Le persone che non abbassano la testa,  che si battono per i propri simili, spesso sono scomodi. Anche se vestono un abito talare.

E’ a questa fattispecie che sembra rispondere la notizia del trasferimento (ad opera del Vescovo di Matera, Antonio Giuseppe Caiazzo) di don Giuseppe Ditolve -il giovane sacerdote di Pisticci che da due anni, ogni ultima domenica del mese, invitava i propri parrocchiani a pregare per i tanti compaesani morti per tumore leggendo l’elenco dei loro nomi e che ha organizzato la “Marcia per la Vita” dello scorso 29 settembre a cui hanno partecipato tanti cittadini, comitati e movimenti provenienti da tutta la regione.

Don Giuseppe è stato trasferito- dalla Parrocchia di Cristo-Re nel centro di Pisticci in una piccola Parrocchia di Pisticci Scalo, situata nei pressi del villaggio ex ANIC nonchè di Tecnoparco.

Inizialmente il trasferimento aveva per destinazione Metaponto ma sembra che pressioni abbiano fatto optare per questa soluzione intermedia.

L’importante per le gerarchie era, comunque, lanciare un segnale contro un attivismo ritenuto,evidentemente,  un po’ sopra le righe.

Nella nuova sede i parrocchiani sono ben pochi e, quindi, don Giuseppe avrà minori possibilità di attivarsi per tener viva l’attenzione sugli enormi problemi di inquinamento di Pisticci e della Val Basento.

Ma se qualcuno pensa che egli si arrenda e non continui nel suo impegno pensiamo abbia sbagliato i propri calcoli.

Don Giuseppe, deve obbedienza ai suoi superiori, anche se queste logiche immaginiamo lui non le comprenda e ovviamente non le condivide.

Siamo sicuri che troverà ispirazione nella sua fede e per il bene dei suoi parrocchiani vecchi e nuovi mettterà in campo nuove iniziative a loro tutela, non mollando di un millimetro.

Insomma, passano i secoli, arrivano pontefici più aperti alle problematiche sociali ma talune pratiche “punitive” in periferia non muoiono mai.

E questo trasferimento,  che appare essere una vera e propria punizione per aver “parlato troppo”, se cosi’ fosse sarebbe metodologicamente ben poco coerente con l’insegnamento di Cristo oltre che con la predicazione di Papa Francesco, un clamoroso auto goal per la Chiesa lucana.

Domenica 25 novembre don Giuseppe si insedierà nella nuova Parrocchia e crediamo proprio che non verrà lasciato solo e che, anzi, riceverà sostegno anche oltre gli stessi credenti.