“Questa sera in questa affollatissima assemblea abbiamo acceso una fiamma civica, scevra dal clima di tifoseria che impedisce di ragionare, sui temi che stanno alla base del referendum del 22 e 23 marzo e alle ragioni per votare NO. Ebbene, per utilizzare una immagine olimpionica di queste ore, ognuno di noi sia un tedoforo e porti questa luce nella propria vita quotidiana, nelle proprie realtà, perché questa bella manifestazione da sola non può bastare a far vincere le ragioni del NO, ovvero la difesa dell’impianto costituzionale.” E’ con questa suggestiva immagine che Rocco Di Matteo, referente Cgil Matera per la campagna referendaria per il NO, ha chiosato le oltre tre ore della manifestazione di istituzione ufficiale del Comitato provinciale di Matera per il NO al referendum sulla Giustizia, nel salone della Camera di Commercio, nel mentre per l’appunto a Milano era in corso la festa di apertura delle Olimpiadi invernali. L’iniziativa partita sulle forti gambe della Cgil di Basilicata (Cgil che se non ci fosse bisognerebbe inventarla, sempre più prezioso punto di riferimento per tutte le battaglie di difesa dei diritti ed ora dei principi della Carta) vede la adesione al Comitato di partiti e movimenti e singole personalità. “Uno spazio aperto, plurale ed inclusivo” è stato definito, un formato work in progress, nel senso che le adesioni sono sempre aperte a chiunque voglia farlo. Nel salone, pur capiente, ma assolutamente incapace di contenere la moltitudine di cittadini accorsi, si sono susseguiti gli interventi coordinati dalla segretaria di organizzazione dell Cgil materana, Michela Carmentano. Ha aperto i lavori, come programmato, il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega. A seguire, l’intervento della presidente di Anpi Matera, Carmela La Padula. E’ seguito l’intervento dell’avvocato Michele Porcari a cui è stata affidato il ruolo di Presidente del Comitato neo costituito.

Quindi si è dato il via alla prevista tavola rotonda “Perchè dire NO al referendum: giustizia, diritti, democrazia” a cui hanno portato il proprio contributo: Eustachio Nicoletti, segretario generale Spi Cgil Matera; Giorgio Costantino, professore ordinario emerito di Diritto processuale civile presso l’Università degli studi di Roma Tre; Rossella Larocca, presidente Associazione nazionale magistrati di Basilicata; Mariacristina Visaggi, avvocata del foro di Matera. Gli interventi hanno sviscerato sia contenuti della norma sottoposta al voto confermativo degli italiani, la loro incongruenza rispetto ai problemi della giustizia di cui non ne risolve alcuno, il disvelamento degli obiettivi per altro esternati in diverse occasioni dagli autori e sostenitori di questa normativa che punta a sovvertire l’equilibrio dei poteri disegnati dai costituenti, spostando l’asse in favore di quello esecutivo. Un disegno perseguito volendo trasformare il referendum come un indice di gradimento degli italiani rispetto ai magistrati, in una sorta di foga punitiva nei loro confronti rei di non essere allineati al volere del governo. Le dichiarazioni in tale senso degli esponenti del governo sono tante. Valga per tutti quella della presidente del consiglio Giorgia Meloni quando dichiarò il 29 ottobre scorso: «La mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess riguardante il Ponte sullo Stretto è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del parlamento. La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di governo, sostenuta dal parlamento». E’ evidente che il votare NO è la scelta di chi vuole continuare a vivere in una democrazia liberale in cui la legge è uguale per tutti, anche per chi sta al governo. Ottima la notizia giunta durante la manifestazione della decisione della Cassazione di accettare il quesito posto dai promotori della raccolte di oltre 550 mila firme. Decisione che apre alla ipotesi di uno slittamento della data del voto….ci sarebbe più tempo per i tedofori di portare la le fiaccole in giro tra gli elettori.

Nel video che segue, dal minuto 35, gli interventi della serata che vi invitiamo ad ascoltare.

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.