Meglio tardi…Ma con tanto rimpianto per l’economia della città e per gli imprenditori lucani che hanno investito nell’ex sede della Banca d’Italia di piazza San Francesco d’Assisi- ne abbiamo parlato in altri servizi- destinata a ospitare funzioni culturali e che sarebbe dovuta essere operativa nell’anno di Matera capitale europea della cultura . Lungaggini burocratiche e un confronto con il Comune, finito per vari motivi oltre il 2019, hanno consentito di recente di definire la materia. Meno male. E così oggi 19 novembre 2020 tanta curiosità da parte dei cittadini, con il naso all’insù, ad ammirare la grù pronta a scaricare materiale edile per portare avanti il cantiere, nel quale operano imprese locali. Bene. Meglio tardi che mai. Gli interventi, da quanto abbiamo appreso, dovranno essere completati entro il 2021. Sono previsti spazi da destinare ad attività congressuali, allestimenti di mostre, di incontri e con una opportunità per il pubblico di poter visionare la piazza e i rioni Sassi dal terrazzo panoramico. Prevista anche la sistemazione degli esterni. Si recupera, pertanto, a 11 anni dalla chiusura della filiale materana della Banca (avvenuta il 14 settembre 2009), un manufatto che ha fatto la storia della città e del territorio, ammirato – lo ricorderanno in tanti – durante la fiction di RaiUno sul ” sostituto procuratore d’assalto ” Imma Tataranni”. Ma non è escluso che il ”Palazzo della Cultura”, che ha una superficie complessiva di 3500 metri quadrati, possa essere pronto per quel vertice del G20 dei ministri dell’economia annunciato a Matera, a giugno 2021, dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Anzi auspichiamo possa accadere e che , in prospettiva, la sede dell’ ex Banca d’Italia possa ospitare eventi e attività legati al confronto sull’economia mondiale. Una ” Cernobbio” del Sud ? Privati e pubblico ci pensino. Ne guadagnerebbero la Basilicata e il BelPaese. Ma siamo curiosi di conoscere anche la nuova denominazione dell’ex Palazzo della Banca d’Italia. Forse è ancora presto. Ma cultura e cultura d’impresa vanno a braccetto e in giro, con la crisi alimentata dall’epidemia da virus a corona ce n’è davvero bisogno.