Tra le tante trasformazioni di SuperMario c’è da ascrivere anche quella del commissario Pasquale Bellachioma del film di Giorgio Capitani “Vai avanti tu che ame vien da ridere“, considerato che a differenza del suo predecessore che veniva in TV a spiegare i suoi DPCM, lui -in occasione della emanazione del suo primo simil provvedimento- non si presenta e manda a svolgere questa incombenza in conferenza stampa i ministri Speranza e Gelmini.

Infatti, poco fa, ad illustrare tutte le nuove misure contenute nel primo DPCM dell’era Draghi sono stati i ministri della Salute e agli Affari regionali, coadiuvati dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Tutta qui la discontinuità in quanto anche “Il principio guida del nuovo Dpcm” – come ha detto Roberto Speranza – “è la tutela della salute.” In quanto ha ribadito:  “Siamo convinti che per far ripartire il paese serva vincere la battaglia sanitaria. Per questo il decreto è un decreto di conservazione che mantiene anzitutto la divisione in colori dell’Italia“. Soprattutto ora che la “curva dei contagi mostra segnali robusti di risalita e facciamo i conti a livello europeo e mondiale con alcune varianti del virus”. L’ultimo studio dell’Iss ha infatti accertato la presenza della mutazione britannica al 54%, seguita da quella brasiliana (4%) e dalla sudafricana (0,4%). Il ministro ha detto anche che le restrizioni sono “necessarie” e verranno valutate “giorno dopo giorno” in base all’andamento della curva.

Resta confermata la cornice del modello di divisione a colori del Paese, costruito sulla base del quadro epidemiologico di ciascun territorio. “Riteniamo che differenziare i territori sia la strada giusta perché permette di dare una risposta più idonea a ogni segmento”, ha chiarito Speranza, aggiungendo che “le ordinanze sub-regionali adottate in queste ore da molti presidenti di Regione rafforzano ulteriormente la strategia anti-Covid del Paese.” Ma per uscire fuori da questa situazione ha detto Speranza: “Abbiamo sicuramente bisogno di istituzioni forti che facciano scelte giuste e che con coraggio dicano fino in fondo al Paese come stanno le cose. Ma serve il contributo di tutti i cittadini per non abbassare la guardia”.

In verità, qualche novità c’è e riguarda un inasprimento sulle scuole (a preoccupare sono le varianti, in particolare quella inglese, oggi prevalente, e che colpisce anche i bambini), con la didattica a distanza obbligatoria in tutti gli istituti nei territori più colpiti, le zone rosse, ma anche in zona gialla o arancione là dove fosse necessario. Dunque per le scuole: gli istituti di ogni ordine e grado che si trovano in zona rossa o in un’area con un’incidenza dei casi superiore ai 250 su 100mila abitanti passeranno direttamente alla didattica a distanza.

Inoltre, dal 27 marzo riapriranno cinema e teatri, acquistando i biglietti su prenotazione (salvo peggioramenti della curva epidemiologica).

Nessuna deroga, invece, nemmeno per Pasqua ( il nuovo decreto che regolerà la vita degli italiani dal 6 marzo al 6 aprile) : “Le misure sono queste” ha detto sempre Speranza e potranno cambiare solo se il panorama muterà radicalmente.”

In conferenza stampa  la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha sostenuto, invece, l’esistenza di una “netta” discontinuità con il governo Conte: “I tempi sono fondamentali per non arrecare nuovi disagi ulteriori ai cittadini: la bozza è pronta da venerdì e siamo in grado stasera di completare il dpcm Covid, che non è last-minute. C’è un cambio nel metodo, perché il dpcm è improntato alla massima condivisione possibile”. Come se in precedenza ciò non fosse sistematicamente avvenuto.

Sempre la Gelmini  ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto sui 21 parametri che determinano lo scivolamento nelle varie fasce di rischio (per un loro eventuale adeguamento) e l’arrivo di “200 milioni di fondi” per congedi parentali con un decreto in arrivo settimana prossima.

 Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha detto che: “Abbiamo anche noi evidenze chiare sul fatto che la variante inglese” è più trasmissibile “nelle fasce di età comprese tra i 10 e i 19 anni, ma anche tra i 6 e 10 anni” nelle quali “vi è un aumento del numero di casi” infetti con Sars-Cov 2. “Questo maggiore potere infettante o contagiante”, ha detto che comunque, “non si associa a una patologia più grave“. Però rimane il fatto che i bambini rischiano di diventare un veicolo del Covid nelle famiglie.

C’è, inoltre, il tema della variante brasiliana, presente soprattutto in Umbria, Toscana, Lazio, Marche che: “E’ un dato particolarmente preoccupante, ma queste varianti sono nuove e devono essere stimate sia rispetto ad aumentata trasmissibilità che alla potenzialità di non garantire la stessa copertura immunitaria“, come ha aggiunto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.Sono estremamente importanti da monitorare ed è necessario che si adottino le misure più restrittive possibili. Le regioni che hanno avuto questi focolai stanno adottando tempestivamente le zone rosse. La variante sudafricana è allo 0,4%, in particolare in alcune zone del Sudtirolo“. La sfida, in questi territori, è quindi quella del contenimento conclude Brusaferro: “Bisogna intervenire chirurgicamente ed evitare che si diffonda in altri contesti. Questa doppia strategia si dovrà accompagnare a un monitoraggio stretto anche delle incidenze e un forte supporto alle vaccinazioni”.