le presunte colture attivate, l’assenza dell’acquisto di sementi e l’acquisto davvero limitato di gasolio agricolo. Così chi non ha lavorato ha percepito indebitamente indennità che l’Inps si farà restituire, trattandosi di fondi pubblici, e chi avrebbe voluto lavorare è rimasto disoccupato. E’ la punta dell’iceberg? Ci sono altri casi simili ? Di certo le truffe in agricoltura sui fondi dell’Unione europea sono stati una costante del passato con false cooperative intestate a nomi di comodo. E poi c’è lo sfruttamento illegale di manodopera. Ma ci sono, e sono la maggior parte, anche imprenditori corretti. Nell’inchiesta dei Carabinieri si è finiti quasi a individuare un reddito minimo truffaldino cominciato dal 2013… A occuparsene ora le Procure della Repubblica di Matera e delle province pugliesi e calabresi. La conferenza stampa presso il Comando Provinciale, con gli interventi del comandante provinciale Samuele Sighinolfi, il procuratore Pietro Argentino e i direttori regionale dell’Inps Vito Latela e dell’Ispettorato del lavoro Michele Lorusso ha offerto utili elementi di riflessione e di indagine per andare a fondo della questione. A tutela degli imprenditori onesti e dei lavoratori che vogliano guadagnarsi il salario nel rispetto della legalità. Nei campi si deve andare per produrre far crescere l’economia e reddito per le famiglie. Del resto la stagione delle furbizie sarà ampiamente monitorata con l’arrivo dei droni, come ha annunciato il comandante provinciale Samuele Sighinolfi. Foto e filmati in diretta saranno una prova in più per non bleffare e truffare lo Stato.

LA NOTA DEI CARABINIERI

COMUNICATO STAMPA DEL 15 GENNAIO 2020

CARABINIERI VASTA OPERAZIONE CONTRO LE TRUFFE ALL’INPS. I CARABINIERI DENUNCIANO OLTRE 500 PERSONE NEL MATERANO

In questi giorni, nella Provincia di Matera, a conclusione di indagini condotte dai Carabinieri di Matera congiuntamente ai Carabinieri per la Tutela del Lavoro con l’ausilio degli ispettori della direzione provinciale INPS e del locale Ispettorato Territoriale del Lavoro, sono stati notificati gli avvisi di garanzia, emessi dalla Procura della Repubblica di Matera, a 501 persone ritenute tutte responsabili del reato di truffa aggravata.
Le attività investigative hanno consentito di smascherare un sistema illecito volto a truffare l’INPS, messo in piedi da un imprenditore agricolo 53enne, originario di Rotondella (MT), che, sin dal 2013, aveva stipulato con altre 500 persone, di cui oltre 100 stranieri, quasi 1000 rapporti di lavoro fittizi in agricoltura, dichiarando false retribuzioni per un importo di oltre 4 milioni di euro al fine di percepire indebitamente erogazioni economiche in danno dell’INPS per un importo complessivo accertato di 1.400.000 €, tra cui indennità per disoccupazione agricola ed indennità per malattia e maternità.
È peculiare il fatto che lo stesso 53enne, tra il 2008 ed il 2013, aveva posto in essere una condotta simile, finendo per essere denunciato e poi condannato in primo (con sentenza del gennaio 2017) e secondo grado (con sentenza dell’aprile 2019) alla pena della reclusione di 4 mesi per i reati di truffa aggravata continuata.
Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Matera, dr. Pietro Argentino, e dal P.M., dr. Lorenzo Nicastro.
L’importante operazione contro le truffe in danno dell’Istituto previdenziale pubblico è il frutto dello sforzo sinergico dei Carabinieri del territorio lucano e di quelli specializzati nella tutela del lavoro con l’ausilio degli ispettori INPS ed ITL, ed il fondamentale apporto delle Stazioni Carabinieri, imprescindibili presidi di sicurezza e legalità per i cittadini.
L’attenzione dell’Arma sul fenomeno prosegue attraverso team congiunti con INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro che continueranno l’opera di prevenzione e contrasto del fenomeno, su tutto il territorio Lucano.