A stormo o a martello tornano a suonare i rintocchi delle campane vespiane dal laboratorio di fisica epidemiologica applicata per la filiera di virus a corona del rione Agna. Complice il ritorno calcolato e voluto, per quello che il Governo non ha fatto questa estate e per il diffuso senso di irresponsabilità anarcoide che ha percorso il BelPaese. E se i dati aumentano è perchè si fanno più tamponi, come era stato suggerito anche dallo stesso Franco Vespe e dal nostro lettore Espedito che ha puntato (la rima ci sta tutta) sempre il dito sui dati del BelPaese e della Basilicata. Pazienza e non meravigliamoci se la campana non è felix e se il governatore De Luca anzicchè potenziare i trasporti( soldi non ce ne sono) preferisce chiudere le scuole fino al 31 ottobre. Poi la ricorrenza di Ognissanti e dei Defunti…Di seguito la campana del buon Vespe che, in pieno clima domenicale, ne cita altre. Ma la Messa chiama. 100 Pater, 100 Ave e la dimenticanza di primo mattino va in vacanza.

LE ACUTE ANALISI DI VESPE

Avevo smesso di fare campane sul l’andamento del COVID il 2 Giugno scorso. Avevo smesso perchè ormai l’emergenza sembrava rientrata dopo la strage di memorie perdute con i nostri anziani. Soprattutto perchè dopo 3 mesi di segregazione la sera preferivo ai miei sudati grafici, una passeggiata serale primaverile, utile a re-intessere rapporti sociali quasi dimenticati. Purtroppo invece sono di nuovo qui perchè il demone è tornato e, temo sia più feroce di prima. Nel primo grafico mostriamo l’andamento dei contagi dall’inizio dell’anno. Si vede che siamo arrivati ad un numero di contagi mai raggiunto. In verità non dobbiamo farci fuorviare perchè oggi siamo diventati più bravi a rilevare i positivi rispetto a 6 mesi fa e si fanno molti più tamponi e si tracciano meglio i contagi. Di fatto nei passati rapporti avevamo ripetutamente sottolineato la inattendibilità dei numeri di contagi che venivano sciorinati in primavera scorsa. Avevamo sommessamente suggerito modalità più obiettive di rilevazione che, alla fine, sono state adottate. Da quello che è dato di capire, per poter equiparare i numeri in primavera con quelli di oggi, dovremmo moltiplicarli per 20. Comunque saremo più precisi in seguito. Nel grafico 2 invece vediamo l’andamento della campana che fitta i dati della II ondata. Siamo come si vede nella fase esplosiva dei contagi e la stessa gaussiana stenta a rappresentarne l’andamento (figura 2) . Stando a quello che i grafici ci dicono la II fase sarà molto più lunga e devastante ed avrà il suo massimo alla fine dell’inverno prossimo sfondando ampiamente i 100.000 contagi (figura 3). L’aggravante rispetto alla primavera scorsa sono i numeri della Campania. Non dimentichiamoci che lì c’è la più alta densità abitativa forse del mondo. Si comprende pertanto l’azione di gendarmeria del feldmaresciallo De Luca subito attivata. L’estate ha comportato un mescolamento che ha favorito la diffusione del COVID…e non ce ne siamo accorti! Comunque la statistica è ancora debole ed i primi numeri sono ancora molto interlocutori. L’importante è che siamo ritornati sul pezzo….ahimè!
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