Sacco, Pozzuoli, Montemurro…cognomi delle genti materane, che troviamo a Matera e a Mar del Plata (Argentina) nella vita di Carla Montecucchi, una ”materana” nata dall’altra parte dell’Oceano ma con le radici dei padri che vissero nei rioni Sassi fino alla seconda Guerra Mondiale, quando decisero- per la precarietà delle condizioni economiche del tempo- di cercare lavoro e fortuna altrove. Imbarcandosi su una nave e portando con loro tante speranze, ricordi, tradizioni e anche una macchina da cucire che diventerà fondamentale per ”ricucire” (nei fatti) rapporto con parenti che non conosceva e per appassionarsi a quella creatività artigiana che l’ha portata ad essere una valida stilista di abbigliamento per neonati tanto da partecipare dal 20 al 22 giugno a Pitti Bimbo di Firenze e dal 5 al 7 luglio al Fimi di Madrid. Ma prima la festa della Bruna: dalla processione detta dei Pastori a quella serale del carro trionfale con i cavalieri che scortano la Madonna della Bruna, fino ai tre giri, e poi l’assalto al carro, i fuochi d’artificio e il beneagurante saluto ” a ‘mmogghj a ‘mmogghj l’onn c’ van…di bene in meglio per l’anno che verrà”. La incontriamo a Matera con un cugino Michele Montemurro, il cognome più diffuso, e con tanto di soprannome che invita a chiedere ” A c’ appart(i)n ?” (A chi appartieni?) per individuare parentele, amicizie. E qui le radici portano ovunque, unendo idealmente e praticamente, le sponde della gravina d Matera a quelle dell’oceano di Mar del Plata.
” Sono venuta già due anni fa, a Matera per conoscere i parenti-dice Carla. Non sapevo chi fossero, non conoscevo nessuno. Ma è bastato venire qui ed ho avuto la sensazione di essere tornata a casa…Mio nonno Francesco Paolo Sacco, emigrò subito dopo la seconda guerra mondiale, prima da solo e poi seguito dal fratello grande. Si sposarono per procura. Tornarono due, tre volte. Mia nonna si chiama Lucia Pozzuoli, vivente. Mio padre Carlos Montecucchi non c’è più. E’ scomparso lo scorso anno. Ho tre fratelli,nati come me in Argentina. Devo dire che ho sempre desiderato venire a Matera per conoscerla e conoscere i miei parenti. I nonni, del resto, ci hanno trasmesso tradizioni, abitudini. Quando sono venuta la prima volta ho trovato le cose che facevamo sempre a casa , come la cialledda fredda che ho trovato in un ristorante tipico di Matera. Per me non era una novità perchè in famiglia, i nonni sopratutto, la preparavano sempre così come la pasta fatta in casa e atri piatti materani. Volevo capire perchè mangiavamo cibi che altri non mangiavano e così pure in spiaggia, dove non mancava la ‘tortiera’ ”. La tortiera d ”post’ azz(i)s o ” o’ f(i)rn ” come si dice in dialetto” e anguria a forma di siluro. E i ricordi sono cibo oltre che per il corpo anche per la mente e l’anima. ” La festa della Bruna- continua Carla- vissuta lo scorso anno , mi è sembrato di esserci sempre stata perchè tra ricordi dei nonni e filmati ho avuto modo di conoscerla. E così dalla processione detta dei pastori, alla processione, all’assalto ai fuochi di artificio la vivo fino alla fine. E’ una esperienza unica. Ha inciso anche Matera 2019, con l’anno da capitale europea della cultura, che abbiamo visto in tv”. La nostra ”materana” ci confessa di capire meglio ( ma non lo sa parlare) il dialetto materano, che l’italiano. Quando venne a Matera conosceva poco la lingua ufficiale del BelPaese. Poi… Carla ha sei figli, quattro maschi e due femmine. ”Il nonno – aggiunge, ammiccando con un sorriso, il cugino Michele Montemurro (il cognome più diffuso a Matera) aveva sette figli e le ha trasmesso questo invito alla prolificità. Ci è andata vicino…” Tradizione rispettata, comunque. Altri tempi. Oggi è difficile mettere sù famiglia e mettere al mondo figli, che si chiamino Bruna, Eustachio, Paolo, Cosimo, Bellisario, Giuseppe, Liborio, Maria, Anna, Rosaria, Giacinta o composti da CarloAntonio a Francesco Paolo, da MariaRosaria a GiuliaRosa per ricordare i nomi della antica anagrafica della Città dei Sassi. Già il passato.

” I nonni- rammenta Carla- si portarono da Matera , via nave, una cassa e dentro c’era anche macchina per cucire. Fu preziosa per tanti aspetti. Mia nonna Mi insegnò a usarla che avevo cinque anni e da lì venne la passione per il cucito. Mi sono laureata in architettura , ho fatto i corsi di taglio e cucito ma sono autodidatta. Ho imparato con la esperienza di mamma. Poi la nascita della linea ”Todo Amor” di abbigliamento per i neonati. La mia è una produzione artigianale e particolare, che utilizza una stoffa in un cotone particolare denominato Pima Cotone, peruviano, tessuto a mano è morbido e anallergico e non è pesante.

I colori utilizzati sono pailettes, crema, bianco, celeste, colori classici, abbinato con cose carine, delicate. Cerco di aver uno stile classico ma funzionale per la mamma. Andrò a Pitti Bimbo di Firenze . Non è facile. Serve impegno. Sono stata scelta ed è una grande soddisfazione. Esporre a Matera? vediamo , le possibilità…Nello stand di Pitti bimbo porterò qualcosa di Matera. Ho pensato di chiamare i modelli con alcuni nomi che fanno a capo a Matera. Comunque una foto ci sarà”. Triangolo chiuso: Mar del Plata, Matera e Firenze. Ora tocca ai parenti…Un charter dei Montemurro a Mar del Plata? Non è escluso. Michele ci è già stato, ed ha trovato una città moderna con una precisa fisionomia urbanistica. “Andare tutti? – commenta Michele- sarà un po’ difficile. Sono stato in Argentina. E avevo chiesto a sua madre cosa l’avesse colpita tornando a Matera. Mi sarei aspettato i Sassi o altro e invece l’emozione di rivedere i parenti. E questo mi ha preso”. Effetto radici…con la memoria della nonna che, come ci ha raccontato Carla, prendeva le foto e indicava nomi e rapporti di parentela.Sarebbe opportuno realizzare una pubblicazione. ” Di Carla -ha aggiunto Michele – ho apprezzato la sua sensibilità e l’emozione, quando torna nei Sassi. Il nonno abitava sulla Civita,a ridosso della Cattedrale,in via san Potito dove hanno girato i film della Passione di Cristo. Ho, comunque, percepito in maniera personale per la gente emigrata cosa è significato vivere da sola. E allora la famiglia è stata il luogo per non recidere le radici” . Una famiglia materana che ha il cuore nei Sassi e a Mar del Plata.