Che la grazia concessa a Nicole Minetti, la famigerata igienista del defunto Silvio Berlusconi, divenuta famosa per aver raccontato la balla in Questura di “Ruby nipote di Mubarak” (al fine di far rilasciare questa minorenne del giro “bunga bunga” del pregiudicato ex cavaliere) si basasse su fondamenta discutibili era subito balzata agli occhi. Nonostante la notizia fosse stata tenuta segreta e svelata dopo alcuni mesi dal programma Rai “Mi manda Raitre”. Alle prime critiche -per un trattamento apparso subito di favore tenuto conto delle centinaia di casi simili nemmeno istruiti e/o portati all’attenzione del Capo dello Stato- si è alzato subito il muro dei protettori di questa ex dell’entourage delle olgettine. Meno male che nell’ambito della libera stampa c’è chi non si fa intimidire e fa fino in fondo il suo mestiere andando a scavare dietro a ciò che si è voluto far credere. Nel caso specifico lo si deve a Il Fatto Quotidiano che ha svelato come La Minetti non avrebbe per nullo dismesso l’attività che praticava all’epoca. E che addirittura intono alla figura della persona minorenne meritevole di cura e posta alla base della richiesta di grazia la situazione sia alquanto torbida. Tutte notizie riprese anche da altri organi di informazione che hanno destabilizzato il quadro prospettato dal Ministero della Giustizia al Capo dello Stato nella pratica in questione. Al punto che, come riportano in queste ore le agenzie di stampa (Fonte ANSA): “L’ufficio stampa del Quirinale comunica che la presidenza della Repubblica ha inviato, in data odierna, la seguente lettera al ministero della Giustizia: “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa“. Chi ha mischiato le carte per indurre Mattarella a concedere la grazia?

Ma è revocabile il provvedimento di grazia presidenziale? Secondo il professore Alfonso Celotto, ordinario di diritto Costituzionale all’università Roma Tre, così come riportato dall’ANSA : “In linea di principio non lo sarebbe. Lo disciplina l’articolo 681 del codice di procedura penale ed anche l’articolo 87 della Costituzione. Tuttavia, trattandosi di un provvedimento eccezionale, va comunque valutata la sussistenza dei presupposti e tutta la situazione generale.Va capito bene se la grazia sia stata concessa su presupposti erronei e se quindi a quel punto diventa revocabile o modificabile”. In quanto, spiega il costituzionalista: “è un principio generale del diritto quello dell’atto uguale e contrario, cioè non si può mai escludere che ci sia spazio per far venire meno una grazia se si scopre che la grazia era stata concessa sulla base di presupposti non sussistenti o non conferenti”. E la casistica sarebbe proprio questa nel caso in ispècie. Vedremo quali spiegazioni verranno fornite al Presidente Mattarella.

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.