La memoria storica locale indica a Matera come “quartiere albanese’’ una vasta area sul versante alto del Sasso Caveoso, dove sarà realizzato il Museo demoetnoantropologico. Una presenza importante delimitata da antiche caverne, trasformate negli anni in cantine, laboratori, abitazioni che ricordano la presenza degli ‘’Schiavoni’’ una popolazione venuta aldilà dell’Adriatico e dedita alla lavorazione di pelli e di rame.

Poi la loro integrazione o il trasferimento in altri luoghi della Basilicata o della Calabria dove la presenza è più forte e magari con qualche cognome, a cominciare da Albanese per continuare con Paternoster, Scutari, Mazzeo e altri, che si fa risalire alla presenza di un popolo fiero e ricco di tradizioni guidato dall’ Atleta di Cristo. E la presenza a Matera, dopo la giornata di Melfi, dei promotori di una giornata di approfondimento sulla cultura arbereshe e sulla rivista lucana diretta dal vulcanico Donato Mazzeo, ha confermato ruolo, valori e importanza di una pagina della nostra storia e del Mediterraneo da valorizzare nell’anno di “Matera capitale europea della cultura 2019’’.

Ne abbiamo avuto prova consultando gli interessanti e approfonditi servizi della Rivista e il corposo volume ‘” Il Kanun di Skandenberg’’ di Donato Martucci e Gene Lafe con la traduzione integrale del Kanuni i Skanderbegut di Franco Illia. E’ una corposa raccolta di Codici della tradizione orale, in relazione al divieto ottomano sul possesso di qualsiasi tipo di testo scritto in lingua albanese prima e dello stato nazionale prima. Un lavoro interessante che descrive vari aspetti come molti concetti, come l’autorità del pater familias, il diritto alla proprietà privata e la sua integrità, il diritto alla successione e altri aspetti della vita familiare che troviamo nel  diritto latino.

Fa riferimento all’area mediterranea e all’antica Illiria l’istituto della gjakmarrja o della faida assente nel diritto romano ma comune nell’area mediterranea . Molti principî fondamentali del Kanun, del resto. presentano forti somiglianze con istituti e mentalità della Grecia antica a cominciare dall’accoglienza.

Se vi va di approfondire non vi resta che sfogliare il Codice e la Rivista arbereshe di Basilicata. E se il vostro cognome è di origini albanesi avrete un motivo in più per farlo.

 

LA NOTA DELLA DUE GIORNI A MELFI E A MATERA

L’annuale edizione dell’evento in onore del “Defensor Civiltatis” e “Athleta Christi” GKS  si svolgerà a Melfi nel Museo Civico “Donadoni” martedì 16 gennaio 2018 alle ore 10 a al Palazzo Gattini di Matera mercoledì 17 gennaio alle ore 10.
Lo stesso Antonio Vivaldi gli dedico’ un’opera lirica, rappresentata a Firenze nello storico Teatro La Pergola nel 1785. La sua biografia (1405-1468) ad opera dell’agiografo Marin Barletius è stata tradotta. lungo i secoli, in numerose lingue straniere.
Una leggenda entra in Europa. Eventi straordinari saranno inoltre celebrati nella Capitale dell’Albania (Tirana) per un’intera settimana ed a Roma, con l’Ambasciata della Repubblica d’Albvania, con l’Università della Calabria, e l’Associazione Arbereshe di Roma.
L’evento è promosso dall’Associazione omonima e con il Patrocinio di Corecom-Regione Basilicata, LEM Italia, F.A.A., Intercultura-Kroj et alia. Negli eventi lucani sarà espresso un riconoscimento al Direttore-Fondatore della Rivista “Basilicata Arbereshe” nel 40° di Fon