L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova anche e soprattutto lo stato psicologico degli italiani. In particolare sotto stress emotivo non solo tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea contro l’emergenza ma anche i positivi al Covid-19 che non necessitano di cure ospedaliere ma si ritrovano soli e “nudi” di fronte ad un virus che non sanno come combattere.

Malati, ma spesso non curati e abbandonati a pensieri negativi come paura, stress, insonnia, ansia da curare con il “fai da te” in un ambiente, quello casalingo, che vissuto in solitaria a causa dell’isolamento a cui ci si sottopone, dilazione i tempi.

Abbiamo raccolto la testimonianza di chi ha passato questi momenti. “I se, i forse, i chissà, sono tanti. Da quando ti ritrovi ad avere i primi brividi di freddo a quando ti viene accertata la positività, ci racconta una nostra amica al telefono. Il telefono è l’unico filo che ti collega al mondo esterno, ma sapessi quanto diventano fastidiosi quegli squilli senza risposta a Medici di famiglia, numeri verdi, numeri USCA, ASM, App Immuni e chi più ne ha più ne metta.

In questa situazione sarebbe quanto mai provvidenziale un sostegno psicologico da parte delle Aziende Sanitarie che aiuti a superare nella maniera più idonea e professionale il periodo funesto.

Una esigenza riconosciuta anche dal Governo che già nel decreto legge del 9 marzo 2020 n.14, dava il via libera all’assunzione di professionisti sanitari per l’emergenza, tra questi anche psicologi. Ma dai Decreti ai fatti qualcosa evidentemente non ha funzionato se è vero come è vero che nelle USCA (Unità Sanitarie di Continuità Assistenziale) istituite in Pandemia tra i sanitari erano compresi anche gli psicologi ma di fatto non è seguita alcuna assunzione se non in pochissime regioni molto virtuose. E in Basilicata?

Spontaneamente le Aziende Sanitarie non attivano ed offrono alcun servizio al cittadino ma facendo un giro sul sito internet dell’ASM siamo riusciti a trovare ben sei numeri dedicati a cui abbiamo provato più volte a telefonare con scarsissimi risultati.

Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare con tono scoraggiato: “se non ci sono medici e infermieri figuriamoci gli psicologi”. In realtà anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) già nel 2007 aveva dichiarato come “La salute mentale è uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni”.

Concetto ripreso soprattutto durante in lookdown e la pandemia per rafforzare l’assunto che “non c’è salute senza salute mentale”, evidenziando l’importanza e la difficoltà di operare in tale ambito. Insomma l’utilità del supporto psicologico è prezioso e indispensabile al pari di una somministrazione dell’antibiotico giusto.

In una sanità in affanno e disorganizzata come quella lucana, ahimè, prevedere e/o potenziare figure di psicologi e psicoterapeuti sarebbe forse davvero un miracolo. Ma va da sè che prevedere un supporto psicologico come stanno facendo tante regioni, non ultima la Sicilia per reperire figure idonee a tale scopo(https://www.insanitas.it/emergenza-coronavirus-in-sicilia-cercasi-psicologi-e-psicoterapeuti/) sarebbe certamente auspicabile per non lasciare i malati soli e abbandonati. Se avete storie di solitudine da Covid in tal senso raccontatecele pure scrivendo a support@giornalemio.it oppure direttamente sulla pagina Facebook di Giornalemio, saremmo lieti di leggere le vostre emozioni.