Tradizioni?Da applausi i ragazzi dell’ISS Morra nei Sassi

Con una breve rappresentazione nei vicinati del Sasso Caveoso i ragazzi dell’IIS Isabella Morra hanno fatto cultura e turismo, facendo scoprire ai turisti- in particolare- la vera anima della gente di Matera del passato,ripetendo movenze, gesti e parlando in dialetto. E questo grazie a un progetto laboratorio di ” Ritorno al passato” partito lo scorso anno, e giunto a buon fine come abbiamo riportato nel servizio https://giornalemio.it/cronaca/nei-vicinati-dei-sassi-il-ritorno-al-passato-dei-ragazzi-delliis-morra/. Abbiamo apprezzato entusiasmo, freschezza espressiva e cura nei particolari. Se potessero esibirsi ogni sera l’offerta turistica locale ne gioverebbe, visto che il ”buco” è anche – a causa dell’ assenza di un piano strategico gestito a tempo pieno da professionalità del settore- è nella animazione, legata alla cultura e alla memoria della civiltà contadina. Per toccare con mano un pezzo di vita dei Sassi del passato occorre visitare la Casa Grotta o altri allestimenti ”reali” sulla tradizione contadina.

Con i ragazzi è stato un tuffo nel passato, con una bella storia intrecciata tra le comari B’rnett e Chiara pronte a beccarsi, con epiteti espliciti su comportamenti poco leciti. E qui spazio a dicerie, sospetti, vizi di famiglia fino a ipotizzare con un pizzico di certezza che abbia fatto effetto una ”m’sckatir” un filtro magico, che le fattucchiere preparavano per innamoramenti, screzi, vendette e via elencando. Finchè, tra ricorrenti comparse di un figlio sempre affamato, di un fornaio che gira i vicinati per le infornate e i dispettosi ”monacelli” che saltano da un sogno all’altro, non compaiono due giovani innamorati…pronti a sposarsi o a emigrare in America. Scandalo in casa, di vicinato, e tanto dolore per la povera madre che la morte copre con il suo telo scuro. Ma è l’amore a trionfare, con l’invito a cogliere l’attimo come fa Cupido che scocca la freccia dritto al cuore.

Dialoghi, gesti e la forza interpretativa dei ragazzi, che ce l’hanno davvero messa tutta, anche nel tagliarsi su misura abiti d’epoca, hanno riproposto con efficacia un pezzo della via dei vicinati. Anche per Sonia e Anna, che hanno provato fino alla vigilia, ma alla fine hanno dovuto dare forfait. Una menzione particolare a Chiara Zaccaro, tutor del progetto per la recitazione dialettale, che è tanta parte della tradizione del teatro in vernacolo, e alla piccola Chiara ”folletto” tra i monacelli che ha colpito per simpatia e interpretazione. Colpiti materani e turisti, che hanno potuto sentire parlare in dialetto i ”materani” che un tempo risiedevano da queste parti. E’ probabile che ci sarà una replica. Preside e insegnanti pronti al bis, anche di applausi. Meritati davvero per quello che hanno realizzato e mostrato di fare i ragazzi anche a quanti, spesso a vuoto, parlano di turismo con la mediocrità e la presunzione che li contraddistingue. Spich vacont, spighe vuote, si dice in dialetto materano.

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