HomeCronacaRocco Petrone e il ritorno alle origini. Simonetti perplesso: fuori il rendiconto

Rocco Petrone e il ritorno alle origini. Simonetti perplesso: fuori il rendiconto

Non è la prima volta che Pietro Simonetti si sofferma sulle celebrazioni dedicate all’anima delle missioni Luna della Nasa, Rocco Petrone, che per cognome ha radici lucane . E l’ultimo evento, celebrato a Sasso di Castalda per il presidente del Cseres è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso tanto sollecitare la presentazione del rendiconto sull’intera manifestazione itinerante. E’ servita? A chi e con quali ritorni? Tutto questo mentre i nostri giovani nell’80 per cento dei casi preferisce iscriversi alle Università di fuori regioni o all’estero. Rocco Petrone avrebbe preferito concretezza e sacrifici, come fece con umiltà e pragmatismo nella sua intensa carriera.

LE RIFLESSIONI DI PIETRO SIMONETTI
A Sasso di Castalda la memoria storica cede il passo all’industria della memoria. Presentata come un “ritorno alle origini”, l’operazione ha tutti i tratti della ennesima trovata d’immagine per consumare il presente e le risorse pubbliche della UE.
Rocco Petrone non ha mai vissuto a Sasso di Castalda. Nato ad Amsterdam (New York) nel 1926 da emigrati lucani, a 17 anni entra a West Point. L’unico contatto con il paese d’origine si riduce a una fugace parentesi di giorni: una breve visita dopo il servizio militare in Germania, prima di rientrare negli USA per laurearsi in Ingegneria Meccanica al MIT di Boston ed entrare, quattro anni dopo, alla NASA.
Tutta la sua vita si è svolta tra Cape Canaveral e il Kennedy Space Center, tra numeri spietati e responsabilità su budget miliardari e vite umane. Petrone non ha mai coltivato legami operativi con il borgo e, com’era prevedibile, nessun discendente americano si è sognato di presenziare alla passerella del centenario inscenata qest’anno Ma quando il protagonista non c’è e la famiglia tace, gli autorefenziali di mestiere fanno cerimonie davanti all’uscio vuoto: targa la pietra e santifica la coordinata catastale.
Si esibiscano le carte sui fondi del POC utilizzati
L’evento è l’ennesima tappa di una kermesse itinerante finanziata con il piatto dei 300.000 euro del bando POC Basilicata 2014-2020 per i Cluster Tecnologici (D.G.R. n. 169/2024). Risorse destinate all’innovazione scientifica e drenate invece per la solita “animazione territoriale”: service audio, allestimenti, tappe da palcoscenico, rimborsi per cortometraggi e varie.

Di fronte a queste cerimonie al “civico delle radici”, e’ doverosa la trasparenza:
Si esibisca subito il rendiconto analitico di come sono stati spesi i fondi regionali in Basilicata,in giro per l’Italia ed in USA.
Si specifichi voce per voce se e quanto è stato effettivamente liquidato per targhe e rinfreschi,concerti,conferenze, gadget, varie ed eventuali anziché sostenere la ricerca reale, sistema produttivo e occupazionale del presunto sistema aerospaziale lucano.
Si indichi il ritorno economico e scientifico misurabile per ogni singolo euro.
Richiamare memoria è troppo.La targa e le altre trovate non serve a Petrone ,ma ad auto-assolvere la classe non dirigente che usa la gloria di un grande nome per coprire la mancanza di politiche e di proprie iniziative concrete per il territorio.
Mentre si fa tutto questo in giro per la Basilicata,in Italia ed in Usa, l’80% dei diplomati lucani si iscrive all’università fuori regione (dati Bankitalia). L’unico vero insegnamento che le istituzioni trasmettono ai giovani celebrando chi ce l’ha fatta all’estero è lo stesso di Petrone: andarsene via il prima possibile e senza voltarsi indietro contemplare il disastro economico,politico e sociale che nutre il declino della regione
Cseres
Pietro Simonetti

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