La viabilità della Basilicata per gli automobilisti è una permanente Via Crucis di interruzioni e rallentamenti con cantieri storici (che stanno lì da anni e anni) e di nuovi che sbucano come funghi senza che gli altri siano stati completati e chiusi. La Basentana in primis (tra Potenza e Ferrandina se ne contano una decina), la Matera-Basentana (interessata da anni ad un restringimento del viadotto sul Basento con relativo semaforo, a cui se ne sono aggiunti altri a complicare la vita) e poi la Potenza-Melfi (anch’essa nelle stesse condizioni) che è oggetto della nota della Flai Cgil Basilicata che pubblichiamo a seguire. Nota in cui si suggerisce la cosa più banale e per cui non occorrono competenze particolari. Ma solo buon senso ed organizzazione adeguato alla tipologia di opere su cui si interviene. E quando lo si fa sulla viabilità, la prima questione da considerare è la velocità della esecuzione degli stessi. Quindi lavori da effettuarsi a turni continui e con una tempistica certa. E’ così difficile? Sembrerebbe di si, considerato che non lo si fa. Ed ecco che il segretario generale dela Flai Cgil di Basilicata Vincenzo Pellegrino opportunamente chiede “Un tavolo Regione, Anas e imprese” perchè serve concordare “turni h24, più operai, messa in sicurezza e una data certa di fine lavori”. Lo fa con una nota in cui si loegge che:“Code chilometriche, semafori che sembrano eterni e un viadotto ostaggio di lavori che non finiscono mai. È la situazione quotidiana sulla SS658 Potenza-Melfi, arteria di fondamentale importanza che collega il capoluogo a tutta l’area Nord della Basilicata e unico snodo con le arterie nazionali. Arteria già di per sé pericolosa per conformazione e traffico pesante, oggi resa ancora più rischiosa dai cantieri a singhiozzo. Gli interventi procedono a rilento e il senso unico alternato, oltre a creare disagi infiniti, aumenta il rischio di incidenti: frenate improvvise, sorpassi azzardati per recuperare il tempo perso, visibilità ridotta in cantiere. La SS 658 non può permettersi rallentamenti né in termini di tempi né di sicurezza. Il nodo è sempre lo stesso: imprese con organici insufficienti e nessuna organizzazione su doppio turno o triplo turno per ridurre i tempi dei lavori in corso. L’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, non può limitarsi ad una considerazione di tipo ordinario vista la gravità e l’importanza dell’arteria. Pur essendo Anas l’Ente appaltante, la Regione ha il dovere politico di tutelare i cittadini lucani.
L’assessore convochi subito Anas e le ditte e pretenda un programma vero e incentivi alle imprese per attivare turni aggiuntivi assumendo personale per chiudere i cantieri nel minor tempo possibile. Dove non arrivano le imprese, arrivi la politica con strumenti e accordi concreti. Non decidere è già una scelta. Lasciare una delle strade più trafficate e pericolose della Basilicata in perenne sofferenza significa scaricare sui cittadini costi economici e rischi per l’incolumità. Tocca all’assessore Pepe dimostrare che la sicurezza viene prima di tutto. Chiediamo un atto immediato: tavolo Regione-Anas-Imprese per sbloccare la SS 658. Servono turni h24, più operai, messa in sicurezza e una data certa di fine lavori. I semafori – conclude Pellegrino – non possono diventare monumenti all’inerzia, né lapidi dell’incuria”.


Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.