L’inno della Matera ”europea” che fa rete anzi ”ragnatela” in musica, con tanto di ricerca e promozione culturale sulle tradizioni dei Sud?

Ma è quello che fa tam tam e risuona sulle vibrazioni di tamburi, tamburelli, tammurriate, cupa cupa cupa, fisarmoniche, bottiglie a vetro doppio e scuro e, naturalmente, le voci di quanti con passione si sono esibiti domenica 26 agosto in piazza San Giovanni, a Matera, per il concertone del Ragnatela Folk Fest con la Ragnatela Folkorchestra e le Voci del Sud.

” Il festival folk del Sud Italia” piaccia o no, con la anticipazioni del 5 e 12 agosto, ha coinvinto- e non avevamo dubbi- sulla qualità e validità di contenuti e formula e ha invertito, lo diciamo agli opportunisti dell’economia delle mani libere la tendenza quotidiana per tanti turisti di trascorrere le serate, oltre ai pernottamenti consolidati, anche le serate di animazione. Se 1500 tra turisti e cittadini sono rimasti in piazza a ballare e a divertirsi significa che l’offerta ha bisogno di proposte credibili, fattibili e concrete e i risultati vengono. Ma a patto che non ci si mettano di mezzo i soliti intoppi burocratici che sono una pecca consolidata della città, come ha ricordato tra un brano e l’altro Claudio Mola, tra le anime dei Ragnatela e ”maestro concertatore” del festival, come l’ha definito l’l’altra roboante anima Rino Locantore.

E proprio da ” u’ scettabbann” il banditore Rino Locantore è partito intorno alle 22.00 (scusate il ritardo non imputabile agli organizzatori) è partito il ”La” per la festa…tornata in piazza San Giovanni dopo un quadriennio. E così con lo squillo della trombetta ‘Popolo de lu pais sentit.sentit…” mentre a pochi metri Pio e Paolo pasteggiavano a birra e nocelle, sono partite le prime note con i padroni di casa con la notissima ” Ueueliuelaaa… ianna ianna ficcati sotto alla capanna ” e con la meridionalissima ”…Ricciulina”.

La piazza è salita di tono…e di presenze di fans appassionati di folk e pizzica e alcuni reduci dal concertone della notte prima a Melpignano ( Lecce) per la notte della taranta.A simboleggiare questa continuità ‘ideale’ e ‘concreta il primo ospite della serata, il pugliese Salvatore Cavallo Geleanda, che ha tirato fuori -tra le altre -una vorticosa tarantella di San Marzano ( Taranto) ribadendo che oltre all’Industria (i guai dell’Ilva) ci sono anche tradizioni e turismo. Poi è toccato alla violinista Valentina Cariulo che ha innalzato i ritmi della serata, con la delicatezza di uno strumento ”difficile” ma brioso.

Il tour nel Sud è proseguito con il calabrese Mimmo Cavallaro, suonatore di chitarra battente che ha tirato fuori l’attualissimo tema di emigrazione -immigrazione ”…. oili olili oilà ..se venite a cercaru dove la genti nu passano.mai ..” che ha lanciato, come gli altri ospiti, un invito a valorizzare i ritmi di pizzica tammurriata e tarantella ”anime del sud” per tutti i popoli d’Europa e del Mediterraneo. Belle parole, peccato che a Bruxelles facciano finta di nulla lasciato all’Italia la patata bollente dei migranti…con tanto di sponda di venduti e opportunisti locali. Ma non buttiamo in politica, altrimenti dovremmo portare al largo un bel po’ di politici della passata legislatore e farli affondare in un barcone con un pietrone al collo. Meglio abbandonarsi, per una notte, tra un invito ” Amm’nat’v” rivolto da Rino e Claudio a comprare cd e magliette per rientrare dalle spese, perchè il festival è interamente autofinanziato e sostenuto da privati. La tradizione è passione, ma ha bisogno anche di sostegno pubbico per i motivi detti in premessa. E se poi qualche solone del marketing turistico fatto in casa avesse avuto la lungimiranza di associare al festival anche la degustazione di prodotti tipici locali, a cominciare dalla crapiata, avremmo raggiunto un altro risultato. Imparate da altamurani e gravinesi, manica di somari… Ragli di felicità? Mah. Per fortuna il cast del concertone di piazza San Giovanni ha accontanato le solite fallimentari questioni di quanti si baloccano con l’eventificio affaristico dell’anno che verrà.

L’ingresso della salentina Cinzia Villani ha illuminato e non poco il palco del Ragnatela Folk Fest, che ha ospitato l’elegante e graffiante successo ‘iatta nera’ con la conturbante e bravissima ballerina Maria AnnaNole’ , che ha duettato con grazia e ritmo nel corso della serata con Serena D’Amato e Donisa Mazzoccoli. Sul palco, tra le gradite Voci del Sud, anche la siciliana Valentina Balistreri che ha tirato fuori un repertorio che ha legato le due sponde del mediterraneo. Poi la sorpresa quasi tenorile di Francesco Triunfo da Miglionico che ha piacevolmete sorpreso con ”Ninna Vola”, .un.canto per I bimbi e più avanti con Suricill.

E di stazza in stazza la travolgente esibizione del gitano-salentino Claudio Cavallo è stata una ventata di allegria, passata poi al campano Giovanni Mauro che ha tirato fuori, un omaggio a Roberto De Simone e alla Nccpp a Matera 40  anni fa, con il canto sanfedista ” Sona sona caramagnola…” e poi l’ammiccante ” Cicerenella..ca t’nev che tneva?” che fa il paio con la ”Cerasa”che ha chiuso il festival. Anche da Mauro l’invito a volersi bene…perchè siamo tutti uguali da Matera a Napoli a Torino. Poi tutti sul palco con l’omaggio di Rino Locantore, tra canti transumanti e l’echeggiare della cupa ad  Antonio Infantino, un monumento della musica popolare,scomparso quest’anno. Intorno a mezzanotte e mezza gli ultimi fuochi travolgenti di pizziche e tammuriate e tarantelle e con un arrangiamento sonoro davvero interessante di Valentina Balestrieri e gli inviti di Giovanni Mauro ” Abballat! Abballat..si non è o ver… brucia a tabaccher ..e …o poparuol”.

Poi gli altri e con valentina balestrieri rock e altri ritmi Giovanni mauro divertente Abballat abballat se.non.eo ver s bruciAnabtabaccher eno poparuol. Chiusura finale con tutte le ”voci del Sud” , la Ragnatelal Folkorkestra e l’esplosiva ” Cerasa” con l’immancabile ritornello ”…T’ha già da na ‘bbotta addove piace a mmè…”. Edizione da ricordare (e ci è piaciuto leggere tra gli sponsor in sequenza sul maxischermo anche la coop sociale Progetto Popolare, che ha lasciato tante parte della sua storia in questa piazza, per avervi operato tanti anni con una casa famiglia) e con l’appuntamento all’anno prossimo.

Quando? Ce lo hanno chiesto anche due turisti laziali, Terenzio e Lella, (niente cognomi) con poche ore di sonno perchè reduci dalla ”Notte della Taranta’ ma con tanta adrenalina in corpo. Dormiranno ”qua vicino” ci hanno detto, chiedendoci le date per il 2019. Booh!.

Giriamo la richesta agli organizzatori e ai promotori della ”nicchia events” che utilizzano quattrini per questa o quella serata ma con ritorni prossimi allo zero per la città e per l’economia, fatta eccezione per i ‘mi piace’ autoreferenziali sui social. Anche loro sul barcone da affondare al largo…ma al ritmo della cupa cupa.

Al Ragnatela Folk Fest, ironie a parte, son pronti a percuotere tamburelli, tammorre e a pizzicare le corde di violini e chitarre, se qualcuno comincerà a mettere mano al portafogli oltre che alla coscienza. Occorre fare ragnatela da ora…il 2019 è fra tre mesi.