Riceviamo e pubblichiamo una nota integrale dell’Associazione S. Giovanni da Matera a sostegno della creazione di una fondazione no-profit per la realizzazione di un centro poli-valente socio-assistenziale in agro di Marconia.

Bisogna pensare in grande per  sentirsi Giganti ! Questa frase sembra rappresentare molto bene il progetto che muove dalla volontà del sig. Michele Cornacchia, titolare di un fondo ricadente nel territorio di Marconia, di realizzare, un Centro integrato socio-assistenziale volto all’accoglienza, la  formazione, la cura, e l’inserimento sociale dell’individuo con svantaggi socio economici di varia natura, attraverso interventi quali la riabilitazione per i diversamente abili, per i soggetti con dipendenze patologiche,  le cure palliative per malati gravi  terminali auto sufficienti,  ovvero accoglienza di rifugiati politici e di esuli da scenari di guerre nello spirito di aggregazione e fratellanza. Per la gestione di questo centro polivalente il sig. Cornacchia ha pensato di ricorrere al modello giuridico della fondazione ONLUS ,in collaborazione con la chiesa locale e/o enti pubblici e/o Istituti Universitari di Puglia e Basilicata, con finalità d’interesse pubblico e senza scopi di lucro .  Come dicevamo questo ambizioso centro polivalente si spera che  possa atterrare in quel di Marconia.  Il sig. Cornacchia ha infatti in animo di donare alla nascente fondazione un terreno di circa 5 ettari che si affaccia sullo splendido e suggestivo “Fosso Lavandaio”.Un area naturalistica di straordinaria bellezza che si pensa di far godere agli utenti del centro polifunzionale avviando una ardita sperimentazione di naturo-terapia destinata ai malati terminali ancora autosufficienti. Il progetto edilizio prevede la realizzazione di una piazza molto capiente che potrà ospitare grandi iniziative all’aperto, di quattro corpi edilizi costruiti con materiali eco-compatibili da destinare alle diverse attività socio-assistenziali, ampio parcheggio e vari laboratori fra i quali una fornace per arte-terapia. E’ prevista anche la realizzazione di una chiesa che il sig. Cornacchia ha espresso la volontà di dedicare al Santo  Giovanni da Matera.

Un santo paradossalmente poco conosciuto proprio dalle nostre parti ma che, stando ad una indagine della CEI, rientra fra i primi 300 santi italiani più venerati in Italia. Ma perché San Giovanni da Matera? Di origini benestanti, si spogliò di tutti i suoi beni per abbracciare la vita monastica. Insomma un precursore di Francesco anticipandolo di un secolo. La sua azione apostolica si  sviluppò su tutto l’arco ionico: da Taranto, in particolare sull’isola di S. Pietro, toccò Ginosa, dover abitò per lungo tempo, attraversando la Calabria e scendendo fino in Sicilia. Peregrinò fra l’altro fra Foggia e Bari e, sul Gargano, fondò la congregazione degli eremiti pulsanesi (detta anche degli scalzi). Congregazione che ebbe in animo quello di vivere in modo ancora più rigoroso la regola Benedettina. Come l’azione apostolica di S. Giovanni da Matera cercò di lenire le ferite spirituali di questa area adriatico-ionica tanto estesa, così la fondazione si propone di lenire il disagio socio-assistenzialee sanitario proprionella stessa area in cui il santo operò. Lo si vorrà fare con lo stesso stile austero ed  in intima unione spirituale con il santo, pur a distanza di 900 anni dalla sua scomparsa. Il centro ambisce a diventare un centro di eccellenza, unico nel mezzogiorno, capace di servire un bacino di utenza così vasto da abbracciare Basilicata, Puglia e Calabriae che potrà produrre decise ricadute occupazionali. E’ inutile dire che questa iniziativa piace a questa associazione, che la considera a tutti gli effetti,il frutto della feconda semina apostolica del santo che ancora lavora nel segreto dei cuori degli uomini a distanza di 900 anni. Ci sono sicuramente delle difficoltà burocratico-amministrative ancora da superare ma si è fiduciosi che l’ambiziosa e lungimirante iniziativa, viste le sue nobili finalità sociali, il suo ancoraggio spirituale al santo, travolgerà sicuramente anche  i cuori degli amministratori.