Delusione tanta e dopo i danni, fisici, che porta ancora addosso, anche quelli morali che fanno male…sopratutto che ora è in pensione e dovrà continuare a curarsi e a rivivere, quanto accadutogli, nelle aule del tribunale Era il 5 settembre 2017 e ”giornalemio.it” come altre testate aveva pubblicato una nota dell’Ordine dei medici della Provincia di Matera, a firma del presidente Raffaele Tataranno, che nell’esprimere solidarietà al dottor Leonardo Trentadue, annunciava https://giornalemio.it/cronaca/ordine-medici-parte-civile-a-difesa-del-collega-trentadue-da-sindaco l’avvio di una campagna di sensibilizzazione e la costituzione di parte civile nel procedimento a sostegno dell’iscritto e collega, Ma così non è stato e nell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, che ha rinviato a giudizio l’aggressore, contestandogli le accuse dell’episodio, l’Ordine nella nuova gestione, non è passato dalle buone intenzioni ai fatti. Trentadue, che è in pensione da pochi giorni, ci è rimasto malissimo sentendosi tradito da una Istituzione e dai suoi rappresentanti nella quale è stato iscritto per 36 anni, dividendo tutte le problematiche e i disagi della categoria. Non conosce la motivazione della decisione dell’Ordine, che ha esaminato la documentazione, ma che ha preferito non farne nulla. ” Sono stato all’Ordine e mi hanno detto semplicemente che il direttivo ha deciso di non costituirsi in giudizio nonostante gli annunci dell’ex Presidente, che era venuto a trovarmi in ospedale- dice Leonardo ”Dino” Trentadue- che porta nel fisico tutti i segni deleteri della vile aggressione subita, che ne hanno ridotto la mobilità. Non posso che esprimere rabbia e delusione per questa decisione, che era finalizzata a tutelare tutta la categoria. Perchè le aggressioni non sono terminate come dimostra la cronaca nazionale e regionale. Se un Ordine non si occupa di tutelare gli iscritti e allora siamo alla frutta. Giudicheranno i colleghi e l’opinione pubblica per questa assenza, a tutela dei diritti e della legalità”. Trentadue ha fatto del suo caso una denuncia ”senza peli sulla lingua” – raccolta anche dai media nazionali-sui rischi di tanti medici , costretti in trincea, non solo nelle guardie mediche ma anche nei proprio ambulatori. ” Alcuni – commenta- hanno pagato anche con la vita l’assenza di tutele della loro professione e dell’etica che deve contrassegnarla. Io non ho mai dimenticato questi valori e ne ho pagato le conseguenze. Altri in maniera pilatesca preferiscono stare sull’uscio e questo favorisce le prevaricazioni nei confronti di medici che tutti i giorni, in silenzio e in ogni condizione, fanno fino in fondo il proprio dovere”. Una posizione coerente fino alla linea e con il dottor Trentadue anche in dibattimento, con l’assistenza dell’avvocato Gianvito Mantarano. Chissà che l’Ordine in quella sede non ci ripensi. Potrebbe farlo, per un minimo di rispetto e di sostegno verso uno dei tanti iscritti, come Trentadue, che hanno rischiato la vita per una professione e per i tanti pazienti di Ferrandina che, a malincuore, faranno a meno di lui. Resta il brutto ricordo della vile aggressione subita quel 1 settembre 2017, al momento dell’orario di chiusura dell’ambulatorio, quando un suo paziente aveva preteso che attestasse il falso per ottenere il rilascio della patente. Un rifiuto che gli procurò la violenta aggressione fino a fratturargli il femore. ”Vivo per miracolo- come ebbe modo di dichiarare agli inquirenti e nelle interviste televisive” , poi il calvario degli interventi, della riabilitazione che non hanno ancora risolto i problemi di deambulazione, aggravati dalla delusione della decisione di un Ordine nel quale ha sempre creduto. “Caro Ordine”, come commenta il dottore Trentadue, “se ci sei batti un colpo”.

Il SERVIZIO DI GIORNALEMIO.IT CON NOTA DELL’ORDINE DEI MEDICI DEL 5/9/2017
La gravissima aggressione subita dal dottor Leonardo Trentadue nel suo studio di Ferrandina ( Matera) da parte di un suo assistito, come riportato in altro servizio, ha fatto scaturire interventi di ferma condanna e di solidarietà e prese di posizione concrete, come quella dell’Ordine dei Medici che -in una nota- ha annunciato una campagna di sensibilizzazione a tutela degli iscritti che quotidianamente operano in trincea. Iniziativa lodevole che va incoraggiata e sostenuta. L’altra riguarda la costituzione di parte civile nel procedimento che seguirà al gravissimo episodio nel quale è stato coinvolto il collega, che ha dovuto sottoporsi a intervento chirurgico (eseguito e riuscito) a causa della procurata rottura del femore. Sulla questione l’Ordine terrà alta l’attenzione e invita gli iscritti a denunciare e a vigilare. Il sindaco di Ferrandina, Gennaro Martoccia, a nome dell’Amministrazione comunale, esprime solidarietà e auguri di pronta guarigione al concittadino vittima di aggressione, e invita la comunità a riflettere su quanto accaduto.

COMUNICATO STAMPA ORDINE DEI MEDICI MATERA
“MAGGIOR TUTELA PER I MEDICI DI TRINCEA”
Il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Matera, Raffaele Tataranno, a nome dell’intero Ordine, esprime solidarietà e vicinanza al Dott. Dino Trentadue, medico di medicina generale operante a Ferrandina, rimasto vittima di un grave episodio di violenza consumatosi nei giorni scorsi, che evidenzia in tutta la sua drammaticità e urgenza il clima di insicurezza in cui da anni il medico opera nei luoghi di cura, negli ambulatori, in corsia e al pronto soccorso.
Purtroppo, la cronaca quotidiana è sempre più costellata di atti di violenza ai danni dei medici, di aggressioni verbali o fisiche; il clima di insicurezza e di paura sono ormai all’ordine del giorno non solo per i medici della continuità assistenziale o del pronto soccorso, da sempre i più esposti a violenze verbali e fisiche, ma per tutti i colleghi. La lunga scia di violenza comprende innumerevoli episodi spesso dimenticati o addirittura non segnalati, anche nel nostro territorio. Pertanto, emerge un quadro di disagio e senso di abbandono in cui molti medici lavorano, con la passione e l’entusiasmo di sempre, ma con la paura nel cuore.
Una situazione drammatica di fronte alla quale la Federazione degli Ordini ha deciso di lanciare una campagna per la sicurezza e la sensibilizzazione anche sui social media, che attiri l’attenzione dei cittadini, dei media e, in ultima istanza, delle istituzioni sulle condizioni di insicurezza in cui i medici italiani si trovano a lavorare quotidianamente.
Nell’esprimere solidarietà e vicinanza al collega Dino Trentadue, che per aver svolto con puntuale correttezza il proprio dovere, ha corso un rischio inaccettabile che avrebbe potuto avere ben peggiori conseguenze, rivolgiamo un accorato appello a non sottovalutare episodi come quello che stiamo commentando, sintomatici di una scarsa considerazione nei confronti della professione medica.
Ribadiamo nel contempo l’intenzione dell’Ordine a costituirsi parte civile a fianco dei medici che dovessero intentare procedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili di atti di violenza o intimidazione o aggressione ai loro danni. Ricordiamo che, con il giuramento, il medico si impegna ad onorare i principi fondanti della professione, nel rispetto dei diritti del paziente, ma anche a tutela e salvaguardia di tutti i cittadini. Anche la certificazione non sfugge a questa regola, essendo parte integrante di un atto medico da ricondurre nell’ambito della deontologia professionale.
Si avverte sempre più l’esigenza di intervenire con provvedimenti organici per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini che afferiscono alle cure negli ambulatori e nei presidi del sistema sanitario. Per queste considerazioni, gli Ordini stanno valutando l’opportunità di istituire un Osservatorio interno all’Ordine, che consenta ai colleghi di segnalare i casi di violenza e permetta di monitorare, anche sulla base di semplici eventi “sentinella”, la sicurezza degli operatori della sanità. Pertanto, Il nostro invito ai professionisti è di non rassegnarsi, di scrivere all’Ordine e denunciare.
Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Dott. Raffaele Tataranno

E quella della FIMMG

Medico gli nega certificato ”falso” e paziente lo aggredisce con violenza. Interviene la FIMMG