sabato, 1 Ottobre , 2022
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Serioo…. Sferruzzare a maglia per vincere i ”rigori” della crisi

Nuovo ordine contro il disordine mondiale, tutto da definire, a colpi di cannonate tra guerre dimenticate e palesi, come quelle in Ucraina, che hanno sollevato il coperchio della pentola dell’energia che è la scommessa mondiale di tutte le economie. Tra compromessi palesi e da turarsi il naso, con dittature che sono il cancro delle democrazie, pur di avere forniture alternative alla Russia, e fibrillazioni interne che stanno indebolendo realtà come Francia, Germania e Inghilterra e con l’Italia che ha buttato a mare SuperMario Draghi per squallidi giochi di potere. CI siamo abituati a tirare la cinghia. E parliamo del popolo italiano, che deve subire la mediocrità dei ”quattro suonatori di Brema” che guidano (ahinoi) le sorti del Bel Paese. Antonio Serravezza, prendendo a prestito la saggezza dei Padri, invita a fare un passo indietro per farne due avanti. Tornare a sferruzzare a maglia per affrontare meglio i rigori dell’inverno. E qui ci imbattiamo in un nodo: quello delle materie prime (la lana) e degli allevamenti. La globalizzazione faceva produrre a Est o nel nuovo mondo quello che occorreva. Pochi, iazzi e pastori nel comprensorio. E allora non resta che sfilare i vecchi capi di abbigliamento. Come si fa? Gli insegnamenti della nonna (per quanti hanno la fortuna di averle) per recuperare memoria ed esperienze. Ma cominciate i corsi di maglia, taglia e cucito. C’è il web e il circolo delle virtuose che si riunisce da qualche parte, sferruzzando maglioni, calze e mantelline in vista dell’inverno. E’ il fai da te, che ritorna

LE RIFLESSIONI DI ANTONIO SERRAVEZZA
Crisi, una parola che dovrebbe essere spiegata già dalla prima elementare perché ormai ci stiamo abituando a vivere nelle crisi che ogni anno ci piovono addosso, volute e non volute.

Se si ripercorrono le grandi crisi sui mercati finanziari degli ultimi quaranta anni si scopre che sono state tutte riassorbite, anche quelle che hanno spinto gli indici delle Borse particolarmente in basso. Il Black Monday del 19 ottobre 1987, l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York e il fallimento della Lehman Brothers del 15 settembre 2008. Ma le crisi che ci toccano da più vicino e che stanno cambiando il mondo e i nostri stili di vita sono qui tra noi, iniziando dal gennaio 2020 con l’epidemia del Covid che ancora non ci molla, la guerra in Ukraina di quest’anno e da ieri la crisi del Governo italiano che ci porterà alle votazioni politiche il 25 settembre in concomitanza con l’arrivo del Santo Padre a Matera. La tempesta perfetta ormai si abbattuta sulle nostre teste e sulle nostre spalle sta provocando un forte disorientamento.

L’Italia brucia da nord a sud per le temperature mai registrate in Europa, mancanza di acqua e guardando il prossimo inverno tanto freddo pensiamo al razionamento del gas per il riscaldamento.

Ormai non ci manca nulla, anzi da due giorni, in casa nostra abbiamo il caso “allattamento” i cui sviluppi non sappiamo quali sviluppi avrà nella gestione della nostra Amministrazione Comunale.

Nessuno al momento è in grado di stabilire quando queste crisi raggiungeranno il picco, quando si esauriranno e quali potranno essere i tempi di recupero per il ritorno ad una certa normalità nella vita di tutti i giorni.

Nel frattempo impariamo a lavorare ai ferri la lana e costruiamo maglioni pesanti per vivere in casa. Lavorare la lana ai ferri è un ottimo hobby, distensivo e rilassante chissà se ci faranno risparmiare i costi per il riscaldamento. Siamo in una crisi cronica!

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