Vittorio Sgarbi senza peli sulla lingua, come sempre, aldilà dell’epiteto ” Capra! Capra!” rivolto a incapaci, mediocri e via elencando. E a Matera, in occasione dello spettacolo ” Le Meraviglie d’Italia” con l’orchestra Ico della Magna Grecia. alla vigilia delle giornata inaugurale per l’anno europeo da capitale della cultura 2019 con la bulgara Plovdiv, non si è risparmiato citando le ”evidenti” dimenticanze per Matera 2019 su opere d’arte come la statua di Sant’Eufemia di Irsina -opera del Mantegna- che avrebbero meritato presenza e valorizzazione nell’importante evento. E la domanda sui perchè di questa ”smemoratezza” (?) li ha rimandati al mittente e a quanti in Fondazione hanno fatto altre scelte, ignorando anche la proposta su una mostra legata alla scuola veneziana, della quale aveva parlato in più occasioni con il sindaco Raffaello De Ruggieri e responsabili istituzionali della cultura locale. Non poteva non parlare di Irsina, che ha visitato in più occasioni, ma che per un lapsus d’inciampo ha destinato alla provincia di Potenza lungo la dorsale bradanica e di altre opere in terra di Puglia, citando artisti e luoghi, e somiglianze di Santi con il presidente del consiglio regionale pugliese Michele Emiliano. Mente acuta e con quella vena di ironia che continua a stupire. Ed esprime un pizzico di rammarico, lui che si era anche speso tre anni fa per la vicenda del Teatro Duni,sul suo mancato coinvolgimento in Matera 2019. “Quella -dice-fu una falsa partenza perché ero convinto di essere utile. Avevo proposto di esporre la mia collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi e di fare una mostra Venezia-Matera. Vedo che il progetto che è stato realizzato per le mostre è poco comunicato e non particolarmente ricco. Un autore tra l’altro è una persona di mia stretta amicizia che si chiama Solito, poi altre due non mi sono chiare e un’altra sul Rinascimento del Meridione che più o meno è una variante di quella che ho proposto io ma con il nome Venezia-Matera sarebbe passato il messaggio che Venezia è Matera e Matera è Venezia, quindi hanno sbagliato il titolo. Non ho trovato interlocutori-ironizza- e così ho pensato anche di fare il sindaco di Pisticci e faccio Pisticci contro Matera, poi non ho fatto nemmeno quello. Quindi per me è un’occasione perduta, per loro speriamo di no, mi auguro che possano avere grandi risultati anche se io avrei potuto portare insieme a Oscar Farinetti, nel rapporto tra bellezza e cibi, una dimensione più aperta, ma lo dico facendo una critica a scatola chiusa. La mostra che stanno facendo sul Rinascimento meridionale è sicuramente meravigliosa ma sarà un pochino per specialisti mentre Venezia-Matera voleva legare due nomi in una dimensione universale che è quella di Venezia”. Progetti affondati nella laguna a Nord e nell’invaso dello Jurio a Sud. Ma, mai dire mai a cominciare dalla prossima prova elettorale con la lista ”Rinascimento”, della quale è segretario Gabriele Scarcia. “Quello che faremo -dice ancora il critico d’arte-nell’incertezza della data non mi è ancora chiaro però ho dato a Scarcia che ha fatto con me un libro sui Tesori della Basilicata ampia possibilità. Certo, la politica è fatta anche di animalità, soprattutto nel Meridione, di persone di capaci di prendere i voti e non solo di grandi idee. Sarebbe bene quindi trovare che fossero sintonizzati con questo progetto”. Una indicazione sul programma. “La Basilicata- dice-e’ una regione straordinaria ma è quella meno conosciuta, perfino di meno del Molise. Partiamo con Matera e abbiamo la possibilità di far nascere una regione nuova, che si aggiunge alle regioni italiane che sono nella mente degli italiani. Un turista arriva a Matera e così comincia una nuova idea di Italia, si fa l’Italia da Matera”. Siamo in attesa, qualora decidesse il gran passo, di assistere ai comizi -lezione di storia dell’arte e con riferimenti geografici. Magari con l’orchestra Ico della Magna Grecia che ha dato ancora una volta prova, con la sapiente organizzazione del maestro Piero Romano, e per l’occasione con la direzione del maestro Michele Nitti di tenere alti i toni del repertorio di qualità della musica italiana e meridionale, entusiasmando il pubblico sin dall’inizio con l’esecuzione dell’Inno degli Italiani.