Le nozze con i fichi secchi si possono anche fare, ma poi i convitati restano delusi e decidono di dove, come e con chi banchettare. Ed è quello che sta accadendo su qualità e quantità dei servizi in Basilicata, con risultati sempre più deludenti e con una migrazione sanitaria consolidata da Potenza a Matera, da Policoro a Melfi, da Lauria a Viggiano. Non c’è affatto da meravigliarsi e l’epidemia ha messo a nudo gli errori fatti con opportunismo, mediocrità e presunzione dai governi territoriali che si sono avvicendati nella gestione della sanità regionale. E cosi in Basilicata, dove il peso contrattuale e di confronto delle due province, piaccia o no, è totalmente sbilanciato verso Potenza, si sta portando avanti il disegno di accentramento di funzioni ospedaliere, con depotenziamento delle strutture comprensoriali e senza investire dopo i tagli del passato nella medicina del territorio. Il dato è questo e non meravigliamoci se la coperta è troppo corta e se le statistiche, anche quelle dei prossimi mesi, ci collocheranno agli ultimi posti. Il circolo La Scaletta,attento alle problematiche territoriali, si sforza di lanciare un appello a reimpostare, con una programmazione lungimirante e che vada oltre il Campanile, la sanità regionale. E annuncia la presentazione a breve di un rapporto con suggerimenti, proposte e percorsi per “salvare il salvabile” e rilanciare il sistema sanitario di Basilicata. Al momento, scusanti ed emergenze da epidemia da virus a corona a parte, non abbiamo visto da parte della Regione alcun avvio di confronto con enti,parti sociali e comunità per superare quella “diffidenza” – e non ci riferiamo solo a Matera e al suo territorio comprensoriale provinciale e pugliese- che ha contrassegnato quel disegno, per ora accantonato di giungere all’azienda sanitaria unica ,concentrando i poteri decisionali a Potenza. Occhi e orecchie aperti, pertanto, memori di quanto già accaduto e accade per la spoliazione continua di funzioni e servizi, favorite anche dal silenzio assenso di quanti (ma con le dovute eccezioni) ci hanno rappresentato nei luoghi decisionali. Va avanti, purtroppo, il progetto scellerato e dispendioso di realizzare a Potenza ex novo la facoltà di medicina a numero chiuso con un investimento triennale di 26 milioni di euro di Regione,Università e Ministero della salute. Soldi a fondo perduto da ”Pozzo di San Patrizio” che è opportuno, piuttosto, investire per la salute dei cittadini di Basilicata. E l’epidemia da virus a corona continua a darcene una concreta conferma. I cittadini attendono, ma con tanto scetticismo atti e non solo annunci di cambiamento. Del resto si guarda ai fatti, aldilà della buona volontà – e va riconosciuto- di quanti operano in prima linea.

SANITA’ si……..VA’ CERCANDO
Negli ultimi giorni sono apparsi numerosi articoli ed appelli, sia sulla stampa che sui social, con i quali si denunciano, con preoccupazione, azioni mirate alla riorganizzazione della assistenza sanitaria cui dovrebbe andare incontro l’Azienda Sanitaria Locale di Matera ed il suo presidio ospedaliero Madonna delle Grazie.
Si tenta di portare all’attenzione dei cittadini come l’ospedale di Matera venga sottoposto ad un continuo ridimensionamento delle sue potenzialità operative, con lo smantellamento di unità operative complesse, e delle rispettive dirigenze apicali, al fine di accorpare il tutto nell’ospedale San Carlo di Potenza.
Questi processi così detti di “razionalizzazione” delle risorse investite in sanità hanno un solo fine non dichiarato, ma subliminale, che è quello volto a concentrare in un’unica Azienda il governo della Sanità Regionale.
Anche la recente nomina di un Commissario per l’ASM è stata letta in funzione a tale disegno!
Tutto ciò viene messo in atto in un contesto drammatico per la sanità e per la salute dei cittadini e certamente in netta contraddizione con quanto si auspica che debba diventare la sanità pubblica nell’immediato futuro, alla luce delle grandi criticità che la pandemia ha evidenziato.
In realtà i cittadini vengono sommersi da dati, analisi, letti sempre in maniera diversa che generano solo confusione e sconcerto e che portano a letture sempre diverse.

Il problema non è Potenza o Matera: il problema riguarda tutti i cittadini lucani e una corretta impostazione della politica sanitaria regionale svincolata una volta per tutte da sterili campanilismi e da politiche miopi.
Il Circolo “La Scaletta”, nel solco del suo impegno civile che lo ha contraddistinto in questi anni, nei mesi scorsi ha deciso di redigere un Report, impostato su dati scientifici e legislativi con il supporto di qualificati tecnici del settore, sulla rete ospedaliera della Regione Basilicata che vuol essere un contributo per una lettura corretta dei dati sulla sanità regionale che portano, se letti in maniera fredda ed oggettiva, a visioni sorprendentemente diverse da quelle fino ad oggi “raccontate”.
Sfugge probabilmente a molti che quello che spesso viene rappresentato come una rivendicazione localistica e campanilistica, è invece un grido di allarme per tutto il sistema sanitario regionale!
Il recente Report dell’AGENAS sul Piano Nazionale Esiti, elaborato dal Ministero della Salute ed appena edito nel marzo 2020, documenta in maniera oggettiva ma implacabile come le perfomance sanitarie in Regione collocano la Basilicata negli ultimi posti della graduatoria nazionale per quanto concerne tutta una serie di indicatori, che portano ad una “fuga” dei lucani verso presidi ospedalieri di altre regioni.
Questa deficitaria qualità delle cure erogate in Regione caratterizza tutta l’assistenza sanitaria lucana, a prescindere dalla localizzazione geografica dei presidi ospedalieri.
Il Report sulla Sanità, predisposto dal Circolo La Scaletta che a breve verrà pubblicato, è solo un contributo per provare ad avere un approccio diverso nell’analisi dei dati ed a seguire le riflessioni che emergono dalla loro corretta lettura per provare ad impostare una diversa strategia politica sulla sanità Regionale che abbandoni i facili e miopi “tagli” che non portano ad alcuna vera efficienza del sistema sanitario regionale né a reali vantaggi.
Occorre provare a misurarsi con la sfida di costruire un Piano Sanitario volto alla reale riorganizzazione per provare a migliorare la qualità delle cure erogate ed a coniugare, se possibile, efficacia ed efficienza nella gestione e funzione della Sanità Pubblica della Regione Basilicata.
I cittadini di Basilicata ne hanno diritto.