HomeCronacaSindaco vieta ai bambini della scuola di cantare "Bella ciao"

Sindaco vieta ai bambini della scuola di cantare “Bella ciao”

Non c’è solo Matera dove gli organizzatori della manifestazione ufficiale del 25 Aprile si ostinano a non inserire tra le marce suonate dalla banda l’inno per antonomasia della Resistenza, ovvero Bella ciao. Ma la cronaca di questo 25 Aprile 2026 ci racconta anche di un Sindaco che ha vietato  ai bambini di una scuola di cantarla nel corso della cerimonia per cui si erano appositamente preparati con interventi e canti partigiani. E’ accaduto a Monterosso Grana, nel Cuneese, dove il sindaco Stefano Isaia, ex assessore provinciale della Lega ed ora primo cittadino eletto con una lista civica, ha detto ai docenti della scuola del paese di non cantarla insieme ai bambini perché “strumentalizzata” dalla politica, facendo riferimento al fatto che fosse stata intonata alla Camera dalle opposizioni durante il voto sul decreto Sicurezza. La manifestazione che si è svolta nella borgata Levata, al cippo dedicato ai Caduti vicino alla chiesa di San Giovanni, prevedeva: alle 10:30 la consegna della Costituzione ai diciottenni, a seguire le letture e gli interventi dei piccoli alunni. Le insegnanti, come riferisce una cronaca della testata locale CuneoDice.it , si erano impegnate come ogni anno per preparare i ragazzi a questo importante momento, lavorando per giorni sul tema. “Abbiamo letto insieme il libro ‘Lo zaino del partigiano’, abbiamo simbolicamente allestito uno zaino e parlato degli oggetti che c’erano dentro agli zaini dei partigiani, che riflettevano quella che era la loro vita e cosa fosse importante” spiegano le maestre al giornale: “Tra questi oggetti spesso c’erano strumenti musicali, perchè la musica era un elemento fondamentale. Nel libro c’era il riferimento alle due canzoni simbolo della lotta partigiana: ‘Bella Ciao’ e ‘Fischia il vento’. Ci siamo concentrati sulla prima delle due, i ragazzi di quinta si sono preparati tutta la settimana, l’hanno provata anche con Sergio Berardo, ed erano pronti ad esibirsi, come hanno fatto i loro compagni gli scorsi anni”. La rappresentanza della classe quinta e le insegnanti si sono così presentati  alla cerimonia convinti di esibirsi con due brani della musica occitana e con ‘Bella Ciao’, ma, sul posto, è stato riferito loro che quest’ultima non poteva essere cantata perché “divisiva”. “Il Sindaco ci ha detto che questa canzone era strumentalizzata dalla politica, abbiamo sostenuto con forza che i bambini sono e dovono rimanere al di fuori delle dinamiche politiche” raccontano sempre le maestre: “Dopo il confronto ci è stato detto che se proprio volevamo, l’avremmo potuta fare alla fine, ma dopo gli altri due brani il Sindaco ha detto che iniziava la messa, così la gente è andata via”. L’ARTICOLO COMPLETO A QUESTO LINK: https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/a-monterosso-grana-il-sindaco-impedisce-ai-bambini-di-cantare-bella-ciao-censura_118935.html . E’ banalmente ovvio rilevare che chiunque ritenga divisivo cantare Bella ciao, divenuto l’inno della Resistenza italiana e canto adottato in tutte quelle parti del mondo da parte di chi lotta contro un oppressore o contro le ingiustizie, ha evidentemente problemi ad identificarsi con la Repubblica Italiana e le sue fondamenta. Cosa grave se riguarda eletti alle varie cariche istituzionali.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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