Tra competenze, incompetenze e desiderata alla vigilia della ripresa della scuola c’è sempre qualcosa che non quadra tra sorprese e tentativi di far quadrare i conti, che alla fine saltano. E son dolori con levate di scudi da parte di quanti sono stati toccati da manovre, diktat e deliberati  con tanto di firma e bollo, senza ascoltare i diretti interessati. La vicenda della Nicola Festa segnalata dal consigliere comunale ‘’indipendente’’ Antonio Sansone e il cliccatissimo servizio di Vito Bubbico sui  ‘’Ladri d’aule’’ la dicono tutta di come le parole ‘’programmazione’’ e ‘’confronto’’ sono diventate come l’araba fenice o quasi.  A rimetterci sono allievi, docenti, famiglie e quanti vorrebbero che a scuola risuoni ben altra musica. Sansone, che segue la Festa da sempre e ora con un ruolo di responsabilità, dice la sua e batte i pugni sul tavolo, citando quello che Comune, Provincia e altri si erano impegnati a fare. La realtà, come leggerete dalla nota che segue, è un’altra.  Quelle aule, comunque, non si toccano. Servono alternative. A pochi metri, è un’idea, c’è il vecchio plesso della ex scuola media Alessandro Volta in attesa di destinazioni d’uso. Cambiare musica si puo’… E lunedi 27 agosto consiglio comunale nella sala consiliare della Provincia. Coincidenze? Dibattito aperto.

 

GIU’ LE MANI DALLA NICOLA FESTA

 

Non è la prima volta che, durante i mesi estivi, magari a cavallo di ferragosto, si tenti di prendere decisioni strane, molto spesso non corrette, e di cavalcare l’opinione pubblica con improbabili articoli su quotidiani che denunciano cose e responsabilità che non trovano verità.

E’ il caso dell’articolo pubblicato lo scorso 23 agosto dal Quotidiano in cui venivano evidenziate criticità di spazi scolastici, in particolare da parte del Liceo Musicale, che chiedevano al Comune sei nuove aule alla scuola media Nicola Festa. Spazi che numericamente, avendo contezza essendo anche componente del Consiglio di Istituto del Comprensivo,  non esistono assolutamente.

Il disperato tentativo dell’ente Provincia, a cui fanno capo le strutture gli istituti superiori, e sotto pressione del  dirigente scolastico del Liceo Musicale di sottrarre altre 6 aule alla scuola Media Festa lo trovo scorretto e imbarazzante.

Lo trovo anche pericoloso poiché beni dell’amministrazione comunale, patrimonio cittadino, possano essere ceduti a fronte di inadempienze dell’Ente Provincia.

Vorrei ricordare a me stesso e ai lettori che, in materia di edilizia scolastica, gli oneri per le scuole superiori sono a carico delle Province e per le scuole dell’obbligo del Comune.

Vorrei altresì rammentare a qualcuno che i dati dell’insufficienza dei locali delle scuole Secondaria Superiore di Matera, per sostenere le proprie esigenze, sono già noti da febbraio 2018.

Troppo semplificativo ora, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, far scoppiare una ‘bomba mediatica’ che celano palesi inadempienze di qualche Ente rimettendo nelle mani dell’Amministrazione Comunale e di riflesso nella scuola media Festa una patata bollente da pelare. Dove è scritto, chi l’ha detto che sia esclusivamente la Nicola Festa a farsene carico, in quanto scuola geograficamente più vicina? Visto che ci siamo e per chi non lo sapesse, la Nicola Festa ha già ceduto “provvisoriamente” negli ultimi 7 anni un’intera ala allo stesso Istituto, in compensazione di altri locali contigui ancora non resi.

La scuola media Nicola Festa ha due caratteristiche specifiche: è una scuola media ad indirizzo musicale e ha una tipologia di tempo prolungato unica nella città di Matera. Più in generale la scuola media dell’obbligo accoglie ragazzi in una età molto critica, in cui ci si occupa della crescita e dello sviluppo della persona, in cui occorre mettere in atto strategie didattiche, pedagogiche, umane e culturali le più diversificate per ottenere il benessere dei ragazzi. I ragazzi vengono aiutati nella loro crescita nel modo più sano possibile, sviluppando in ciascuno di essi l’amore e il rispetto per l’educazione scolastica.

Ingredienti che si possono ricercare esclusivamente nella passione per il proprio lavoro, nelle risorse, mezzi strumentali e spazi.

Esatto, gli spazi!

Gli ambienti di apprendimento non sono semplici locali ma luoghi in cui saper suscitare e collegare cognizione ed emozione.

Ritengo indecoroso (per non dire altro) questo tentativo di defraudare la Nicola Festa di questi mezzi vitali, necessari per adempiere alla propria missione educativa.

Qualcuno parla di numeri per sostenere le proprie richieste.

Se si scende per questo sentiero, credo che i numeri, nonostante un calo demografico della popolazione scolastica cittadina riconducibile alla prima media, si rischia di inciampare e ruzzolare rovinosamente.

Il nostro istituto ha invece retto egregiamente se si tiene conto che a Matera ci sono sette scuole medie e che il nostro bacino di utenza include circa 1/4 del territorio comunale con  6 classi terze in uscita e 5 classi prima in entrata.

Diabolico sarebbe e non da sani educatori fare i conti partendo dall’assioma 1 classe = 1 aula.

Chi sarebbe in folle da costringere un ragazzo di 13 anni a stare in un unico locale scolastico per 5/8 ore al giorno? Oppure fare lezione di pianoforte nella stessa aula dove studia matematica? O che debba consumare il pasto della mensa nella stessa aula dove studia storia? Glielo chiediamo magari alle ASM?

Ma, soprattutto, come possiamo sottrarre a ragazzi con Bisogni Educativi Speciali spazi vitali?

La storia della Nicola Festa non devo raccontarla io, ha una suo glorioso passato e un presente di tutto rispetto, come del resto tutte le scuole materane.

Evito di perdermi in elenchi lunghi e copiosi di vari premi regionali e nazionali avuti, che non sono altro che il riconoscimento dell’ abnegazione di tutti gli attori che quotidianamente lavorano con serietà per formare i nuovi cittadini.

La storia, per favore, non si cancella. Si cerchino altre soluzioni che rispettino i ruoli di tutti senza inutili entrate a gamba tesa da parte anche di soggetti simili.

Anche il nostro Sindaco, già interpellato nel settembre 2015, ebbe a dichiarare, verificando  in prima persona insieme a tecnici comunali, l’impossibilità di cedere spazi inutilizzati dalla Nicola Festa.

Nulla è cambiato, perché insistere nuovamente?

Ultima cosa ma non ultima per importanza e per completare la ricostruzione dei fatti.

Nello scorso Consiglio di Istituto del 6 luglio è stato approvato il secondo punto all’ODG, che recitava: “Approvazione Piano di utilizzazione degli edifici scolastici e di uso delle attrezzature, ex art. 94 del 
D.P.R. (rectius D. Legisl.vo) n. 297/1994 (così come modificato dall’art. 12, comma 4, della Legge n. 
23/1996). “

A valle della delibera il Consiglio si esprimeva in questi termini:

“…Dando altresì mandato al Dirigente scolastico di adottare di tutti i provvedimenti attuativi del suddetto Piano…È, altresì, delegato a porre in essere qualsivoglia atto o procedura finalizzati ad impedire che i locali dell’istituzione scolastica siano distolti dalla destinazione d’uso loro impressa.
Non esistendo locali vuoti e/o inutilizzati e/o sottoutilizzati, qualsiasi cessione di spazi a terzi (anche ad altre istituzioni scolastiche) porrebbe l’Istituzione scolastica nella seria difficoltà di assolvere alla sua funzione istituzionale, compromettendone la capacità di garantire l’offerta formativa, con grave lesione del diritto allo studio dei suoi allievi”.

 

Mi auguro si possa trovare una soluzione vantaggiosa per tutti senza ledere però i diritti di nessuno, tantomeno quelli della Nicola Festa. Anche la politica faccia la sua parte, mantenendo gli impegni presi, salvaguardando diritti e beni dei propri cittadini.

Personalmente come genitore di un alunno prima, componente del Consiglio di Istituto della Nicola Festa poi e per finire come amministratore della comunità materana, garantirò in tutte le sedi il mio impegno – insieme ad altri genitori – affinché vengano rispettate tutte le norme e vengano garantiti i diritti dei nostri ragazzi.

 

 

Matera 24 agosto 2018                                                         Antonio Sansone