Se n’è andata Vincenza, madre coraggio. Una eredità per tanti

Il coraggio della denuncia, quando non se ne può più, per salvarli dalla spirale della tossicodipendenza.Ed è quello che 40 anni fa fece a Matera mamma Maria Vincenza, denunciando i suoi figli che cominciarono un percorso risolutivo in una comunità terapeutica. Gianni Maragno ricorda il gesto di quella donna, che venne ribattezzata ‘’madre coraggio’’. Un gesto raro, ma che ebbe un seguito anche in altre regioni del BelPaese e a creare i presupposti di una rete di aiuto, ascolto, tra famiglie, volontariato, enti pubblici. Oggi le ‘’tossicodipendenze’’ coinvolgono altre situazioni e stili di vita che spingono ad eccessi per diverse fasce di età. Il sacrificio di Maria Vincenza resta un esempio di volontà, coerenza e sacrificio che serve a trovare una risposta, soprattutto quando si è alla disperazione. E la scelta di un quadro di Picasso, ”MAdre con bambino”, per il servizio, fa leva sulla forza dell’amore

IL RICORDO DI MARIA VINCENZA
Ieri in TV su RAI Cinema hanno trasmesso Beautiful boy, un film sul tema della droga, non a lieto fine, prodotto da Brad Pitt! Il 16 giugno scorso meno di una settimana fa è scomparsa all’età di 88 anni una grande donna, Maria Vincenza Maragno (Vincenzella), vedova Dicecca. Cugina di primo grado dei nostri genitori. Vincenza rimase ben presto vedova, il marito perse la vita a seguito del ribaltamento del trattore che stava conducendo e lasciò tre figli in tenera età. I due maschi Eustachio e Gianni vennero risucchiati nel vortice della tossicodipendenza e, per quanti sforzi la madre facesse non ne venivano fuori. Fù così che Vincenza prese il coraggio a due mani e denunciò entrambi i suoi figli per le violenze a cui la sottoponevano quotidianamente ed in una indimenticabile intervista al TG1 della RAI sul finire degli anni ’80 del secolo scorso, fece commuovere con la sua semplicità e il suo coraggio l’Italia intera. L’appellativo di madre coraggio che ne seguì, le calzava a pennello e, ben presto, la solidarietà dei materani e l’impegno delle istituzioni fecero sì che i ragazzi di Vincenza venissero avviati in comunità di recupero. Furono tempi molto duri per Vincenza che da sola e con pochissimi mezzi dovette affrontare una difficilissima situazione, ma alla fine i suoi figli riuscirono nell’impresa di disintossicarsi dalle droghe e costruire una vita normale. Sono entrambi felicemente sposati, hanno figli, lavorano onestamente ma hanno abbandonato Matera.

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