La Porta di san Nicola del Sole è l’oggetto del nuovo colpo di genio di anonimi costruttori di muri.
Non so in quale altro centro storico si vanti la maestria.. di murare da un giorno all’altro nientemeno che un arco monumentale.
Senza un papiro o uno straccio di spiegazione.
Il transito pedonale sulle scale di questo gomito di Sassi, subito adiacente alla torre Metellana e alla casa di Ortega, è impedito, per sempre?, a materani e turisti.
Chi conosce la strada scende in via d’Addozio/Madonna delle Virtù, in compagnia dell’immancabile traffico veicolare.
Gli altri tornano perplessi sui loro passi.
Non compaiono avvisi o tabelloni di inizio lavori.
È minacciata la circolarità dei passaggi, costitutiva dei Sassi, già ridotta da usurpazioni di scalinate durante gli anni.
E si oblitera così anche un segmento di gran valore paesaggistico. Questo tratto di via san Nicola del Sole è disabitato, privo di attività commerciali (quella subito adiacente è Sextantio), eppure a vista d’occhio non è messo peggio della media.

Ma la logica mercantile dice che, se non rende, non vale momentaneamente un quattrino bucato.
E in futuro? Qui si covano progetti? E non ci si venga con narrazioni di passate occupazioni da parte di un Nerone de noantri, ripeto 1 unità abusiva, che accendeva dei falò di notte – il pericolo lo si conosceva da tempo, e comunque il piromane ora non c’è più. Semplicemente: chiunque siate, prima di metter mano alla cazzuola, parlate finalmente la lingua chiara della democrazia. Le finalità delle opere pubbliche devono essere dichiarate, e mostrate anche in sito – ufficiali o ufficiose, costruttive o distruttive che siano!
In questo caso, sembrano solo oper/ette ostruttive! Saremmo lieti del contrario.


La mia fatica di Sisifo è stata occuparmi da sempre del fenomeno lingue.
Le ho studiate in Germania e Irlanda, per poi lavorare come traduttore.
Con tutta l’ammirazione per le virtù del medium, non sarò mai un giornalista, di quelli che dicono della loro professione: “Meglio che lavorare”.
Non fa per me la separazione ipocrita di fatti e opinioni.
Credo nella dialettica e nei dialetti, nella laboriosità del pensiero lento.
La forma è contenuto, e si lascia cesellare fino a dare il più grande risalto alle idee che, si spera, hanno in sé la verve per salvarci.
Ci vorrà del lavoro a riempire il baratro di apatia in cui è precipitato il pensiero.