Capita a tutti, quotidianamente, di andare dal nostro fruttivendolo di fiducia e mentre questi riempie il sacchetto della frutta che abbiamo scelto di dire. “quella no! Mettimene un’altra”.

E questo semplicemente perchè quel frutto ci sembrava troppo piccolo, troppo ammaccato o semplicemente poco piacevole alla vista.

Un semplice gesto, quello dello scarto, che racchiude tantissimi sprechi che potrebbero essere evitati se solo non volessimo portare sulle nostre tavole la perfezione (che poi in natura non esiste) ma solamente la genuinità ed il sapore.

   Ed è così che, ogni anno un terzo della produzione di frutta e verdura – 50 milioni di tonnellate – viene scartata prima ancora di arrivare sotto gli occhi dei consumatori, solo perché non rispecchia certi standard estetici di forma e dimensione o perché “segnata” da eventi naturali come vento e grandine. Tutto questo senza pensare che la coltivazione di quelle tonnellate di frutta e verdura costa anche in termini di energia, risorse e, dunque, di “impronta” ambientale.

               Ed è da queste considerazioni e riflessioni che nasce WhyNok il primo movimento italiano nato per sensibilizzare all’imperfezione e per combattere lo spreco nei campi. E’ partita, già da qualche mese e con ottimi risultati, dalla Puglia la Startup WhyNok, “l’urlo della terra” che chiede di essere amata con altri occhi, ideata da Lucrezia Argentiero, giornalista filmaker, viaggiatrice per passione e per lavoro, da sempre attenta alla terra e all’ambiente.

«È un delitto buttare I’imperfetto che è ugualmente buono e quindi perfetto per tutti » – dice l’ideatrice del progetto.

«Questa campagna di riflessione me la impone la coscienza, – continua Argentiero – me la impone il clima che cambia, me la impone quel sudore di chi la terra la coltiva con passione e amore. Me la impone mio padre che mi ha insegnato a non giudicare dalle apparenze, a non fermarmi solo con lo sguardo ma a tastare, provare, assaporare a vivere senza luoghi comuni, senza limiti».

  Il movimento parte da un logo. Una parola nuova. Una domanda che contiene già una risposta: WhyNok? Perché No? Dove il no diventa Ok. WhyNok? é un’incitazione. È un invito a guardare con occhi diversi e a non “sprecare”. La qualità di un prodotto della natura non ha a che fare con la vista e quantomeno con la bellezza, ma con tutti gli altri sensi. La bontà è dentro. È solo coperta da un vestito. E talvolta indossa “abiti” sgualciti dal sole, dal vento, dalla pioggia e dalla grandine. Bisogna smettere di pensare che bontà e qualità siano solo sinonimo di perfezione.

«L’Imperfetto è un valore che deve rientrare nelle nostre abitudini quotidiane, in famiglia, al lavoro, nei ristoranti, nelle scuole, nella vita» – afferma Michele Bruno, medico-gastronomo, presidente di Puglia Expò e ideatore del Mercatino del Gusto di Maglie che ha sposato appieno il progetto WhyNok? collaborando con l’ideatrice – «da qui la necessità di portare il consumatore ad un’ulteriore consapevolezza».

 «Per accettare l’imperfetto dobbiamo abituarci e fidarci. Solo così non “scarteremo” più con gli occhi», sono le parole di Pierangelo Argentieri, ideatore di Hortus. Anche lui fra i partner sostenitori.

Tante le iniziative che verranno portate avanti con il progetto WhyNok?. Punto di partenza è creare una rete. Riunire le aziende agricole e chi si occupa di ristorazione per ricucire quello strappo troppo netto tra produzione e consumo. Saranno loro i primi testimonial del movimento.

Il primo grande evento si terrà a marzo del prossimo anno con il nome “La Settimana dell’Imperfezione” e vedrà coinvolta la Puglia eno-gastronomica, da nord a sud. Protagonisti della kermesse i prodotti “brutti ma buoni” preparati da chef attenti e sensibili che porteranno in tavola un menu fatto di bontà e imperfezione.

WhyNok? entrerà anche nelle scuole, luoghi privilegiati per svolgere un’azione educativa, formativa e informativa, per far conoscere il calendario della stagionalità, per scegliere frutta e verdura giusta al momento giusto e per sensibilizzare alla bellezza dell’imperfezione.

E non solo. WhyNok? ha bisogno di ognuno di noi.

            Nello shop online è possibile acquistare uno dei prodotti della linea I’mPerfect – #sonoperfettomanessunolosa con originali ed estrosi soggetti creati dall’arte di Valentina D’Andrea, designer pugliese. Disegni innovativi dai colori forti e d’impatto, perfetti per conquistare la sensibilità di tutti e aggiungere un tocco fashion. In vetrina, anche una linea di t-shirt dai soggetti minimal, in bianco e nero, con le illustrazioni originali realizzate dalla vignettista per passione Claudia Ciampitti. Indossando una maglia, portando in giro la bag della spesa o prendendo nota sui quaderni WhyNok? si potrà diventare così ambasciatori di una filosofia di vita; si potrà portare in giro un messaggio universale e ciascuno in prima persona diventerà divulgatore dell’I’mPerfezione che ha in sé la perfezione.

Il sogno di WhyNok? Sta tutto nella fogliolina verde imperfetta che ricorda la forma del Continente più povero. Quella fogliolina è simbolo della speranza: ridurre lo spreco e far entrare nelle case dei consumatori la frutta e verdura “imperfetta”.

 

Tutti i dettagli e le informazioni sono sul sito www.whynok.com punto di partenza per sposare la filosofia e scoprire come fare per mettersi in contatto e unirsi alla rete. «Siamo appena partiti, anche con una pagina Facebook e un account Instagram e abbiamo già tanti partner che appoggiano e condividono il nostro credo» – conclude Argentiero, l’ideatrice – ma siamo ancora all’inizio. Dobbiamo crescere. Unirci. Dobbiamo “lavorare” tutti assieme. Ascoltare il grido d’aiuto della nostra terra. Ce lo chiede Madre Natura».