Utile e dilettevole e con un rapporto con la natura che ci sta tutto, ricordando il noto film di Pietro Germi “Le castagne sono buone’’ con un Gianni Morandi nelle vesti di attore arrembante, che ci riporta alla raccolta di quell’ottimo frutto di bosco nel Vulture Melfese. Zona che, seguendo, le tracce e le indicazioni del cineclub Vittorio De Sica di Rionero in Vulture guidato con lungimiranza dall’ottimo critico cinematografico Armando Lostaglio (tra i giurati al Matiff 2021) ci porta all’anteprima di sabato prossimo a Melfi del Matera sport film festival. Con Le Sfavorite, No Bets on the Underdogs”, diretto da Flavia Cellini e Linda Bagalini” . Buona visione e andate al cinema

Matera Sport Film Festival 2021

Anteprima dell’undicesima edizione del Matera Sport Film Festival che avrà luogo il 20 novembre p.v. alle ore 17,00 presso la Sala Consiliare Nitti – Bovet del Comune di Melfi. Il Festival, che dal 2011 racconta il legame tra sport e cultura, è organizzato dall’associazione Matera Sports Academy, in collaborazione con l’Uisp Unione Italiana Sport Pertutti Aps e con il sostegno del Comune di Matera, della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e del Programma Sensi Contemporanei CINEMA della Regione Basilicata. L’edizione 2021 riserverà diversi appuntamenti: approfondimenti, interviste, incontri con ospiti e personalità dello sport e della cultura. Il 20 novembre Il Festival, celebrerà la sua Anteprima a Melfi, proponendo la proiezione del Documentario “Le Sfavorite, No Bets on the Underdogs”, diretto da Flavia Cellini e Linda Bagalini”. Alla proiezione saranno presenti entrambe le registe e una tra le protagoniste dell’opera, Katia Serra, ex calciatrice e opinionista sportiva. A discutere con le protagoniste sarà la giornalista di Cinema Chiara Lostaglio (CineClub De Sica – Cinit). La proiezione del Documentario sarà preceduta, alle ore 16 dalla conferenza stampa del progetto Uisp Nazionale “Differenze” che tra i Comitati Territoriali Uisp coinvolti, annovera anche quello di Potenza.
Le Sfavorite è un documentario incentrato sulle discriminazioni di genere nello sport, con cui un’atleta si deve confrontare nel corso della propria carriera. Pur concentrandosi nell’ambito sportivo, l’opera vuole gettare luce su una situazione che ne scavalca i confini, dimostrandosi manifestazione e naturale conseguenza dei pregiudizi di genere insiti nella nostra società.

D.L. Comunicazione “De Sica”

Matera, 18.11.2021

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Le castagne sono buone

“Le Castagne sono buone” è il titolo di un film di Pietro Germi, non il più riuscito (secondo taluni critici), datato 1970, anni difficili e di contestazioni, con un barbuto Gianni Morandi nei panni di un regista televisivo, irriducibile donnaiolo, al fianco di una dolcissima Stefania Casini, studentessa di architettura. Le musiche sono di Carlo Rustichelli, sottolineate da quella struggente “Fenesta vascia”, antico cantico napoletano del ‘700. Il film è stato girato anche dalle parti della Costiera amalfitana, luogo incantevole da sempre. Le castagne del film rappresentano la metafora dell’umore genuino, del rapporto con le cose vere oltre ogni pregiudizio e formalismi.
Prendiamo in prestito il titolo del film di Pietro Germi per confermare che in quest’autunno le castagne sono davvero buone. Si potranno preparare i dolci per le festività natalizie. Sono “prene” di frutto (come si dice in gergo di una donna in attesa di partorire), e quelle del Vulture sono speciali per la tradizione della varola di Melfi, come lo sono peraltro quelle di Accettura e della foresta di Gallipoli Cognato. Ancor più colme sono le castagne del Monaco nella vicina Irpinia. Le castagne che ritornano a scandire la stagione nel sottobosco umido, mentre l’autunno declina verso l’inverno. Un altro freddo inverno attende le strade e i tetti da imbiancare. Il camino acceso per riscaldarsi, come dall’asettico termosifone coperto dei panni da asciugare.
“Bisogna vivere senza stancarsi, guardare avanti e nutrirsi delle riserve vive elaborate dall’oblio in collaborazione con la memoria” è quanto ci sollecita dal profondo meditativo Boris Pasternak, quello del mitico “Dottor Zivago” e della eterna neve di Russia; nutrirsi delle riserve vive, come le castagne appunto, mentre scoppiettano sul fuoco. E’il prodigio dell’autunno, quel sapore che l’artista Patrizia Casiraro (buddista di ritorno, che scrive come dipinge) avvicina alle quiete delle atmosfere cromatiche e dei profumi: “Giallo nelle foglie della vite / Marrone bruciato nelle castagne / Profumo di verdure / il minestrone caldo tepore dal forno./ E il sapore pieno di un bel rosso nel bicchiere. / Autunno che scalda e ripara e accoglie / in un abbraccio psichedelico di sfumature. / Mi dice di tolleranza e di passaggi…”

Armando Lostaglio