Da questa mattina sono apparsi sulla rete di recinzione del cantiere di Piazza Michele Bianco a Matera i cartelli dell’autorità giudiziaria con cui si comunica che trattasi di “immobile sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’articolo 321 del Codice di procedura penale“. Quello di oggi segue di circa una settimana il sequestro relativo al cantiere adiacente dove è in corso la costruzione di un altro impattante complesso edilizio.
Ad effettuare l’operazione disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, sono stati gli agenti della Nucleo di Polizia economico-finanziaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Matera. A seguire il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Matera.

COMUNICATO STAMPA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MATERA
“Nella mattinata odierna, militari in servizio presso la Guardia di Finanza di Matera, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, ai sensi dell’art. 321 c.p.p., avente ad oggetto un fabbricato residenziale in corso di realizzazione nel Comune di Matera, in Piazza Bianco, all’interno dell’area del Centro Direzionale – Sub-Comparto 2C, noto come “ex Hotel Palace” (immobile censito al Catasto Fabbricati del Comune di Matera al foglio 71, particella 1933).
Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un procedimento penale che vede indagate cinque persone, ciascuna in relazione al ruolo rivestito nella committenza, presentazione dei titoli abilitativi, progettazione/asseverazione e direzione lavori, nonché nell’esecuzione dell’opera (legali rappresentanti della società proprietaria/committente e delle imprese esecutrici, e tecnico progettistaasseveratore e direttore dei lavori).
Sotto il profilo della qualificazione giuridica, le ipotesi di reato contestate, allo stato delle indagini, riguardano l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo, in concorso e, quanto alle imprese esecutrici, anche con cooperazione colposa condotte riconducibili alla disciplina della S.C.I.A., con riferimento ad attestazioni/asseverazioni tecniche rappresentazioni dei presupposti di legge prospettate all’Amministrazione procedente.

Il procedimento trae origine da verifiche sulla legittimità urbanistico-edilizia dell’intervento, anche a seguito di segnalazioni istituzionali, concernenti una costruzione di rilevanti dimensioni in corso realizzazione in un’area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano e sul carico urbanistico.
In particolare, dagli atti e dagli accertamenti tecnici richiamati nel provvedimento del G.I.P. emerge che l’intervento è stato “assentito” mediante una pluralità di titoli abilitativi progressivi: due S.C.I.A. alternative al permesso di costruire (presentate rispettivamente nel marzo 2023 e nell’ottobre 2023, entrambe intestate alla società originaria) e una successiva S.C.I.A. ordinaria del dicembre 2024 (intestata al nuovo proprietario), quest’ultima qualificata come variante rispetto ai titoli precedenti.
Gli accertamenti tecnici richiamati indicano, in particolare, macroscopiche difformità tra i parametri massimi consentiti e quelli dell’opera in concreto realizzata e/o in corso di realizzazione: 12 piani fuori terra a fronte di un massimo consentito di 10; una Superficie Lorda (SUL) complessiva pari a circa 9.445 mq a fronte di una SUL massima consentita pari a 6.366,73 mq (eccedenza di circa 3.078 mq); un’altezza complessiva pari a circa 38,40 m, eccedente di circa 2,40 m il limite massimo di 36.00 m.
Quanto alle esigenze cautelari, il provvedimento dà atto che, dai sopralluoghi, l’edificio non risulta ancora ultimato (presenza di impalcature e mancanza di rifiniture interne), con conseguente rischio di prosecuzione dei lavori e di ulteriore aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati; viene inoltre evidenziato che, anche in caso di eventuale ultimazione, la libera disponibilità del bene potrebbe determinare un pregiudizio concreto per il regolare assetto del territorio e un’incidenza negativa sul carico urbanistico, in relazione alle dimensioni dell’intervento e all’incremento abitativo previsto.
La vicenda riveste un interesse pubblico particolarmente elevato in ragione dell’ubicazione e della consistenza dell’opera: si tratta di una costruzione di grandi dimensioni in area centrale, immediatamente percepibile nel tessuto urbano e destinata, per la sua volumetria, a incidere in modo significativo sul carico urbanistico e sulle infrastrutture e servizi (reti idriche e fognarie, energia, gas, gestione dei rifiuti ee opere collettive correlate).
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: le ipotesi accusatorie e le responsabilità degli indagati dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti e nelle sedi competenti, e le persone sottoposte ad indagini sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
Matera, 3 marzo 2026
IL PROCURATORE DELLA RERUBBLICA
Alessio Coccioll

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