Se Rocchina Adobbato è innamorata e non si allontanerebbe per nessun motivo dal borgo di Brienza, dove gestisce una struttura ricettiva, che è tutt’uno con la natura, la sostenibilità, le buone letture, l’amicizia intensa come l’accoglienza che riserva ai turisti e a visitatori, ormai di casa, come Armando Lostaglio, e allora significa che ha trovato la strada giusta per guardare con fiducia anche alla seconda fase del dopo epidemia da virus a corona. Lo conferma l’intervista a tutto tondo incentrata su una nuova ecologia della vita, soprattutto del come affrontarla. Un esempio di buone pratiche per rivitalizzare tanti piccoli centri della nostra Basilicata, alla prese – piaccia o no- con uno spopolamento continuo e con un presidio di archivi della memoria (gli anziani) che sarebbe un peccato perdere. Ma serve una inversione di tendenza. Non vediamo programmazione, progettualità a vari livelli per un modello di sostenibilità, che induca i giovani a restare, e altre categorie sociali a stabilirsi con periodicità dalle nostre parti. Abbiamo le risorse ambiente, artigianato, alimentazione, arte da una parte e quelle energetiche, a cominciare dal petrolio, che si sono dimostrate più una croce che una delizia della nostra terra. Responsabilità tante. Occorre fare un passo indietro e ascoltare la ‘’Voce del fiume’’… Buona lettura.

La Voce del Fiume, d’autunno
Intervista a Rocchina Adobbato

di Armando Lostaglio

“Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era…” E’ l’aspirazione di Josè Saramago, che ci sovviene al borgo di Brienza, a mezz’ora da Potenza: La Voce del fiume è una residenza di charme, nel cuore del borgo antico, all’ombra del castello Caracciolo. E’ dimora di suggestione e prestigio per la cittadina e per il territorio.
Ne parliamo con la responsabile del B&B, Rocchina Adobbato, riflettendo in questo difficile momento anche su un Paese, il nostro, che avverte, come mai prima, il bisogno di cambiare. E rivalutare le cose semplici come i borghi antichi, le passeggiate lente, la scoperta della prossimità e di una prossemica confortante. Tuttavia, questa nuova fase della pandemia sta mettendo a più dura prova la Basilicata; il suo settore, quello dell’accoglienza e di un turismo di “charme” come lo vive e quali rimedi pensa possano essere messi in atto?

Il nostro settore più di altri è stato messo in ginocchio dalla pandemia. Dopo il periodo più difficile del lockdown, durante il quale ho continuato a progettare senza perdere mai di vista gli obiettivi, mi sono organizzata per rafforzare e mettere in campo tutte le misure per la sicurezza anti covid. Posso confermare che ho registrato una lenta ma costante ripresa questa estate, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Questo mi ha confortato e mi ha dato lo slancio, continuando ad investire nel settore per rivitalizzarlo mediante nuova progettualità. Ritengo che dai momenti di crisi si può uscire perché dalle difficoltà nasce la creatività.
Tuttavia, la recrudescenza della pandemia ha compromesso eventuali nuovi progetti?
In questo periodo caratterizzato da nuove misure restrittive sempre più stringenti, con la struttura praticamente chiusa, c’è più tempo per programmare. Il periodo storico in cui ci troviamo ci ha reso tutti più consapevoli del legame profondo e inscindibile tra salute – natura – benessere economico e sociale. Sin dall’apertura del B&B ho scelto la sostenibilità ambientale, sociale ed economica come principi fondanti del mio progetto di accoglienza e ora più che mai sto alimentando questa filosofia aziendale. Ciascuno di noi può contribuire al rispetto e alla tutela dell’ambiente, cercando di eliminare il più possibile le diverse fonti di inquinamento, dall’uso dell’auto al consumo di energia, dalla scelta di cibi biologici e locali all’uso di materiali ecologici. La crisi climatica indica che è sempre più necessario preoccuparsi della salvaguardia della natura, anche quando si va in vacanza. Alla Voce del fiume si possono da sempre vivere esperienze di ecorelax: propongo le bike elettriche in alternativa all’automobile per gli spostamenti sul territorio, fornite di ricchi cestini picnic con prodotti biologici da consumare durante i pasti all’aperto nella rigogliosa natura circostante. Gli stessi prodotti del ricco paniere lucano sono sulle nostre tavole anche a colazione, nella ricca e variegata colazione “home made” sia dolce che salata de La Voce del fiume.
Una nuova ecologia come visione della vita, dunque?
All’interno della struttura infatti sono stati attuati tutti gli accorgimenti per evitare lo spreco. I miei progetti futuri continueranno in questa direzione e a breve completerò anche il progetto di risparmio idrico per il riutilizzo delle acque piovane. Pertanto le mie azioni saranno sempre più orientate verso la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente e del territorio, scelta che finora mi ha premiato sia in termini di visibilità (La Voce del fiume è entrata a far parte dei più importanti circuiti nazionali e internazionali di viaggi verdi ed ecosostenibili) che in termini di incremento delle prenotazioni, nonostante la pandemia. Ora più che mai, ho osservato una diffusa crescita della percezione verso la sostenibilità, la tipicità, la qualità dei prodotti agroalimentari e la loro provenienza.
Le alternative si potranno pensare e mettere in campo nel settore turistico e nella conoscenza del territorio.

È necessario creare una task force anche in questo settore strategico?
Nonostante la riduzione dei viaggi e quindi degli spostamenti, ritengo che quando si potrà ritornare a viaggiare, questa sarà la scelta che determinerà la preferenza di un luogo piuttosto che un altro. Certo, occorre una regia che ci faccia remare verso un’unica direzione. Il grado di eticità della struttura che dirigo è dato non solo dal rispetto delle leggi e dai valori dichiarati, ma soprattutto dalla convinzione che bisogna promuovere e sviluppare un percorso di fiducia con gli ospiti che va ricostruito su nuove basi. In questo periodo sto lavorando su un nuovo e interessante progetto per partecipare ad una Business Competition organizzata dall’Università degli Studi di Torino e da Eit Food per lanciare un nuovo prodotto. Sarà una delle nostre novità del 2021.
Continuo a portare avanti la mia scelta aziendale di offerta di vacanza personalizzata/ individuale, costruisco “holiday planning individuali” mettendo sempre al centro la persona e i suoi desideri/ bisogni.
Ho allacciato nuovi rapporti con agenzie di viaggio e consolidato rapporti già esistenti perché credo che i rapporti consolidati mai come in questo momento sono importanti e fondamentali per superare ogni difficoltà.
I piccoli comuni rappresentano l’ossatura del nostro territorio non solo in Basilicata, si deve promuovere una forma di accoglienza più evoluta?
La crisi sanitaria ci ha offerto l’occasione di riscoprire il nostro ricco patrimonio storico, architettonico e culturale che è sicuramento uno dei più ricchi al mondo. E’ da questa opportunità che ho sviluppato la programmazione 2021. Architettura che valorizzi la storia del luogo, risparmio energetico che tutela e salvaguarda l’ambiente, attenzione per le produzioni alimentari del territorio, scelta di cibi biologici e colazione “home made”, questi i capisaldi su cui ho costruito la mia azienda e questi i driver che mi guideranno anche nel 2021.
Spero che da quanto sta accadendo possa nascere qualcosa di utile e positivo e servire da lezione anche in futuro per capire quanto la salute sia al primo posto e quanto sia importante sostenere l’essenziale e coltivare la vita, un’agricoltura per la vita.
Di certo la tenacia non manca alla dottoressa Adobbato, dedichiamo a lei e alle persone che come lei si battono, questo pensiero di un grande “viaggiatore” come Hemingway: “La terra è un bel posto, e vale la pena lottare per lei”.