Non ne facciamo una questione di campanile, ci mancherebbe altro, visto che i dati sulla migrazione sanitaria sono una costante a Potenza, Matera e in altri centri della Basilicata, ma i nodi sono venuti abbondantemente al pettine e la situazione è diventata insostenibile e nè può essere affrontata con argomenti propagandistici e velleitari con le ingenti risorse destinate all’avvio della Facoltà di medicina per ”rilanciare la sanità lucana”. Quei fondi servirebbero e servirebbero piuttosto, visto che quelli delle royalties del petrolio scarseggiano, per dare risposte concrete – insieme ad altre disponibili- per abbattere i tempi lunghi delle liste attese, riorganizzare servizi e funzioni ospedaliere, ripristinare la medicina del territorio della quale si sente una grande necessità sopratutto nei piccoli centri o mettere mano a quel piano vaccinali che ci vede in forte ritardo. Per questi motivi i segretari territoriali dei Pensionati di Cgil, Cisl, Uil, con il sostegno dell’organizzazione confederale faranno sentire forte la voce – giovedì 15 ottobre alle 10.00- con un presidio di ”pensionati e di pensionate’ a Matera, davanti alla sede dell’Azienda sanitaria. Una protesta in ”sicurezza” come vogliono le norme anti covid 19 e davanti a un ente subregionale privo – volutamente- di un direttore generale in vista di una riorganizzazione che , auspichiamo non passi, ma sulla quale è bene vigilare e attendere atti concreti. Nel frattempo occorrono riposte su questioni di vitale importanza, come hanno ribadito nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa i segretari Angelo Vaccaro (Spi Cgil), Enzo Zuardi (Fnp Cisl), Carmine Vaccaro (Uil Pensionati), partendo proprio da Matera dove si è interrotto il confronto con l’Azienda nel maggio scorso sulla riattivazione di servizi e prestazioni, con proposte operative e sull’impiego di risorse per risolverli, come è stato già fatto anche con la Regione Basilicata. Oggi la situazione è peggiorata e ha bisogno di soluzioni urgenti e non più rinviabili’.

Nel manifesto che pubblichiamo più avanti considerazioni di quello che non va e delle richieste, come l’ abbattimento delle liste di attesa per visite e prestazioni specialistiche, attivazione di misure per la medicina del territorio e dell’assistenza domiciliare, sollecitando l’indicazione di un cronoprogramma per lo smaltimento delle liste di attesa rivedendo il modello organizzativo e procedendo ad assunzioni. C’è poi, aspetto non trascurabile, il riordino della rete ospedaliera covid 19 per l’incremento delle unità di terapia intensiva e delle aree di assistenza ad alta intensità di cura. Cgil, Cisl e Uil Pensionati hanno chiesto che venga definito il piano influenzale 2020-2021- in ritardo di programmazione rispetto ad altre regioni. che ricomprenda anche le vaccinazioni antipneumococcica ed herpes zoster, anche in funzione di prevenzione per l’epidemia da covid 19 in atto. E il ripristino e la garanzia della continuità del progetto di sorveglianza sanitaria – attualmente sospeso-del lavoratori ex esposti amianto.

” La protesta – ha esordito il segretario dello Spi Cgil, Angelo Vaccaro- non è un fulmine a ciel sereno. Abbiamo avviato un confronto con tanto di proposte operative per smaltire le liste di attesa. Una fase che si è interrotta e ora la situazione è peggiorata. Covid 19 a parte in Basilicata si muore perchè non ci si può curare, perchè non si effettuano esami preventivi, terapie. Manca una cornice regionale . Si procede con annunci e risposte provvisorie e precarie. Non si puo’ continuare così. E serve mettere mano alla medicina del territorio, vista la fragilità della popolazione anziana e di altre categorie sociali. Ci sono risorse e strutture per intervenire. Ma non perdiamo altro tempo. Così come per il servizio- oggi sospeso- sulla sorveglianza degli ex esposti all’amianto che solo nel Materano ha monitorato 2500 lavoratori, diagnosticando 70 tumori polmonari e 300 malattie professionali asbesto correlate denunciate all’Inail”.

Da un Vaccaro Angelo all’altro a Carmine, segretario Uil Pensionati. ” Il grido di allarme dei pensionati e dei cittadini lucani – ha detto Carmine Vaccaro- rischia di trasformarsi in una tragedia sociale senza precedenti. Il diritto a curarsi con la Sanità pubblica continua a non avere risposte. Non è possibile. Occorre intervenire con una programmazione precisa e organica sulle cose da fare. Le risorse ci sono ma non vediamo volontà e decisioni nell’affrontarle. Rischiamo che la Basilicata diventi, a giudicare dagli studi statistici, una grande Casa di riposo. Attendiamo che sulla autosufficienza si metta la parola fine. Ci sono progetti e figure, come il villaggio della terza età o l’infermiere di comunità, che possono contribuire a dare risposte per la medicina del territorio’.Ma occorre tanto buon senso”. Buon senso e volontà politica, che ancora non si è vista, aldilà dell’emergenza coronavirus, nel cambiare rotta nelle scelte e nella programmazione della sanità regionale che ha esigenze e specificità diverse nei diversi comprensori. L’accentramento di funzioni, come abbiamo abbondantemente visto in questi anni, non paga e alimenta la migrazione sanitaria e di valide figure professionali che non trovano condizioni ottimali per lavorare. Enzo Zuardi (Fnp Cisl) nel ricordare perchè si parte da Matera, non escludendo che si possa farlo anche altrove, a cominciare dalla sede della Regione, ha ricordato i paradossi delle liste di attesa e il calvario di tanti lucani che si rivolgono al Cup. ” Avevamo un arretrato di 754.000 prestazioni, 130.000 delle quali in provincia di Matera- ha ricordato Enzo Zuardi- ma la situazione è peggiorata. Finora non si è mosso nulla. Non si può attendere oltre. Matera è un primo passo. Guardiamoci intorno e pensiamo ai piccoli centri, dove non c’è nemmeno il medico di base a fronte di una popolazione anziana che ha bisogno di terapie, di assistenza.La Regione non può continuare a far finta di nulla sulla domanda di servizi socio sanitari del territorio. E in proposito sollecito a intervenire sullo status delle case di riposo, che devono essere accreditate – e con tutte le verifiche di affidabilità e monitoraggio che la cosa comporta- e non autorizzate”. Parole sante. Ma serva una svolta. Che parta da Matera. Chissà.Siamo realisti come San Tommaso…

IL TESTO DEL MANIFESTO

Di seguito il documento integrale con le motivazioni della protesta in programma il 15 ottobre a Matera

Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Uil di Matera e Basilicata denunciano con forza la totale inadeguatezza della Giunta Regionale nel definire e mettere in atto – a distanza di più di cinque mesi dalla conclusione del cosiddetto lockdown sanitario – una strategia precisa di indirizzo e sostegno alla ripresa, in sicurezza, delle attività di specialistica ambulatoriale, dei ricoveri ospedalieri e delle attività socio sanitarie.
Si aggiungano l’inerzia e la mancanza di iniziativa che hanno caratterizzato l’operato delle Direzioni strategiche delle Aziende Sanitarie, per la mancata adozione di piani di riorganizzazione di strutture e servizi,non sempre giustificate dall’assenza di chiare linee guida regionali.
Ciò ha concorso a determinare – sommandosi agli effetti del blocco del periodo precedente -, nella nostra Regione, una condizione di fatto di denegata tutela della salute, nonostante l’impegno e l’abnegazione dei tanti operatori e professionisti sanitari, con conseguenze pesanti sui pazienti cronici, oncologici, pluripatologici e più in generale sulle fasce di popolazione più anziana e socialmente più debole.

Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Uil rilevano, in particolare, i gravi ritardi che ancora persistono nell’adozione dei seguenti atti di governo regionale:

– il Piano per il potenziamento dell’assistenza socio sanitaria territoriale e domiciliare, per la sorveglianza attiva presso le strutture residenziali per anziani, l’assistenza domiciliare non solo a pazienti affetti da COVID 19 e in isolamento ma anche a disabili, con dipendenze patologiche, e in generale con fragilità; per il reclutamento delle infermiere di famiglia e il potenziamento delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale);

– il Piano di riordino della rete ospedaliera COVID 19, per l’incremento delle unità di terapia intensiva e delle aree di assistenza ad alta intensità di cura, la ristrutturazione dei pronto soccorso con aree dedicate e la separazione dei percorsi, l’acquisto dei mezzi di trasporto dedicati e l’assunzione di personale medico ed infermieristico;

– il Piano operativo regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa.

In ultimo, ma non per importanza, Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Uil stigmatizzano il comportamento della Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria di Matera per aver interrotto, nonostante le reiterate richieste e solleciti, il percorso di confronto avviato a fine maggio scorso, con al centro i temi della riattivazione e riorganizzazione dell’offerta di servizi e prestazioni, alla luce dei dispositivi di sicurezza anti COVID 19, e ne rivendicano la ripresa e l’allargamento anche ai sindacati confederali e di categoria dei lavoratori della sanità sui seguenti punti prioritari:

– la definizione di un programma straordinario di smaltimento delle liste d’attesa per prestazioni ambulatoriali specialistiche e ricoveri programmati che si sono accumulate da marzo ad agosto, con l’indicazione di un crono programma relativo ai tempi di realizzazione, il modello organizzativo e le risorse necessarie, e al contempo la riapertura di tutte le agende di prenotazione da riportare progressivamente nei tempi massimi di attesa, per classi di priorità, previsti dal Piano aziendale adottato lo scorso anno;

– la definizione del Piano di vaccinazione antinfluenzale 2020/21 – che ricomprenda anche le vaccinazioni antipneumococcica ed herpes zoster – anche in funzione di prevenzione e contrasto dell’epidemia in atto, per evitare i rischi di sovrapposizione virale, con il pieno coinvolgimento della rete dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, accompagnato da un piano di comunicazione, informazione e promozione, ed un correlato progetto di potenziamento dell’organico del Dipartimento di prevenzione aziendale;

– il ripristino e la garanzia della continuità del Progetto di Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, in ragione della grande efficacia conseguita sul terreno della prevenzione, con una platea di 2.500 lavoratori, regolarmente sorvegliati con una cadenza almeno biennale, 70 tumori polmonari diagnosticati in fase precoce e 300 malattie professionali asbesto correlate denunciate all’INAIL.

Per l’insieme delle ragioni sopra esposte e per sostenere le proposte evidenziate, Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Uil indicono, per giovedì 15 ottobre 2020, con inizio alle ore 10,00, una manifestazione di pensionati e cittadini, che si svolgerà nelle forme di un presidio presso l’accesso della sede dell’Azienda Sanitaria di Matera, in via Montescaglioso, e negli spazi antistanti gli uffici.

La manifestazione si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza anti COVID 19.