Riceviamo e pubblichiamo con piacere una  riflessione a cura di Mariangela Tantone, operatrice culturale di Matera, circa l’importanza della musica in un periodo difficile quale quello del Covid .

Rinascere a tempo di musica.

I fiori, la musica e i bambini sono i gioielli della vita: queste parole di Tchaikovsky hanno il sapore dell’ottimismo e della rinascita. Dopo un anno di silenzio e di paura, di sospensione e di stati d’animo che stentavano a stare in equilibrio, il desiderio di tornare alla normalità, seppur cauto e prudente, è forte.

C’è chi, in questo anno di pandemia, non ha mollato le redini, c’è chi ha lavorato, probabilmente al doppio, con un impegno consapevole dell’importanza di tenere vivo un desiderio. C’è chi, ricorrendo alla tecnologia alleata, pur in oggettive difficoltà organizzative, ha cercato di mantenere un filo, quasi un cordone ombelicale, con persone, bambini, utenti. E nessuno o quasi – si spera – si è sentito troppo solo.

È ciò che è accaduto a professionisti che lavorano nel campo della musica, dell’educazione, della formazione, della riabilitazione, e tanti altri ancora. Li abbiamo visti, fortemente convinti, andare avanti.

Abbiamo incontrato una di loro: Laura Sacco, cantante, musicoterapista e operatrice musicale, che ci ha raccontato dell’importanza che la formazione musicale riveste nella crescita dell’individuo e nella sua vita, specializzandosi in un progetto di corsi di musica per la primissima infanzia, e percorsi strumentali e vocali rivolti a tutti, senza limiti d’età o livello di competenza.

“Fare musica – ci dice – è ascoltare sé stessi, comunicare il proprio io e aprirsi al mondo, consapevoli del proprio valore e della propria unicità. Ognuno di noi dovrebbe crescere con queste certezze da cui nasce il rispetto per sé e per gli altri.
La relazione è indubbiamente il centro del mio lavoro e la voce e il canto sono un mezzo privilegiato per comunicare con l’altro. Ho un profondo rispetto dei tempi di ognuno e cerco di favorire, col mio lavoro, il processo di apprendimento musicale che, come qualsiasi altro apprendimento, necessita di un tempo, di un periodo per sedimentare e creare competenze”.

Laura Sacco

In questi mesi passati abbiamo imparato a guardarci “solo” negli occhi, a immaginare quale espressione si potesse nascondere dietro una mascherina.

Adesso, con l’arrivo dell’estate e nel ritorno alla normalità, molti professionisti del settore sentono prepotente la voglia di mettersi a disposizione, riallacciare rapporti, ricostruire percorsi e lavorare con la comunità di questa città che, come le altre, guarda con ottimismo ai mesi a venire. Lo farà anche Laura con le iniziative che mette a disposizione gratuitamente il prossimo 20 giugno. La Festa della Musica dei Piccoli e, inevitabilmente anche dei più grandi, e l’UkuMob in compagnia del simpatico ukulele, saranno occasione perché questo lavoro si rafforzi, in continuità con eventi e attività inaugurate già la scorsa estate.

Matera, città che eredita dal 2019 una propensione sempre più forte alla socialità, alla costruzione di cammini fatti di cultura e condivisione, di voglia di progettualità, è chiamata a cogliere le sfide del post-pandemia. Speriamo che sia pronta ad aprirsi e a mettere a disposizione anche i suoi spazi, con una visione che riconosce queste professionalità come importanti e fondamentali per la crescita del territorio. E – udite, udite – ne abbiamo…e sono tante!

D’altra parte, se nascono fiori e bambini e se la musica continua a risuonare, qualcosa ci dice che si potrà sorridere, non importa se ancora per un po’ dietro una mascherina.

Mariangela Tantone