Il mio nipotino di 8 anni ha messo il broncio, ai suoi genitori, perché in terza elementare avrebbe voluto cambiare lo zaino, ancora nuovo, con uno del personaggio dei cartoni animati del momento.

Costo?  Ottanta Euro.

Non è stato accontentato (meno male, dico io) ma l’episodio mi serve per  fare una riflessione . Una semplice equazione : scuola –uguale- business.

Già, perché ad ogni inizio di anno scolastico, prim’ancora di parlare dei docenti, della qualità didattica, dei problemi di razionalizzazione si parla di caro libri e di spese esose per le famiglie italiane, correlate all’istruzione dei propri figli.

A tal proposito alcune soluzioni suggerite dall’Ugl di Matera:

“Siamo all’inizio dell’anno scolastico 2016/2017, puntuale torna il problema del caro-libri: nella provincia di Matera in difficoltà 7 famiglie su 10 e circa il 70% delle famiglie subirà l’aumento dei prezzi per i materiali scolastici. Per l’Ugl, ridurre i costi sempre eccessivi dei libri scolastici, sarebbe importante dotare tutti gli studenti di un tablet o di un ipad (acquistati dalle famiglie ma ordinati in gran numero in modo da poter ottenere uno sconto) su cui scaricare libri in formato ebook o pdf, più economici e più leggeri.” 

Lo sostiene il segretario dell’Ugl di Matera, Pino Giordano.

Per il sindacalista, “senza interventi, si spenderanno 200 euro in più rispetto allo scorso anno. I libri dovrebbero essere di proprietà della scuola e dati in dotazione agli studenti all’inizio dell’anno scolastico con l’impegno di essere restituiti in buone condizioni alla fine o pagare una penale. Non sarebbe possibile applicare una politica diversa per estromettere tale sistema gravoso sulle famiglie? In Gran Bretagna – prosegue Giordano – usano questo sistema dei libri di proprietà scolastica, perfino nelle scuole private, dove e’ anche possibile ottenere borse di studio del valore del 100% delle tariffe per studenti meritevoli che provengono da famiglie disavantaggiate. Mentre in Italia le norme e i tetti di spesa non vengono mai aggiornati da parte del Ministero dell’istruzione non migliorando la situazione, sempre più segnalazioni di rincari giungono all’Ugl da diverse famiglie secondo cui spenderanno in più rispetto allo scorso anno per mandare i figli a scuola, esempio: una cifra media per un alunno di primo liceo è pari a 799 euro per l’acquisto di libri e dizionari. I quaderni, la cancelleria e tutto il materiale scolastico dovrebbe essere anch’esso provveduto dalla scuola. La spesa preoccupante riguarda i libri scolatici (41%), la cancelleria e gli accessori (30%) e gli abbonamenti ai mezzi pubblici (20%). Allora l’Ugl consiglia per risparmiare, evitando la stangata ammortizzando le spese – conclude Giordano –, nell’acquistare libri usati, rivolgersi alla grande distribuzione organizzata, acquistare i testi da librerie online e vigilare sul rispetto delle norme da parte degli istituti scolastici: potrebbero essere le soluzioni più consigliate.”