Paese vivo e risonante di allegria e spensieratezza e, magari, con tanta voglia di far risuonare i ”Campanacci” non solo a Carnevale, ma anche in altri periodi dell’anno. San Mauro Forte, Saint Mauritz come in tanti accostano San Mauro Forte alla nota località turistica svizzera, ha tante potenzialità per fare bene ma occorre dare e darsi una ”vigorosa” smossa di batacchi per una opportunità di rilancio possibile.

E l’artigianato come abbiamo visto con la presenza delle maschere lignee di Sappada (Udine) e le campane a mo’ di palle che risuonavano sul retro del figuranti…è una delle opportunità da mettere in campo. Del resto dopo il valido mest Rocc Giammetta che ha forgiato centinaia di campanacci…servono nuove leve.

E allora un progetto di formazione laboratorio con scuole e imprese va tirato fuori, magari d’estate.


L’agroalimentare è l’altro piatto forte di San Mauro, con una piccola produzione di carni e insaccati locali che fanno la differenza, stessa cosa per pane e biscotti, e poi il rinomato pistacchio.

Turismo? Come no. Il museo Arcieri , la Torre (celebrata anche da un francobollo) e poi l’istituendo museo della chiesa madre al quale sta lavorando con tanto passione don Giuseppe Di Perna possono essere la freccia all’arco della piccola comunità locale, interessata da un calo demografico in caduta libera.

Ne abbiamo parlato con alcuni amici e concittadini e il fenomeno sembra inarrestabile, insieme al dissesto ( ahinoi) che interessa la ”Cavonica” con tutte le perplessità progettuali e di stabilità che ne hanno contraddistinto la storia,fin dalla sua inaugurazione.

Serve uno scossone anche per rivitalizzare il cuore antico. Ci sono palazzi nobiliari di proprietà privata, case e ambienti vari che potrebbero diventare un albergo diffuso, sedi di laboratori,di residenze artistiche.

Soldi a quanto pare non ce ne sono ma si possono offrire incentivi per destare interesse in mezzo mondo. I casi di Irsina e di Rotondella sono esemplari. E allora perchè non fare qualcosa di simile?


C’è da lavorare con i gemellaggi a cominciare da quello con Sappada. In passato ce ne sono stati altri e interessanti ma vanno ”coltivati” e incentivati oltre il Carnevale. San Mauritz può farlo.

Concorsi di idee? Che bene vengano. Rivolgiamo invito a sindaco, Pro Loco, associazioni affinchè attivino questo o altri tipi di percorso. Magari cominciando con il chiedere sostegno ai tanti sanmauresi, devoti a San Mauro Abate,che hanno fatto fortuna altrove e ricoprono ruoli e funzioni importanti in Italia e all’estero. Al lavoro e anagrafe e contatti da ”riattivare” anche sui canali social.

Del resto l’edizione 2020 del Carnevale ha confermato, con la presenza di rappresentanti istituzionali sul palco, la simpatia e l’accoglienza della gente sanmaurese, pronta a dividere la festosità dell’evento anche a tavola per amici e forestieri. Il resto lo hanno -fatto creando il clima giusto di allegria- le squadre di suonatori di campanacci, composti da grandi e piccini. Un premio, un campanaccio per tutti, come ” Zi Leonard” un po’ una colonna della tradizione locale e di esempio per le giovani leve, con le quali ha ruotato, suonato e ”brindato” per le strade fino a notte fonda.