E non dite che è stato un fulmine a ciel sereno, perchè la bozza di riforma del Ministero per i Beni culturali la si conosceva dalla scorsa primavera. E ora che è ufficiale sulla Gazzetta Ufficiale, l’accorpamento del Polo museale di Basilicata a quello della Puglia, in nome della riorganizzazione e dell’efficienza con accentramento du funzioni a Roma e di altre misure che pubblichiamo più avanti, piangerci sopra serve a poco dopo tutte le pacche sulle spalle, le strette di mano per l’anno da capitale europea della cultura che ha cominciato il conto alla rovescia per l’ultimo quadrimestre. Ci si sveglia solo ora? Nulla è perduto e la speranza è l’ultima a morire, come ripetono vecchi adagi. Il sindaco di Matera, Raffaele De Ruggieri, scrive al ministro Roberto Bonisoli chiedendo che la sede della direzione sia a Matera, una battaglia e una richiesta impari visto il peso contrattuale della Puglia. Silenzio totale dalla provincia di Potenza. Strano. Tutti in ferie? E i parlamentari,ricordando che la riforma del Mibact è partita durante il mandato dell’ex ministro pd Dario Franceschini? Mala tempora currunt da riforma degli Archivi digitalizzati, dove si sta incanalando Matera 2019. Naturalmente siamo come San Tommaso. Attendiamo circolari,decisioni, chiarimenti, eventuali nomine dirigenziali,trasferimenti, sviluppi.Siamo all’Ars Scappandi da lacrime di coccodrillo? Se ne parlerà anche in consiglio regionale come annunciato dal consigliere regionale Luca Braia. Scintille…tra responsabilità passate e presenti.

LA LETTERA DEL SINDACO AL MINISTRO BONISOLI

COMUNE DI MATERA

Comunicato Stampa

Accorpamento polo museale Puglia-Basilicata, il Sindaco scrive al Ministro Bonisoli: scelta penalizzante, ora la direzione sia istituita a Matera

La sede della Direzione del Polo Museale di Puglia e Basilicata dev’essere istituita in Basilicata e a Matera in particolar modo per il ruolo e la visibilità della città ha assunto come Patrimonio mondiale dell’Umanità e come Capitale europea della Cultura.
E’ la richiesta avanzata dal Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, in una lettera indirizzata al Ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, dopo la decisione di accorpare i poli museali della Puglia e della Basilicata.

Questo il testo integrale della lettera:

“Illustre Ministro,

  con amarezza ho registrato la cancellazione del Polo Museale Lucano, con sede a Matera, per l’avvenuta istituzione della Direzione Territoriale Appulo Lucana delle Reti Museali.
  Tale scelta non può passare sotto silenzio, né rientrare in un automatismo funzionale del MIBAC.
   Vi è infatti, una grave incoerenza storica poiché si privano di un presidio culturale una Regione e una città, oggi Capitale Europea della Cultura.
   Tale scelta mortifica la dimensione internazionale oggi raggiunta da Matera e culminata nelle quattro rassegne: Rinascimento visto dal Sud, Ars Excavandi, La poetica dei numeri primi e Blid sensorium – il paradosso dell’antropocene.
    E’ utile ricordare, inoltre, che tale aggregazione territoriale ha ignorato il grande e lungo impegno di Dinu Ademesteanu nel costruire il sistema archeologico lucano. Il grande archeologo volle e seppe esprimere la specificità di un modello che, partendo anche dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con sede in Matera, espresse professionalità scientifiche quali: Felice Gino Lo Porto, Elena Lattanzi, Angelo Bottini, Massimo Osanna, Giuliana Tocco e Antonio De Siena.
    Tale modello lucano ha trovato il suo compimento nella costruzione del Sistema Lucano costituito dai Musei Nazionali Archeologici di Matera, di Metaponto, di Eraclea, di Grumento, di Venosa, di Muro Lucano, di Melfi e di Potenza, che per distinzione e qualità non trovano paralleli in Puglia, Regione gratificata peraltro già dall’autonomia speciale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
    Questa specificità sistemica è travolta dalla nuova organizzazione ministeriale, perdendo la sua distinzione territoriale e la sua specificità scientifica.
   Per tali ragioni quale rappresentante di una città ove insiste la Sede Decentrata della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, esprimo il dissenso per una scelta che, cancellando il Polo Museale Lucano non ha tenuto conto dei ruoli e dei modelli espressi dal territorio Lucano.
    Se per ragioni di economia funzionale e gestionale tale provvedimento non possa essere rimosso, che sia Matera la sede di tale Nuova Direzione Territoriale, proprio per le ragioni innanzi esposte.
Collego, alla mia obbligata censura, la suindicata proposta perché si superi e l’antistoricità della scelta ministeriale”.


L’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCA BRAIA

Braia: NO all’azzeramento del Polo museale Matera

“L’accorpamento del polo museale Puglia-Basilicata con sede in Puglia, da parte del Ministro Bonisoli è un autentico furto fatto dal governo Nazionale a Matera e alla Basilicata. Una decisione assurda presa, tra l’altro, in questa annualità importante di Matera Capitale Europea della Cultura. Non può sicuramente passare sotto silenzio tale scelta, giunta in piena estate.”

Lo rende noto il Consigliere Regionale Luca Braia, Avanti Basilicata.

“Il Governo del cambiamento cancella il Polo Museale Lucano – prosegue Braia –  e il suo modello territoriale, per aggregarlo alla vicina Puglia. A chi è funzionale tutto questo? Quale la ratio utilizzata, sempre la solita dei numeri? E il merito tanto sbandierato dal governo del cambiamento che fine ha fatto? 

Le visite fatte nei mesi scorsi, le apparenti attenzioni e i plausi alla capacità di Matera e della Basilicata di rilanciarsi sul palcoscenico mondiale, proprio sul tema della Cultura divenuta vera leva di sviluppo economico e sociale, con benefici sull’immagine dell’intera nazione, a questo punto assumono le sembianze di un’autentica presa in giro.

Presenteremo a firma dell’opposizione nelle prossime ore la mozione con la quale chiederemo di discutere il tema, nella prossima seduta utile di consiglio fissata dopo la pausa estiva, per la prima settimana di settembre. Chiederemo la firma di tutti i consiglieri sensibili alla questione, chiamando tutti in causa a partire da quelli della città di Matera e non solo.

Chiediamo al presidente Bardi ed all’intero consiglio di opporsi all’accorpamento con ogni mezzo e di avviare immediata interlocuzione, prima che il decreto si tramuti in legge e di assumere una posizione intransigente a tutela della nostra Regione.

Facciamo nostra anche l’istanza del sindaco di Matera, De Ruggeri e sostenendolo nel chiedere l’istituzione della Direzione del Polo Museale di Puglia e Basilicata con sede a Matera. 

Il Governo nazionale non ha avuto neanche il buonsenso di utilizzare l’opportunità del 2019 che avrebbe suggerito di localizzare proprio a Matera, invece, la Direzione museale nel periodo in cui la città é Capitale Europea della Cultura, dimostrando coerenza, lungimiranza e visione di futuro che deve proiettare la propria identità di città culturale oltre il 2020.

Non si può cancellare con un decreto che tra soli 60 giorni sarà legge – conclude Luca Braia – il ruolo e la visibilità della città e di una regione intera assunto agli occhi dell’Europa e del mondo dal 1993 da quando i Sassi sono Patrimonio mondiale dell’Umanità, oltre che sede di importanti presidi culturali e archeologici, mostre di rilievo nazionale e internazionale in corso e cuore di un sistema museale oggi più che mai vivo, pulsante e visitato da decine di migliaia di turisti.”

IL TESTO DELLA RIFORMA

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e in particolare l’articolo
17;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e in
particolare gli articoli 52, 53 e 54;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», di seguito
denominato: «Codice»;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e successive
modificazioni;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e successive
modificazioni;
Vista la legge 14 novembre 2016, n. 220;
Vista la legge 22 novembre 2017, n. 175;
Visto il decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 203;
Visto il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con
modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, e in particolare gli
articoli 1 e 4-bis;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22
gennaio 2013, emanato ai sensi del comma 5 dell’articolo 2 del
decreto-legge n. 95 del 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13
aprile 2013, n. 87, e in particolare la Tabella 8, allegata al
predetto decreto, concernente la rideterminazione della dotazione
organica del Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29
agosto 2014, n. 171, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre
2014, n. 274, recante «Regolamento di organizzazione del Ministero
dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, degli uffici
della diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo
indipendente di valutazione della performance, a norma dell’articolo
16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
dicembre 2017, n. 238, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 marzo
2018, n. 55, recante «Regolamento recante modifiche al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, ai
sensi dell’articolo 22, comma 7-quinquies, del decreto-legge 24
aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2017, n. 96»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12
novembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 dicembre 2018,
n. 288, recante «Individuazione e definizione della disciplina per il
trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie del
Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del
turismo»;
Visto il decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali
20 marzo 2009, n. 60, recante «Regolamento concernente la disciplina
dei criteri per la tutela e il funzionamento dell’elenco previsto
dall’articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2009, n. 136;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 23 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
10 marzo 2015, n. 57, recante «Organizzazione e funzionamento dei
musei statali»;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione in data 8 maggio 2015, recante «Conferimento
dell’autonomia speciale alla Galleria Nazionale delle Marche, alla
Galleria Nazionale dell’Umbria e all’Opificio delle pietre dure»,
registrato dalla Corte dei conti in data 1° giugno 2015 al foglio n.
2336 e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero per i beni e
le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione in data 15 settembre 2015, recante «Conferimento
dell’autonomia speciale all’Istituto centrale per la grafica»,
registrato dalla Corte dei conti in data 16 ottobre 2015 al foglio n.
4176 e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero per i beni e
le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 23 gennaio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11
marzo 2016, n. 59, recante «Riorganizzazione del Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo ai sensi dell’articolo 1,
comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208»;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 9 aprile 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28
giugno 2016, n. 149, recante «Disposizioni in materia di aree e
parchi archeologici e istituti e luoghi della cultura di rilevante
interesse nazionale ai sensi dell’art. 6 del decreto ministeriale 23
gennaio 2016»;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 13 maggio 2016 concernente l’istituzione dell’Istituto
centrale per l’archeologia, registrato dalla Corte dei conti in data
8 luglio 2016 al foglio n. 2939 e pubblicato sul sito istituzionale
del Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione in data 28 giugno 2016 recante «Conferimento
dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di
rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto
ministeriale 23 gennaio 2016», registrato dalla Corte dei conti in
data 2 agosto 2016 al foglio n. 3176 e pubblicato sul sito
istituzionale del Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 24 ottobre 2016, recante «Riorganizzazione temporanea
degli uffici periferici del Ministero nelle aree colpite dall’evento
sismico del 24 agosto 2016, ai sensi dell’articolo 54, comma 2-bis,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni e integrazioni»¸ registrato dalla Corte dei conti in
data 10 novembre 2016 al foglio n. 4127 e pubblicato sul sito
istituzionale del Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 12 gennaio 2017, recante «Adeguamento delle
soprintendenze speciali agli standard internazionali in materia di
musei e luoghi della cultura, ai sensi dell’articolo 1, comma 432,
della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e dell’articolo 1, comma 327,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 10 marzo 2017, n. 58;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione in data 26 aprile 2017, recante «Conferimento
dell’autonomia speciale al Parco archeologico del Colosseo»,
registrato dalla Corte dei conti in data 23 maggio 2017 al foglio n.
849 e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero per i beni e le
attivita’ culturali;
Considerato che l’organizzazione ministeriale proposta risulta
coerente con i compiti e le funzioni attribuite al Ministero per i
beni e le attivita’ culturali dalla normativa di settore vigente e
che tale organizzazione e’ coerente con i contingenti di organico
delle qualifiche dirigenziali di livello generale e di livello non
generale;
Ritenuto, pertanto, per le suddette motivazioni, nonche’ per
ragioni di speditezza e celerita’, di non avvalersi della facolta’ di
richiedere il parere del Consiglio di Stato;
Informate le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 19 giugno 2019;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il
Ministro dell’economia e delle finanze;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

Organizzazione

1. Il presente regolamento disciplina l’organizzazione del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, degli uffici di
diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di
valutazione della performance.
NOTE

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente in materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge, alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– Si riporta il testo dell’art. 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12
settembre 1988, n. 214, S.O.:
«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali.
4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma 1
del presente articolo, si provvede al periodico riordino
delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione
di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e
all’espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la
loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo
o sono comunque obsolete.».
– La legge 14 gennaio 1994, n. 20, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 14 gennaio 1994, n. 10.
– Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 1998, n.
250.
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1999, n. 193.
– Si riporta il testo degli articoli 52, 53 e 54 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203, S.O.:
«Art. 52 (Attribuzioni). – 1. Il ministero per i beni e
le attivita’ culturali esercita, anche in base alle norme
del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e del
testo unico approvato con decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, le attribuzioni spettanti allo Stato in
materia di beni culturali e ambientali, spettacolo e sport,
eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto,
ad altri ministeri o ad agenzie, e fatte in ogni caso
salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma
2, e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo
1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente
legislazione alle regioni ed agli enti locali.
2. Al ministero sono altresi’ trasferite, con le
inerenti risorse, le funzioni esercitate dal dipartimento
per l’informazione e l’editoria, istituito presso la
Presidenza del Consiglio dei ministri, in materia di
diritto d’autore e disciplina della proprieta’ letteraria e
promozione delle attivita’ culturali.
Art. 53 (Aree funzionali). – 1. Il ministero, in
particolare, svolge le funzioni di spettanza statale in
materia di tutela, gestione e valorizzazione dei beni
culturali e dei beni ambientali; promozione delle attivita’
culturali; promozione dello spettacolo (attivita’ teatrali,
musicali, cinematografiche, di danza, circensi, dello
spettacolo viaggiante), anche tramite la promozione delle
produzioni cinematografiche, radiotelevisive e
multimediali; promozione del libro e sviluppo dei servizi
bibliografici e bibliotecari nazionali; promozione della
cultura urbanistica e architettonica e partecipazione alla
progettazione di opere destinate ad attivita’ culturali;
studio, ricerca, innovazione ed alta formazione nelle
materie di competenza, anche mediante sostegno
all’attivita’ degli istituti culturali; vigilanza sul CONI
e sull’Istituto del credito sportivo.
Art. 54 (Ordinamento). – 1. Il Ministero si articola in
uffici dirigenziali generali centrali e periferici,
coordinati da un segretario generale, e in non piu’ di due
uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del
Ministro. Il numero degli uffici dirigenziali generali,
incluso il segretario generale, non puo’ essere superiore a
venticinque.
2. L’individuazione e l’ordinamento degli uffici del
Ministero sono stabiliti ai sensi dell’art. 4.
2-bis. A seguito del verificarsi di eventi calamitosi
di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 24
febbraio 1992, n. 225, per i quali sia vigente o sia stato
deliberato nei dieci anni antecedenti lo stato d’emergenza,
il Ministro, con proprio decreto, puo’, in via temporanea e
comunque per un periodo non superiore a cinque anni,
riorganizzare gli uffici del Ministero esistenti nelle aree
colpite dall’evento calamitoso, ferma rimanendo la
dotazione organica complessiva e senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.».
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106,
S.O.
– Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n.
45, S.O.
– Il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 ottobre 2009, n.
254, S.O.
– Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 aprile 2013, n. 80.
– Il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 31 maggio 2014, n. 125 e
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014,
n. 106, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2014,
n. 175.
– La legge 14 novembre 2016, n. 220, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 26 novembre 2016, n. 277.
– La legge 22 novembre 2017, n. 175, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 12 dicembre 2017, n. 289.
– Si riporta il testo degli articoli 1 e 4-bis del
decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 12 luglio 2018, n. 160 e convertito, con
modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 4 agosto 2018, n. 188:
«Art. 1 (Trasferimento al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali delle funzioni esercitate
dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo in materia di turismo e conseguenti modifiche sugli
enti vigilati). – 1. Al Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali sono trasferite le funzioni
esercitate dal Ministero dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo in materia di turismo. Al medesimo
Ministero sono altresi’ trasferite, con decorrenza dal 1°
gennaio 2019, le risorse umane, strumentali e finanziarie,
compresa la gestione residui, della Direzione generale
turismo del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo nonche’ quelle comunque destinate
all’esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento.
2. Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, la
Direzione generale turismo del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e’ soppressa a decorrere
dal 1° gennaio 2019 e i relativi posti funzione di un
dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello
non generale sono trasferiti al Dipartimento del turismo,
che e’ istituito presso il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali. Al fine di assicurare
l’invarianza finanziaria, i maggiori oneri derivanti per il
posto funzione di Capo del Dipartimento del turismo sono
compensati dalla soppressione di un numero di posti di
funzione dirigenziale di livello non generale equivalente
sul piano finanziario. La dotazione organica dirigenziale
del Ministero delle politiche agricole alimentari,
forestali e del turismo e’ rideterminata nel numero massimo
di tredici posizioni di livello generale e di sessantuno
posizioni di livello non generale senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.
3. Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all’art. 2, comma 1, il numero 7) e’ sostituito
dal seguente: “7) Ministero delle politiche agricole
alimentari, forestali e del turismo;” e il numero 12) e’
sostituito dal seguente: “12) Ministero per i beni e le
attivita’ culturali;”;
b) all’art. 27, comma 3, le parole: “del Dipartimento
del turismo istituito presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri”, sono soppresse;
c) all’art. 28, comma 1, lettera a), le parole: “;
promozione delle iniziative nazionali e internazionali in
materia di turismo” sono soppresse;
d) all’art. 33, comma 3, dopo la lettera b) e’
aggiunta la seguente: “b-bis) turismo: svolgimento di
funzioni e compiti in materia di turismo, cura della
programmazione, del coordinamento e della promozione delle
politiche turistiche nazionali, dei rapporti con le Regioni
e dei progetti di sviluppo del settore turistico, delle
relazioni con l’Unione europea e internazionali in materia
di turismo, fatte salve le competenze del Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, e dei
rapporti con le associazioni di categoria e le imprese
turistiche.”;
e) all’art. 34, comma 1, la parola: «due» e’
sostituita dalla seguente: “quattro”.
4. La denominazione: “Ministero delle politiche
agricole alimentari, forestali e del turismo” sostituisce,
ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione:
“Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali”.
5. La denominazione: “Ministero per i beni e le
attivita’ culturali” sostituisce, ad ogni effetto e ovunque
presente, la denominazione: “Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo”.
6. Restano attribuite al Ministero per i beni e le
attivita’ culturali le competenze gia’ previste dalle norme
vigenti relative alla “Scuola dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo”, di cui all’art. 5, comma 1-ter,
del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, nonche’
le risorse necessarie al funzionamento della medesima
Scuola. Quest’ultima e’ ridenominata “Scuola dei beni e
delle attivita’ culturali” e le sue attivita’ sono riferite
ai settori di competenza del Ministero per i beni e le
attivita’ culturali. Entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sono apportate le conseguenti modificazioni allo
statuto della Scuola.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole
alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la
pubblica amministrazione e il Ministro per i beni e le
attivita’ culturali, da adottare entro quarantacinque
giorni dalla data di conversione in legge del presente
decreto, si provvede alla puntuale individuazione delle
risorse umane, strumentali e finanziarie ai sensi del comma
1, e alla definizione della disciplina per il trasferimento
delle medesime risorse. Le risorse umane includono il
personale di ruolo nonche’ il personale a tempo determinato
con incarico dirigenziale ai sensi dell’art. 19, comma 6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro i
limiti del contratto in essere, che risulta assegnato alla
Direzione generale Turismo alla data del 1° giugno 2018.
Dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo, cessano
gli effetti dei progetti in corso e delle convenzioni
stipulate o rinnovate dalla Direzione generale turismo del
Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo con la societa’ in house ALES. Al personale non
dirigenziale trasferito si applica il trattamento
economico, compreso quello accessorio, previsto
nell’amministrazione di destinazione e continua ad essere
corrisposto, ove riconosciuto, l’assegno ad personam
riassorbibile secondo i criteri e le modalita’ gia’
previsti dalla normativa vigente. La revoca
dell’assegnazione temporanea presso altre amministrazioni
del personale trasferito, gia’ in posizione di comando,
rientra nella competenza del Ministero delle politiche
agricole alimentari, forestali e del turismo. E’
riconosciuto il diritto di opzione del personale di ruolo a
tempo indeterminato, da esercitare entro quindici giorni
dalla adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri di cui al presente comma. Le facolta’ assunzionali
del Ministero per i beni e le attivita’ culturali sono
ridotte per un importo corrispondente all’onere per le
retribuzioni complessive del personale non transitato. Al
contempo, le facolta’ assunzionali del Ministero delle
politiche agricole alimentari, forestali e del turismo sono
incrementate per un importo corrispondente all’onere per le
retribuzioni complessive del personale non transitato.
All’esito del trasferimento del personale interessato, il
Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e
del turismo, provvede all’esercizio delle funzioni di cui
al comma 1 nell’ambito delle risorse umane disponibili a
legislazione vigente.
8. Al fine di mantenere inalterato il numero massimo di
venticinque uffici dirigenziali di livello generale del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, ai sensi
dell’art. 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, la dotazione organica del Ministero per i beni e le
attivita’ culturali, ridotta per effetto delle disposizioni
di cui ai commi 1 e 2, e’ incrementata di un posto di
funzione dirigenziale di livello generale, i cui maggiori
oneri, al fine di assicurare l’invarianza finanziaria, sono
compensati dalla soppressione di un numero di posti di
funzione dirigenziale di livello non generale equivalente
sul piano finanziario. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, adottato ai sensi dell’art. 4-bis,
sono adeguate le dotazioni organiche e le strutture
organizzative del Ministero per i beni e le attivita’
culturali, sulla base delle disposizioni di cui al presente
articolo.
9. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, adottato ai sensi dell’art. 4-bis, sono adeguate
le dotazioni organiche e le strutture organizzative del
Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e
del turismo, sulla base delle disposizioni di cui al
presente articolo.
10. Fino alla data del 31 dicembre 2018, il Ministero
delle politiche agricole alimentari, forestali e del
turismo, si avvale delle competenti strutture e dotazioni
organiche del Ministero per i beni e le attivita’
culturali. Con la legge di bilancio per l’anno 2019 e per
il triennio 2019-2021, le risorse finanziarie di cui al
comma 1, individuate ai sensi del comma 7, sono trasferite
ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e
del turismo.
11. All’art. 16 del decreto-legge 31 maggio 2014, n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
2014, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo”», ovunque ricorrano, sono
sostituite dalle seguenti: “Ministro delle politiche
agricole alimentari, forestali e del turismo”;
b) le parole: “Ministero dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo”, ovunque ricorrano, sono
sostituite dalle seguenti: “Ministero delle politiche
agricole alimentari, forestali e del turismo”.
12. L’art. 4 della legge 26 gennaio 1963, n. 91, e’
abrogato.
13. Nelle leggi 26 gennaio 1963, n. 91, e 2 gennaio
1989, n. 6:
a) le parole: “Ministro per il turismo e lo
spettacolo”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle
seguenti: “Ministro delle politiche agricole alimentari,
forestali e del turismo”;
b) le parole: «Ministero per il turismo e lo
spettacolo», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle
seguenti: “Ministero delle politiche agricole alimentari,
forestali e del turismo”.
14. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, lo
statuto dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e’
modificato, al fine di prevedere la vigilanza da parte del
Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e
del turismo. (3)
15. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al
presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.».
«Art. 4-bis (Procedure per il riordino
dell’organizzazione dei Ministeri). – 1. Al fine di
semplificare ed accelerare il riordino dell’organizzazione
dei Ministeri, anche con riferimento agli adeguamenti
conseguenti alle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2
del presente decreto, a decorrere dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto e
fino al 30 giugno 2019, i regolamenti di organizzazione dei
Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta
collaborazione, possono essere adottati con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro competente, di concerto con il Ministro per la
pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, previa delibera del Consiglio dei ministri.
I decreti previsti dal presente articolo sono soggetti al
controllo preventivo di legittimita’ della Corte dei conti
ai sensi dell’art. 3, commi da 1 a 3, della legge 14
gennaio 1994, n. 20. Sugli stessi decreti il Presidente del
Consiglio dei ministri ha facolta’ di richiedere il parere
del Consiglio di Stato. A decorrere dalla data di efficacia
di ciascuno dei predetti decreti cessa di avere vigore, per
il Ministero interessato, il regolamento di organizzazione
vigente.».
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
22 gennaio 2013 e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13
aprile 2013, n. 87.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
29 agosto 2014, n. 171, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 25 novembre 2014, n. 274.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
1° dicembre 2017, n. 238, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 7 marzo 2018, n. 55.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
12 novembre 2018, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12
dicembre 2018, n. 288.
– Il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo 23 dicembre 2014 e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 10 marzo 2015, n. 57.
– Il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo 23 gennaio 2016 e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2016, n. 59.
– Il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo 9 aprile 2016 e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 28 giugno 2016, n. 149.
– Il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo 12 gennaio 2017 e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 10 marzo 2017, n. 58.

IL DETTAGLIO DELLE MISURE DA”Finestre dell’arte”

IL DETTAGLIO DELLE MISURE
Le principali aree di intervento riguardano il rafforzamento del ruolo del Segretariato generale, la razionalizzazione e l’efficientamento delle strutture di primo riporto al Segretariato generale, introduzione di una struttura dirigenziale per la digitalizzazione e l’innovazione, istituzione di un’unità per l’anticorruzione e la trasparenza, rafforzamento della Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio, aumento del benessere organizzativo, riduzione del ricorso all’interim per le posizioni dirigenziali non generali, miglioramento di processi e strumenti per la gestione degli appalti, sponsorizzazioni, concessioni e partenariati pubblico-privati.
SEGRETARIATO GENERALE – Il Segretariato Generale sarà potenziato con nuovi servizi e unità aumentando il ruolo di autorità di vertice cui è rimesso il coordinamento di tutti i livelli dirigenziali generali del ministero. Ipotizzata una nuova configurazione che prevede un nucleo ispettivo, un nucleo anticorruzione e trasparenza e 5 servizi di livello dirigenziale non generale. Prevista un’unità per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi e un’unità per la sicurezza del patrimonio culturale e la gestione delle emergenze.
SEGRETARIATI INTERREGIONALI – Si ipotizza la creazione di 7/8 Segretariati interregionali senza compiti di tutela ma amministrativi, organizzativi e ispettivi. I nuovi segretariati non ricadranno più sotto la Direzione Bilancio, ma direttamente sotto la responsabilità del Segretario generale.
DIREZIONE ABAP – Nella proposta di riorganizzazione del Mibac, la Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio sarà rafforzata sia a livello centrale sia territoriale. A livello centrale si prevede l’istituzione di una struttura focalizzata sulla corretta applicazione del dettato giuridico-normativo e delle procedure amministrative, nonché il potenziamento della struttura dedicata all’autorizzazione dell’esportazione delle opere. Prevista anche la valorizzazione delle professionalità tecniche interne.
SOPRINTENDENZE – Restano le Soprintendenze uniche sul territorio per assicurare un sistema caratterizzato da un approccio integrato ai temi della tutela e della valorizzazione che ponga al centro il cittadino. Saranno rafforzati i responsabili delle aree tematiche. Cresceranno di numero per offrire una maggiore vicinanza dell’amministrazione alle esigenze locali.
ECONOMIA DELLA CULTURA – Nella riorganizzazione viene ipotizzata anche l’istituzione di una nuova direzione generale specializzata nelle diverse fattispecie in cui si articola la contrattualistica pubblica nell’ambito dei beni culturali. A questa nuova Dg sarà affidata la gestione diretta di tutte le gare dell’amministrazione centrale per lavori, servizi e forniture. Prevista la gestione diretta, per gli appalti di lavori, delle gare strategiche per il sistema nazionale dei beni culturali. Gestione diretta anche per la gare di maggiore rilevanza che riguardano i servizi aggiuntivi per il sistema museale nazionale. Supporto alle stazioni appaltanti periferiche per tutte le altre gare di lavori e concessioni di servizi aggiuntivi anche riguardo alla fase di dell’esecuzione del rapporto negoziale. Supporto agli istituti periferici per accordi di valorizzazione, concessione di beni, sponsorizzazioni e forme di mecenatismo.
MUSEI – Inalterato l’assetto dei musei autonomi e della Direzione generale musei. Rimodulati i Poli museali con riequilibrio delle risorse a favore dei siti meno conosciuti. I parchi e le aree archeologiche dei Poli saranno attribuite alle Soprintendenze. Nascono poi 11 Reti museali, ipotizzate su scala interregionale, concepite come punto di snodo per l’effettiva costituzione e funzionamento del sistema museale nazionale coordinato dalla Dg Musei. Il direttore di rete museale territoriale non potrà contestualmente assumere la funzione di direzione di Musei ad autonomia speciale di livello dirigenziale non generale. Le biblioteche interne ai musei saranno scorporate e collocate sotto la Direzione Biblioteche e Istituti cutlurali del Ministero.